domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ingroia utilizza Dylan Dog per la campagna elettorale, ma Bonelli Editore lo diffida
Pubblicato il 16-01-2013


Ingroia-fumetti-CosaProporre noti personaggi di fumetti, per attirare l’attenzione del cittadino, potenziale elettore, non rappresenta certo una novità. Ma questa volta, l’ex procuratore antimafia di Palermo, Antonio Ingroia, ora in veste di politico e candidato, si è dimenticato di chiedere i diritti delle icone che ha voluto utilizzare per la sua campagna elettorale. Un inizio poco “legale” dunque, per un partito che tanto decanta la legalità e la giustizia. Tra i protagonisti utilizzati dalla Rivoluzione Arancione, la lista guidata da Ingroia, vi sono quasi tutti i più famosi personaggi dell’universo dei fumetti, da Dylan Dog ai Simpson, passando per i “Fantastici Quattro”, già arruolati dal Partito democratico per le primarie del centrosinistra.

DYLAN DOG E ALTRE ICONE – Tra le numerose icone, prese dal mondo dei fumetti per metterle a servizio della politica, compare il celebre Dylan Dog, proposto come come lavoratore a progetto che dichiara: «Basta con questi mostri che ammorbano le istituzioni». E poi il messaggio: «Anche io voto Rivoluzione Civile. Insieme vinciamo». In un altro manifesto compare invece il temibile guerriero Kenshiro, presentato come dipendente delle palestre di Hokuto e difensore dell’articolo dello Statuto dei lavoratori, che esclama: «Chi ha tolto l’articolo 18 non merita nemmeno l’inferno».

LA CASA EDITRICE BONELLI NON CI STA – La scelta di scomodare Dylan Dog però non ha affatto rallegrato la casa editrice del celebre personaggio che, in un comunicato duro e determinato, ha voluto diffidare chiunque – il partito “Rivoluzione Arancione” o gruppi sostenitori dello stesso – utilizzi i suoi personaggi per sostenere un movimento politico, in questo caso la neolista guidata dall’ex magistrato. «Sergio Bonelli Editore Spa, proprietaria del nome e dei diritti di utilizzazione del personaggio Dylan Dog dichiara di non essere in alcun modo affiliata o di sostenere, con l’immagine di Dylan Dog o di qualunque altro personaggio della casa editrice, alcuna formazione politica, e diffida dall’utilizzo illecito del nome e dell’immagine delle sue proprietà intellettuali».

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