domenica, 22 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il Cavaliere e il signor Rossi
Pubblicato il 22-01-2013


E’ stato davvero meglio sospendere il processo di Milano per il caso Ruby. Indubbiamente Berlusconi non solo non è più premier, ma non è neppure ufficialmente, come ha fatto notare con una buona dose di acida intelligenza il Pm Ilda Boccassini, candidato premier. Dunque che ragioni avrebbe avuto di reclamare un trattamento diverso da quello di un qualunque signor Rossi?

Beh, la differenza è che se il signor Rossi viene condannato o assolto prima del 24 febbraio, la vita cambia solo per lui e attorno a lui; se invece si tratta del Cavaliere, l’effetto sulle elezioni si farà comunque sentire. Martire delle toghe rosse se viene condannato; eroe senza macchia se assolto. Che capolavoro sarebbe stato! La controprova della fondatezza di questi timori l’abbiamo avuta con Santoro, dove la strumentalizzazione forsennata delle vicende giudiziarie di Berlusconi, dopo quasi un ventennio, l’altra sera ha raggiunto l’acme di uno spettacolo di grande successo.

La giustizia non ha fatto un passo avanti, i cittadini ne sanno esattamente quanto prima, ma l’audience alle stelle ha portato un bel po’ di pubblicità a La7, nuovo credito professionale al conduttore e (speriamo momentanei) almeno un paio di punti e mezzo in più nei sondaggi di Berlusconi. Naturalmente tutto questo non ha quasi nulla a che vedere con l’informazione giornalistica. Chissà se nella sinistra ‘dura e pura’ che per due decenni ha santificato Santoro e le sue piazze con la ‘gggente’, qualcuno si è finalmente accorto che il circo mediatico-giudiziario sul piano politico ottiene effetti opposti a quelli che si prefigge. Berlusconi ha gonfiato le sue schiere parlamentari con i suoi avvocati – che così vengono pure pagati con i soldi pubblici – e la sinistra radicale, ha innalzato il vessillo dei magistrati militanti, da Di Pietro a Ingroia passando per De Magistris. Da una parte con gli avvocati si fa finta di essere garantisti (a senso unico), dall’altra con i pm prestati alla politica, si scivola nel giustizialismo.

Non contenti di arruolare pm, ora si è passati al ‘quarto potere’, quello dell’informazione. Ed è un’altra delle profonde anomalie dell’Italia perché non sono più casi isolati. Vedere oggi che non solo si candida il segretario della FNSI Roberto Natale con Sel, il direttore di Rai News Corradino Mineo e il vicedirettore del Corriere della Sera Massimo Mucchetti col PD, e anche Sandro Ruotolo con la Lista Ingroia, qualche interrogativo lo fa sorgere. Anche i giornalisti, un po’ come i magistrati, devono osservare una deontologia professionale fondata sulla indipendenza di giudizio, sulla imparzialità. È vero che poi nella realtà tutti siamo condizionati dalla nostra cultura (o incultura) politica, e che quello che conta alla fin fine è la correttezza oggettiva delle sentenze come degli articoli pubblicati, ma è altrettanto vero che scoprire all’improvviso una così robusta militanza di partito, illumina di luce nuova intere carriere professionali…

E tra un Santoro e l’altro, come è puntualmente avvenuto anche nell’ultima trasmissione, gli anni di non-governo del centrodestra che hanno portato l’Italia sull’orlo della bancarotta, passano in secondo piano. I socialisti, come sta facendo il Pd con Bersani, ce la mettono tutta per parlare di lavoro e sviluppo, di ambiente e diritti, e invece il dibattito finisce per incentrarsi sulla domanda: colpevole o innocente? È stato più bravo Travaglio o Berlusconi? Ma chi se ne frega.

Non è un caso se i socialisti dal ’94 a oggi, non sono mai, ma proprio mai, stati invitati in trasmissione da Santoro. Tutto il partito, mentre scrivo queste righe, è impegnato a fondo nella messa a punto delle liste e del programma di governo. Entro questo fine settimana presenteremo agli elettori, col PD, non solo proposte chiare per far rialzare la testa al Paese, ma anche gli uomini e le donne per realizzarle nella prossima legislatura. Un impegno complesso e difficile per far dimenticare gli ultimi quattro anni del governo Berlusconi e per trasformare l’Agenda Monti da programma di risanamento straordinario a piano di sviluppo e di rilancio dell’Italia. Eppure a leggere i giornali e a guardare la tv, i destini del nostro Paese ruotano ancora una volta attorno alle vicende personali di Berlusconi. Basta. Ci avete stufato.

Concludo con un appello: “Cari giornalisti, avete giustamente raccontato per anni le malefatte della casta, senza mai vedere la trave nel vostro occhio; perché ora non aiutate questo sciagurato Paese parlando di politica e non solo di Ruby, processi, pifferi e ninfette?”

Marco Di Lello

Coordinatore Nazionale PSI

More Posts - Website

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento