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Opinioni e commenti
 

Google Maps svela la segretissima Corea del Nord tra gulag e nucleare
Pubblicato il 30-01-2013


Google maps-Corea-gulagLa segretissima Corea del Nord di Kim Jong-un è da oggi meno segreta grazie al grande occhio della Rete: a tre settimane dalla visita del presidente Eric Schmidt, Google ha diffuso le nuove mappe di uno dei Paesi più chiusi al mondo verso l’esterno grazie alle applicazioni di Google Maps. Del Paese dove l’accesso al web è limitato soltanto a una elite per timore che i flussi illimitati di informazioni dall’estero possano avere effetti destabilizzanti per il regime, sono state pubblicate immagini sino ad oggi top secret con dettagli e nomi di siti nucleari (il centro ricerche e l’impianto di separazione del plutonio di Yongbyon) e di parte dei famigerati gulag (campi di lavoro), tra cui il n.14 della provincia di Sud Pyongan e il n.22 di Hoeryong, al confine nordest con la Cina.

IL MODELLO WIKIPEDIA APPLICATO ALLE MAPPE – Le informazioni, inserite su una mappa di fatto ancora in bianco dal lancio di otto anni fa del servizio, sono state raccolte dal gruppo californiano con la funzione Map Maker, nel quadro di uno sviluppo in collaborazione degli stessi utenti Internet sul modello dell’enciclopedia online Wikipedia. “Per costruire questa mappa, una comunità di cittadini cartografi ha lavorato in Map Maker e dato il contributo, come l’aggiunta di nomi di strade e punti di interesse”, ha rilevato Jayanth Mysore, senior product manager di Google Map Maker rimarcando che le carte caricate (sia pure con un lieve ritardo) sono frutto del lavoro di alcuni anni. Non sono ancora “perfette, ma una delle cose interessanti sulle mappe è che il mondo è un luogo in continua evoluzione”.

SITI NUCLEARI E GULAG – Tra le migliaia di immagini diffuse c’è una panoramica particolareggiata della capitale Pyongyang come una qualsiasi città delimitata dal suo perimetro amministrativo, con tanto di monumenti come le statue di 30 metri del “presidente eterno” Kim Il-sung e del figlio, il “caro leader” Kim Jong-un sulla collina panoramica di Mansudae, o il Kumsusan Memorial Palace, mausoleo dove sono esposti i due corpi imbalsamati. Ci sono i nomi di scuole, alberghi, ospedali, chiese (la cattedrale cattolica di Changchun), mercati e parchi sui lati del fiume Taedong che taglia la città in due. Fuori dalla capitale le indicazioni sono più scarne, ma i campi di detenzione sono stati in gran parte individuati con le indicazioni fornite dai rifugiati: le strutture, dove si ritiene ci siano almeno 200.000 persone detenute e soggette a vario titolo, secondo le associazioni dei diritti umani, a processo di rieducazione, sono costruite come comuni villaggi per sfuggire alla lettura dei satelliti occidentali.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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