domenica, 17 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il Pd invita gli “arancioni” alla responsabilità sulle liste al Senato
Pubblicato il 15-01-2013


Ingroia-arancioniNon solo la Lombardia, anche la Campania e la Sicilia potrebbero presto tramutarsi nell’ago della bilancia e fare la differenza rispetto alla eventuale vittoria elettorale al Senato e alla stabilità del prossimo governo. Ecco dunque che non avere rivali a sinistra diventa, per il Partito democratico, un nodo centrale da valutare che apre la possibilità di un patto di desistenza con la Lista Ingroia nei collegi del Senato in Campania e Sicilia. Uno scenario da non sottovalutare, dunque, anche se al momento nulla è ancora stato deciso. Al contrario, nonostante i calcoli strategici, sembra che l’intesa ancora lontana dall’essere siglata.

FRANCESCHINI SMENTISCE ORLANDO SU PRESUNTA TRATTATIVA –  Al Pd di accordo di desistenza non vogliono neppur sentire parlare Leoluca Orlando, tra i fondatori della Lista Ingroia, parla senza mezzi termini di trattativa. «Dario Franceschini mi ha contattato questa mattina a nome del Pd e mi ha proposto un accordo di desistenza, cioè mi ha chiesto di non presentare le nostre liste in regioni chiave quali la Sicilia, la Campania e la Lombardia. Credo siano molto preoccupati per la continua crescita della nostra lista “Rivoluzione civile”». Orlando ha poi aggiunto di non poter che rimettere «questa richiesta nella cabina di regia di “Rivoluzione civile”». Ma il diretto interessato, Franceschini, smentisce seccamente e rilancia la palla nel campo avverso: non accordo ma assunzione di responsabilità da parte della Lista Ingroia per non far vincere Berlusconi. «Nessuna proposta di patto e nessuna desistenza. Le cose che ho detto a Orlando sono le stesse che ho detto pubblicamente», e cioè che non c’è nessuno spazio «per una qualsiasi forma di accordo politico» ma «la presenza della Lista Ingroia rischia di far vincere la destra, rendendo il Senato ingovernabile». Nessuna proposta di patto o desistenza, parola peraltro sfortunata che evoca ambiguità inconciliabili con la linea di chiarezza voluta dal Pd. Ma soltanto la descrizione di «un quadro oggettivo, rispetto al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilità».

LETTA, IL PD NON TRATTA CON INGROIA – Anche Enrico Letta assicura che il Pd non intende trattare: «Nessun negoziato con Ingroia», scrive il vicesegretario del Pd su Twitter. Rivoluzione Civile «si assuma le proprie responsabilità. La nostra coalizione è stata decisa da tre milioni italiani». Sul tema le due coalizioni hanno posizioni diametralmente opposte.

DE MAGISTRIS CONTRARIO AL “PATTO” – Contrario Luigi De Magistris, sostenitore dell’ex pm, favorevole Nichi Vendola alleato del Pd. «Per quanto mi riguarda non esiste nessuna possibilità di raggiungere un accordo di desistenza al Senato!», scrive de Magistris, che si dice «fermamente contrario perché si snaturerebbe l’essenza stessa di Rivoluzione Civile, una lista «candidata a vincere le elezioni in quanto alternativa al polo centrista di Bersani e Monti».

VENDOLA, BERSANI DECIDE – Il centrosinistra deve «interloquire e dialogare» con il Movimento Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, ma, quanto alla possibilità di un accordo di desistenza in alcune regioni «tocca a Bersani decidere», dice Vendola, «non tocca a me decidere. Il leader della coalizione è Bersani» ma «credo comunque che un colloquio con l’area della società civile e delle esperienze di sinistra deve essere costruito ed è normale che si interloquisca e si dialoghi».

INGROIA ASPETTA – Quanto a Ingroia, per ora tace, impegnato a chiudere le liste entro giovedì. Ma qualcuno, tra i sostenitori, non sembra entusiasta all’idea di un accordo di desistenza. La Sicilia e la Campania infatti, si fa notare, sono le due regioni in cui quasi sicuramente la Lista farà eleggere dei senatori, avendo sondaggi al di sopra del 10%: perché cedere senatori al Pd, quando proprio il Senato diventerà l’ago della bilancia per il futuro governo del Paese? E anche nel Pd pochi scommettono in un passo indietro degli arancioni, anche se i sondaggi danno numeri più bassi per la lista Ingroia.

IL NAZZARENO STEMPERA IL POLVERONE – Tutti al Nazareno frenano definendo «esagerato» il polverone che si è sollevato. In queste ore sono in corso «contatti», ma «non c’è né accordo né scontro», hanno spiegato a largo del Nazareno, sede del Pd, bensì «un richiamo alla responsabilità generale. E’ chiaro che tutti stanno ragionando con senso di responsabilità perché la Sicilia e la Campania possono essere decisive per l’uno e per l’altro fronte, e soprattutto in Senato si rischia di consegnare la vittoria a Silvio Berlusconi».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Si sta riproducendo il teorema sconcertante di Veltroni per una forte offensiva sul voto “utile”. Si tratta di un metodo inaccettabile se passa verso una ” sudola trattativa” per la desistenza o meno.
    E’ un ricorso vergognoso in cui rientra anche quello di noi Socialisti, che non presentiamo la nostra Lista alla Camera, mentre al Senato, dove è impensabile raggiungere la percentuale dell’8%, le nostre Liste ci saranno in alcune Regioni (Calabria, Lombardia, Lazio, Campania e Molise). Sono metodi incomprensibili e di mancanza di rispetto per gli iscritti e gli elettori. Mi auguro che ci ripensino e lascino la libera e democratica competizione elettorale al normale giudizio dei cittadini.

Lascia un commento