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Opinioni e commenti
 

Il leader socialista spagnolo Rubalcaba scrive al segretario Nencini: «Insieme per rilanciare l’Europa»
Pubblicato il 07-01-2013


È la fine di dicembre quando il Segretario generale del Partito socialista spagnolo, Alfredo Pérez Rubalcaba, scrive a Riccardo Nencini, leader del Psi, per fare un bilancio sull’anno appena trascorso e sullo scenario politico europeo. Rubalcaba si rivolge a Nencini per un confronto, per fare il punto e per rilanciare la strategia socialista in Europa. Un bilancio non facile quello che il leader spagnolo riassume: «E’ stato un anno molto difficile per la maggior parte degli Europei. L’economia è in recessione o ristagna, la disoccupazione è cresciuta considerevolmente, la povertà è tornata nei nostri Paesi e il sostegno dei cittadini al progetto europeo si è chiaramente deteriorato».

L’ANALISI DI RUBALCABA – Il leader socialista spagnolo sottolinea che «Ciò che è iniziato nel 2008 come crisi finanziaria è diventata una crisi di debito pubblico e poi una crisi dell’area euro. Una crisi finanziaria globale è diventata una crisi europea. Il crollo economico ha creato una profonda crisi sociale e la distruzione di milioni di posti di lavoro e minaccia la sostenibilità del sistema sociale europeo». Un’analisi dura che Rubalcaba vuole «condividere» con Nencini per «cercare di mettere assieme ciò che io considero debbano essere le nostre priorità politiche per il 2013», soprattutto alla luce del fatto che «la risposta conservatrice, centrata su una stretta agenda di riduzione del deficit, è stata un completo fallimento, e non ha creato la ripresa economica dopo tre anni di tagli al welfare, aumento del carico fiscale e assenza di investimenti». Il leader socialista spagnolo si dice «convinto», però, «che l’anno 2013 può ancora essere l’anno della ripresa, in cui i primi passi verso un futuro migliore possono essere mossi, soprattutto se «le forze di progresso» si riveleranno capaci di «unire i loro sforzi attorno al PES e al gruppo» socialista al Parlamento Europeo, «lavorando assieme per porre un’agenda alternativa in nome di una visione di prosperità condivisa in Europa».

I PUNTI PER RILANCIARE L’EUROPA – Rubalcaba identifica dei punti chiave che, secondo la sua analisi devono essere messi al centro dell’agenda socialista europea per risollevare le sorti del Vecchio Continente. In primis, il leader spagnolo sottolinea la necessità di elaborare «un approccio più graduale alla riduzione del deficit», al quale affiancare «un forte pacchetto di misure a sostegno della crescita che porti alla creazione di posti di lavoro», da intendersi, però, non come misure “tampone”, ma come interventi strutturali a lungo termine. Infine, sarà necessario elaborare «un’adeguata politica monetaria. LA BCE deve seguire le risposte che la Federal Reserve ha attuato durante la crisi. Non solo deve giocare un ruolo più attivo nella stabilizzazione dei mercati finanziari, ma anche adattare le sue politiche per facilitare crescita e occupazione». In conclusione, Rubalcaba, nel proporre un incontro a breve dei leader socialisti europei dedica «una parola di gratitudine per il sostegno e la comprensione che» il segretario Nencini e il Psi «hanno mostrato per le sofferenze di tanti cittadini europei che hanno perso il lavoro in questa crisi, in particolare nel sud dell’Europa».

LA RISPOSTA DI NENCINI – Nel rispondere al leader del Partito socialista spagnolo, Nencini mette l’accento sull’importanza di «riproporre un punto di vista che tenga conto dell’esperienza dei Paesi mediterranei», necessario per «controbattere la percezione dei nostri Paesi come “Pigs” (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna – ndr), che offre una lettura ideologica e distorta della presente crisi economica». Per il Segretario del Psi «il ruolo della spesa pubblica e dello stato sociale è indispensabile per rilanciare l’economia, lo Stato deve mantenere il suo ruolo di creatore di esternalità positive, attraverso infrastrutture, trasporti locali, reti informatiche» e questo ruolo non può che essere alla base di «un vero progetto di sviluppo che vada oltre la retorica dei sacrifici». Ma, l’analisi di Nencini va oltre, rilevando che «i nostri due Paesi, Italia e Spagna, hanno compiuto e stanno compiendo un grande sforzo per adeguarsi ai propri doveri verso gli altri partner europei nella Moneta Unica; non è però più accettabile che questi sforzi appaiano come doveri imposti da un’Europa identificata come una struttura tecnocratica, non troppo dissimile da altri poteri burocratici o economici non democratici». Questo stato di cose ripropone, per il Segretario del Psi, «il vecchio tema del “deficit democratico” dell’Unione Europea che dobbiamo affrontare con coraggio: io credo, non solo modificando con un’adeguata scelta politica le scadenze imposte ai Paesi per la riduzione del deficit, e dando maggiori poteri alla BCE, ma anche rivedendo l’impostazione del Trattato di Lisbona, per riprendere uno “spirito costituente”». Una proposta socialista, quella di Nencini, che riprende la “visione eretica” dei Padri fondatori che vollero l’Europa e l’hanno resa grande: «un’Europa democratica che risponda ai bisogni delle persone, è un’Europa dove le idee e le proposte dei socialisti sono indispensabili».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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