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Opinioni e commenti
 

Elezioni: politici in tv tra rischi e vantaggi. I guru del piccolo schermo dicono la loro
Pubblicato il 11-01-2013


“Sono tutti smaliziatissimi, spettatori, conduttori e politici. Ormai nei talk è difficile vedere errori di comportamento, ingenuità, ma in questa campagna elettorale la vera difficoltà per i politici è di ‘adattarsi’ ai programmi in cui vanno. Ogni trasmissione, ogni rete, ha la sua storia, i suoi canoni, e per essere efficaci bisogna rispettarli”. Carlo Freccero, direttore di Rai4, riassume così le asprezze del ‘fronte televisivo’ per quanti corrono alle prossime elezioni politiche, leader e canditati premier in prima fila.

FRECCERO, LA VERA DIFFICOLTA’ E’ CHE OGNI PROGRAMMA HA UNA SUA ESTETICA – “I tempi delle uniformi tribune elettorali sono lontani: ogni programma esige una competenza specifica del politico, non c’è più uno standard sempre valido. Basta pensare all’obbligo di risposte rapide imposto ai partecipanti ai recenti confronti per le primarie del Pd su Sky Tg24, e viceversa al taglio ‘da conversazione’ di ‘Porta a Porta’. Il politico deve capire e adattarsi, ogni programma ha una sua estetica”. Nello specifico dei leader in gara, Freccero sottolinea poi che “Monti e’ bravissimo ex cathedra, bisognerà vederlo negli scontri diretti”, mentre a Berlusconi riconosce che con la sua ‘onnipresenza’ “questa volta ha evitato che vi siano programmi ‘maledetti’, ‘esclusi’. Importante la sua partecipazione a Servizio Pubblico di Santoro, purché intervistatore e intervistato non si invertano i ruoli”. A Berlusconi poi raccomanda di “andare oltre il monologo”.

IL REGISTA DI ‘UNOMATTINA’, SERVE ATTENZIONE PER NON FAVORIRE NESSUNO –  Prima ancora dei contenuti viene l’immagine, anzi le immagini e le telecamere che le riprendono. Con quale cura lo spiega il regista di UnoMattina, Salvatore Perfetto: “Un ospite politico per me non differisce da qualsiasi altro ospite, l’attenzione è uguale per tutti”, esordisce Perfetto, anche se subito aggiunge che “in particolari periodi, come questo pre elettorale, bisogna prestare un minimo di attenzione in più nel bilanciare la ripresa, rendendola uniforme per qualsiasi personaggio, usando sempre lo stesso metro per non favorire, anche involontariamente, nessuno”. Particolarmente delicati i primi piani: “Si sta sempre attenti alla ‘piacevolezza’ dell’immagine. Qualsiasi ospite che abbia un difetto fisico evidente in primo piano viene proposto con una ripresa allargata”, spiega Perfetto che quanto ad eventuali esigenze particolari di politici ricorda di “avere avuto recentemente in trasmissione sia Monti sia Berlusconi. Monti era molto naturale e senza esigenze particolari, Berlusconi ha un entourage di persone che ne curano immagine con grande professionalità, precedendolo, effettuando un sopralluogo nello studio”. I rischi maggiori per il politico in tv, conclude Perfetto, “sono la goccia di sudore, l’espressione infelice ma qui sta anche al regista ‘rispettarlo’ evitando di sottolineare. Conta poi la temperatura dello studio, quando si va avanti per più di 20 minuti meglio evitare temperature troppo alte. Poi ogni ospite è un caso a parte: se ad esempio gesticola un primo piano gli toglie parte della sua espressività”.

COSTANZO, CAMPAGNA ELETTORALE INIZIATA TROPPO PRESTO, SI RISCHIA SATURAZIONE – Maurizio Costanzo, decano dei talk della televisione italiana, indica poi un altro rischio cui vanno incontro i candidati: “Questa campagna elettorale è cominciata troppo presto e in maniera troppo massiccia, così gli spettatori-elettori arriveranno sfiniti al voto. Si rischia la saturazione, la noia”. Come combattere il rischio? “Non si può, ormai è fatta, si può solo andare avanti”, risponde Costanzo. Quanto all’incisività, in tv, dei leader, per Costanzo “per ora sono tutti nella fase delle promesse, forse il migliore, il più misurato è Bersani. Del resto tutti tendono a ripetersi, a cominciare da Berlusconi con quanto dice sulla congiura contro di lui e quanto promette sull’abolizione dell’Imu”. Costanzo concorda poi sul fatto che ogni trasmissione abbia un suo canone e che sia opportuno rispettarlo ma “è anche vero che questi canoni si assomigliano un po’ tutti”. Ad assomigliarsi anche i candidati nel loro essere “tanto, forse troppo smaliziati davanti alle telecamere. E questo non gli giova. Io -sostiene Costanzo- sono un nostalgico delle vecchie tribune politiche in bianco e nero, con un leader e dei giornalisti anche aggressivi che ponevano domande precise”. Di fronte a tanti rischi il solo a non sbagliare è Grillo, assente per scelta da ogni confronto tv? “Grillo corre un altro rischio, come testimonia il lieve decremento nei sondaggi: a fare il risultato saranno le scelte di quel 40% che ancora sembra volersi astenere o non ha deciso, e quelli bisogna convincerli, difficile farlo tacendo”, conclude Costanzo.

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Commenti all'articolo
  1. Pensavo che tutti avessero guardato Santoro ieri, invece Masterchef su Sky Uno ieri è andato benissimo: oltre 630.000 spettatori, salendo di circa 100 mila unità rispetto alla puntata precedente.

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