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Opinioni e commenti
 

Fiat, è scontro con Marchionne sul caso Melfi. Il sindaco Valvano (Psi): «Pensiamo ad un fondo di garanzia per i cassintegrati»
Pubblicato il 17-01-2013


Valvano-sindaco Melfi

Alla richiesta della Fiat della cassa integrazione straordinaria di due anni per l’ammodernamento dell’impianto di Melfi, tale da consentire la produzione di nuovi modelli, è seguito in queste ore un vespaio di polemiche: politici e sindacati contro Marchionne e quest’ultimo che ha bollato le loro dichiarazioni come “oscene”.  Il leader di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, aveva parlato di “una riduzione della presenza di Fiat in Italia”, mentre Stefano Fassina, responsabile economico del Pd aveva chiesto al Governo di convocare l’azienda prima di firmare il decreto per la cassa integrazione a rotazione a Melfi. Dura la replica del’Ad di Fiat, Sergio Marchionne: “Ho trovato oscene le dichiarazioni di ieri di alcuni politici su Melfi. Può darsi che non abbiano capito di cosa stanno parlando. Uno che capisce un minimo di auto sa che per cambiare da una vettura all’altra deve cambiare tutto. Devo cambiare i macchinari, le installazioni, non è che faccio panini io. Anche lo stabilimento di Grugliasco che fa la macchina che viene dopo il Liberty della Jeep, è stato chiuso per un anno. E’ assolutamente normale”. A fare il punto con l’Avanti! sulla vicenda dello stabilimento Fiat di Melfi è il sindaco socialista della città lucana Livio Valvano.

Sindaco Valvano come giudica le polemiche sollevate dalla richiesta di cassa integrazione per lo stabilimento Fiat della città che amministra?

Non giudico le dichiarazioni rese note dai politici né da Marchionne. La richiesta avanzata dalla Fiat della cassa integrazione straordinaria per gli impianti di Melfi non è stata una sorpresa né per me né per le organizzazioni sindacali: quando l’azienda annuncia la realizzazione di un progetto di ammodernamento di un impianto industriale questo implica inevitabilmente uno stop dell’impianto stesso. La cassa integrazione è una conseguenza del piano d’investimenti. Chiunque conosca i meccanismi in materia di previdenza sociale non può dirsi sorpreso. Io non lo sono e non possono esserlo le organizzazioni sindacali.

Quindi lei legge positivamente il piano di Marchionne?

L’azienda continuerà a mantenere la produzione a Melfi su una linea. Posso testimoniare che in città c’è la presenza dei tecnici Fiat che hanno già terminato l’ammodernando del reparto verniciatura, stanno progettando quello della linea di montaggio per sviluppare nuovi modelli. È chiaro che ci sarà un sacrificio da parte degli operai, sacrificio finalizzato all’ammodernamento dell’impianto che verrà ammodernato.

Eppure dai sindacati le proteste non si placano

Cosa dovrebbe fare la Fiat? Costruire una fabbrica nuova lì di fianco? Siamo al paradosso. Il punto è che le organizzazioni sindacali devono informare i lavoratori correttamente e non creare disagio tra operai e impresa. Questo è un Paese che deve diventare normale, i sindacati creano allarme in campagna elettorale. Sindacati deboli e politica debole non sanno offrire soluzioni concrete. Di questo il Paese non ha bisogno.

A quali altre soluzioni pensa?

Rappresentanti del governo, degli enti locali, dei sindacati e dell’azienda potrebbero sedersi intorno ad un tavolo e trovare soluzioni tali da rendere meno gravose le condizioni dei lavoratori: finanziamenti straordinari. Lo Stato, ad esempio, potrebbe creare un fondo di garanzia per consentire di ridurre il disagio dei lavoratori durante il periodo di stop degli impianti in fase di ammodernamento.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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