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Opinioni e commenti
 

Il fratello dell’eroe dei “cento passi” Giovanni Impastato: «La polemica di Berlusconi sulla sua scorta mi offende»
Pubblicato il 25-01-2013


Berlusconi-scorta-ridotta

Le sta provando davvero tutte. Prima erano i giudici a perseguitarlo. Poi non meglio precisate “potenze straniere”, tanto che dette mandato ai servizi del suo “amico” Putin di investigare. Un mese fa arrivò un’altra chicca: «contro di me complotto internazionale dei poteri forti» disse Silvio Berlusconi. Se non fosse stato il protagonista di un’intera stagione della politica italiana ci sarebbe da pagare il biglietto per assistere ai suoi show. L’ultimo ritrovato del Cavaliere? Il governo mette a rischio la sua sicurezza per impedirgli di fare la sua campagna elettorale. Dichiarazioni che suonano come «un’offesa» per chi ha perso un fratello per mano della mafia come Giovanni Impastato che, intervistato dall’Avanti!, ha ricordato che, nonostante gli attentati subiti «continua a girare l’Italia senza alcuna protezione».

BERLUSCONI, IL GOVERNO NON VUOLE CHE IO GIRI LIBERAMENTE PER L’ITALIA – «Questo governo», ha spiegato il Cavaliere, «apprestandomi ad andare in giro per l’Italia e forse tornare nelle piazze, ha ridotto con tempestività e sollecitudine la mia scorta». Insomma, vittima proprio di tutti, ora anche del governo. Una polemica che sembra proprio fuori luogo visto che, pochi mesi fa, proprio la scorta di Berlusconi fu al centro di uno scandalo: indiscrezioni di stampa avevano parlato di un presunto aumento spropositato della scorta (e dei relativi costi), reclutati soprattutto nell’entourage della sicurezza del Cavaliere, e che sarebbero stati fatti transitare con disinvoltura nei Servizi per, poi, poter essere assegnati  alla sicurezza dell’ex presidente del Consiglio.

IL VIMINALE SMENTISCE, NESSUNA RIDUZIONE – Non è prevista alcuna riduzione della scorta per l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. È quanto si apprende da fonti del Viminale, dopo le lamentele dello stesso Berlusconi. Secondo quanto riferito dal Viminale, la situazione della scorta dell’ex premier è stata esaminata a novembre. In quella sede fu deciso di continuare ad assicurare un dispositivo di protezione eccezionale, di “primo livello”, numericamente inalterato rispetto al precedente, affidando il servizio all’Arma dei Carabinieri, con il concorso dell’Aisi per gli aspetti tecnici. La legge prevedeva che Berlusconi potesse avvalersi del servizio di scorta fino ad un anno dopo la cessazione della carica di premier.

Giovanni Impastato, cosa pensa delle parole di Berlusconi che parla di rischio per la sua persona dopo la riduzione della sua scorta, peraltro smentita dallo stesso Viminale?

Mi sento sinceramente offeso dalle dichiarazioni di Berlusconi. Io sono familiare di una vittima della mafia e ho ricevuto minacce e attentati in prima persona come quello di un anno fa ai danni della mia pizzeria. Nonostante questo, io continuo a girare per l’Italia, prendo l’autobus, l’aereo, il treno da solo, senza alcuna protezione. Come me e in situazioni peggiori della mia ci sono tante altre persone che rischiano.

La solita “Berlusconata” insomma?

Sì, mi sembra proprio che ci troviamo di fronte alla solita trovata di Berlusconi che, in campagna elettorale, vuole cercare di “rifarsi la faccia” divenuta davvero impresentabile sotto ogni punto di vista. È un trovata elettorale delle sue che mira a creare un clima di tensione inesistente nel Paese, che vuole imbarbarire la gente. Il solito show che conosciamo: vuole apparire come una vittima per poi accreditarsi come il deus ex machina che arriva a salvare la situazione. Siamo al paradigma del supereroe, dell’uomo solo al comando, alla fiction hollywoodiana.

Del resto, proprio in merito alla scorta del Cavaliere era nato uno scandalo in merito alle assunzioni facili di suoi protetti.

Credo che voglia creare confusione: è una sua vecchia strategia quella di passare da colpevole a vittima. Dopo tutti gli scandali che lo hanno coinvolto, dopo la condanna di Dell’Utri vuole recuperare credibilità perché la sua posizione è indifendibile.

Questa volontà di creare confusione, una sorta di “siamo tutti uguali”, quanto incide sulla crescita del populismo?

Il populismo in Italia è cresciuto tanto proprio perché abbiamo avuto 20 anni di berlusconismo. Questi sono solo gli ultimi colpi di coda che Berlusconi mette in atto perché, ormai, è politicamente finito. Cerca di recuperare un minimo di credibilità facendosi passare per vittima, autoproclamarsi tale. Vorrebbe far passare i messaggio che lui, oggi, è a rischio perché è stato accusato, magari proprio per i processi che ha subito. Ma gli italiani spero non lo prendano più sul serio. Poteva raccontare le sue favole 20 anni fa, oggi non più. Credo che sia una strategia che può far presa solo su chi non ha mai letto un giornale o non ha idea di cosa sia la storia giudiziaria di Silvio Berlusconi. Un lavoro inutile, comunque, perché la sua stagione politica è finita.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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