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Opinioni e commenti
 

Elezioni politiche, la rinata alleanza Lega-Pdl non piace alla base leghista. Crescono i delusi
Pubblicato il 08-01-2013


Sui social network e su Radio Padania, l’agitazione e il malcontento sono diffusi. Il patto siglato dal Carroccio con il Pdl, in vista delle prossime elezioni politiche, non piace affatto alla base leghista più giovane, che grida allo scandalo. Il segretario federale Roberto Maroni comprende gli «inevitabili mal di pancia», ma sottolinea l’importanza strategica della scelta elettorale compiuta. Critico l’ex capogruppo leghista alla Camera, Marco Reguzzoni che dalla Lega si attendeva comportamenti più coerenti, ricordando che la rottura con il Pdl era stata voluta per fare «pulizia» e per «ascoltare la base».

MARONI, NORMALI I MAL DI PANCIA – Maroni ha riconosciuto gli «inevitabili mal di pancia», creatisi in seguito alla decisione di allearsi con il Pdl «ma fare da soli avrebbe comportato l’inevitabile sconfitta in Lombardia», regione nella quale si è candidato come governatore. «Ho detto al Congresso federale: prima il Nord, prima la macro Regione del Nord. A chi dice “mai con il PdL”, allora i quasi 400 Comuni in cui siamo al Governo con il PdL, i sindaci dovrebbero dimettersi» ha ricordato il segretario leghista che rinnega l’azione di governo congiunta con il Pdl, con il quale «abbiamo fatto tantissime cose buone in Lombardia che intendo valorizzare».

REGUZZONI, POCA COERENZA – Tra i dirigenti di partito che si sono dichiarati critici verso la decisione del segretario federale e dei vertici della Lega compare Marco Reguzzoni, ex capogruppo del Carroccio alla Camera. «Con l’obiettivo di tenere i nostri soldi a casa nostra eravamo alleati con il Pdl al Governo e in Lombardia» scrive sul social network Facebook. «Hanno voluto rompere l’alleanza perché volevano “pulizia”, sostenendo che non avremmo ottenuto niente e che bisognava “ascoltare la base”. Abbiamo fatto cadere la Regione Lombardia per questo motivo. E adesso? Credo che nella vita ci voglia un minimo di coerenza» ha rilevato l’esponente di primo piano dei “bossiani”, tra quelli che cercarono di contrastare i cambiamenti all’interno del partito.

SALVINI, BENE COSÌ – Nonostante tutto Matteo Salvini, segretario della Lega lombarda e braccio destro di Maroni, ovviamente non rinnega la scelta compiuta: «Non vivo di certezze, invidio chi le ha sempre – scrive su Facebook – ma, visto il momento, e visto che contro la Lega si sta schierando il peggio, penso che valga la pena di rischiare. È giusto che ognuno abbia il suo pensiero, ma fatta la scelta si corre tutti insieme per vincere».

Silvia Sequi

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