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Opinioni e commenti
 

Elezioni politiche, il Viminale ammette 169 simboli. Tra quelli ricusati anche i cloni delle liste Grillo, Monti e Ingroia
Pubblicato il 16-01-2013


Elezioni-Liste civettaIl record raggiunto nel 1994, con 304 loghi ammessi, ancora non è stato superato. Ieri, infatti, su 219 contrassegni dei partiti presentati per la prossima competizione elettorale, 169 sono stati giudicati regolari e 50 ricusati dal Viminale. Di questi, 34 sono stati bocciati, mentre gli altri 16 non possiedono i requisiti necessari per poter partecipare alla prossime elezioni per carenza di documentazione. Tra quelli ricusati vi è quello della Lega Nord e gli altri sui quali nei giorni scorsi si erano accese polemiche poiché si confondevano con quelli del Movimento 5 Stelle, delle liste Monti e di Antonio Ingroia.

I SIMBOLI RICUSATI DAL VIMINALE – Tra i contrassegni bocciati dal ministero dell’Interno, che i depositanti dovranno provvedere a modificare entro 48 ore, vi è il “simbolo civetta” clone di quello del Movimento 5 Stelle guidato da Beppe Grillo, depositato dall’ex grillino Danilo Foti. Tra i loghi ricusati vi è anche quello di Scelta Civica, la lista che fa capo al premier uscente Monti e di Rivoluzione civile, la lista guidata dall’ex procuratore antimafia di Palermo, Antonio Ingroia.

BOCCIATO ANCHE IL SIMBOLO DELLA LEGA NORD – Anche il simbolo della Lega Nord è stato bocciato poiché la lettera “m” maiuscola del nome del candidato premier del Carroccio, Tremonti e di Maroni, rischia di confondere l’elettore con Mario Monti. «Abbiamo apportato le dovute modifiche al simbolo e lo ripresenteremo corretto», ha reso noto Roberto Calderoli, senatore della Lega Nord.

I LOGHI CURIOSI CHE SONO STATI PROMOSSI – I contrassegni promossi dal Viminiale sono stati 169. Tra questi alcuni hanno un nome piuttosto curioso come “Dimezziamo lo stipendio ai politici”, “Movimento mamme del mondo” o “Movimento Bunga Bunga”, “Fuoritutti”, il “Movimento Eudonna”, il “Recupero maltolto”, il “Partito internettiano” e addirittura il simbolo della lista civica nazionale “Io non voto”.

I SIMBOLI NON AMMESSI – Tra i loghi non ammessi dal Viminale vi sono: Valle Camonica Provincia; Italia società civile; Democratici di sinistra; Fronte dell’Uomo qualunque; Italia Opera; Italia dei Valori – Lista Di Pietro (Idv); Fronte per l’Indipendenza; Partito dei Comunisti italiani; Federazione dei Verdi; Veneto Stato (presentato due volte); Rifondazione Comunista-Sinistra Europea; Partito Italia Nuova; Come ci hanno ridotto e Democrazia Europea (simbolo presentato due volte).

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Le determinazioni degli ultimi anni del PSI facevano presagire la scelta che ha fatto il nazionale: presentare propri candidati nella lista del PD. Le scelte del PSI toscano ( la regione del segretario nazionale) e siciliano di presentare propri candidati nella lista PD ha portato all’elezione di alcuni consiglieri e qualche assessore (Nencini in Toscana). Il segretario nazionale Nencini ha scelto di non presentarsi alle primarie e appoggiare Bersani. Roberto Biscardi (per decisione personale ) ha scelto all’inizio di presentarsi alle primarie lombarde, ma poi dopo aver raccolto le firme ha ritirato la sua candidatura. Perchè il direttivo regionale lombardo non ha deciso di presentare propri candidati in seno alla lista del PD in coerenza con quanto scelto dal direttivo nazionale? Questa scelta a me sembra suicida, visto che il PSI lombardo è molto debole elettoralmente. Nell’ultima tornata elettorale solo 5 provincie sono riuscite a raccogliere le firme per presentare i propri candidati e hanno ottenuto lo 0,5%, non eleggendo alcun candidato. Ad oggi 16/01//2013 mancano ancora le candidature di MIlano, Brescia e Varese. Oggi si riunisce la segreteria lombarda, non so se ancora può rimediare all’errore. Viva gli ideali socialisti. Sempre Avanti!

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