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Opinioni e commenti
 

Intini (Psi): «Nel 2008 sbagliammo e rimanemmo fuori. Il segretario Nencini è riuscito a riportare i socialisti in Parlamento»
Pubblicato il 18-01-2013


Intini-Psi

Un passo importante per il Psi all’interno dello scacchiere politico italiano ed europeo. Il segretario del Partito socialista Riccardo Nencini ha annunciato ieri l’accordo raggiunto tra Pd e Psi: lista unica alla Camera, liste proprie al Senato in regioni chiave come la Calabria, la Campania e il Lazio oltre che nelle regioni dove si svolgeranno anche le elezioni regionali: Lazio, Lombardia e Molise. A fare il punto con l’Avanti! sull’accordo politico siglato è Ugo Intini, già portavoce di Bettino Craxi nel I e II governo. Nella sua analisi l’ex direttore dell’Avanti! ha riconosciuto al segretario Nencini il grande merito di aver gettato le basi per riportare il partito in parlamento, senza cadere nell’errore fatto dal gruppo dirigente nel 2008.

Onorevole Intini, visti i sondaggi e gli schieramenti politici che andranno alle urne, l’accordo siglato con il Pd potrebbe significare riportare il Psi in Parlamento e dunque un traguardo significativo per il Psi?

Va dato atto al segretario Nencini e al gruppo dirigente di aver affrontato un marcia nel deserto per cinque anni per colpa anche del gruppo nel quale io facevo parte che ha avuto il torto di lasciare il partito fuori dal parlamento. Il fatto che il partito ritorni in parlamento rimedia a quell’errore. L’esperienza dei radicali dimostra quanto si possa pesare in parlamento pure essendo eletti nella lista del Pd, i socialisti saranno più leali.

Nencini ha scritto nel suo editoriale pubblicato sull’Avanti! “Qualcuno ha scritto che abbiamo fatto un accordo per le seggiole. Già, ma senza ‘seggiole’ le idee non diventano leggi. E abbiamo preteso quanto ci spettava, nulla di meno. Il giudizio si dà alla fine. Sul lavoro che verrà fatto. Sui risultati”. Cosa ne pensa?

L’errore catastrofico di cui sopra è stato fatto proprio per non aver fatto un “accordo per le seggiole”. Dopo quest’esperienza siamo vaccinati. Ha fatto bene il gruppo dirigente nel non seguire le stesse critiche.

L’accordo col Pd prevede anche la stipula di «un patto di consultazione tra Pd e Psi sulle questioni più spinose che di volta in volta si presenteranno all’esame delle Camere» e dunque il riconoscimento dell’autonomia organizzativa e politica del Partito socialista. Altro segnale importante.

Difendendo l’identità del partito i socialisti non fanno una cosa per sé ma per la sinistra e l’Italia perché l’identità socialista è importante per la sinistra. La sinistra ha un problema di identità e lo si risolve con due ancoraggi: quello alla storia e alla tradizione socialdemocratica e quello alla famiglia socialista europea. La sinistra ha bisogno del doppio ancoraggio alla storia e alla famiglia socialista, ancoraggio che il nostro partito può portare al di là dei numeri.

Autonomia ma anche capacità per le forze riformiste di centrosinistra di lavorare bene insieme per il futuro del Paese?

L’ancoraggio duplice è anche condizione per fare bene insieme perché i socialisti italiani sanno che le scelte importanti vanno fatte a livello europeo.

Il ritorno dei socialisti in Parlamento rappresenta anche una presenza che guarda all’Europa.

Hanno capito tutti che nessun problema si affronta a livello nazionale ma europeo. Tutto è globale. Bisogna che l’Europa prenda la strada di un orientamento socialdemocratico: dopo la Francia con Hollande e l’Italia con Nencini speriamo che anche la Germania faccia lo stesso.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. d’accordo con il rientro in prlamento, quello che non si comprende è la mancata presentazione delle liste. questo determina una perdita di consenso elettorale da parte del Psi, quel consenso che avrebbe ottenuto soltanto con una lita Psi.
    si poteva cmq, candidare alcuni compagni nelle liste Pd e nello stesso tempo allargare il consenso a Italia bene comune con la lista Psi.

  2. Sono concorde con la tua analisi, nel 2008 non si raggiunse l’accordo e fummo esclusi dal Parlamento. Oggi con l’accordo del compagno Segretario abbiamo la possibilità non solo di sedere nuovamente in Parlamento, ma abbiamo anche la possibilità di operare per il bene del paese e dare nuovo impulso a livello naziona al P.S.I.

  3. Non credo che nel 2008 la Segreteria abbia sbagliato. Rimanemmo fuori a causa della palese ostilità di Berlusconi (ovvia visto che gli ex-socialisti che passarono dalla sua parte non avrebbero potuto sopportare l’umiliazione di vedere dalla parte opposta dell’aula parlamentari i seggi occupati da veri Socialisti) e del PD di Veltroni (ovvia nel momento in cui allora i democratici si arrogavano il diritto di essere l’unica forza della sinistra riformista…illusi!). Boselli ed i suoi dimostrarono di avere coraggio. Altrettanto coraggio avrebbero dovuto avere nell’accettare le proposte di assorbimento del PD…allora come oggi col rischio di scomparire nel PD. Quindi più che di scelte giuste o sbagliate, parlerei di scelte più o meno fruttuose. Credo che l’impegno di oggi per noi socialisti, più che di camminare col volto rivolto al passato, sia quello di guardare al futuro prossimo, proprio per fare in modo che la scelta del Segretario Nencini e di chi ha trattato col PD risulti utile al socialsimo italiano e tenga lontano il rischio, reale con le scelte fatte, di scomparire nell’indistinto magma dei Democratici. In questo senso importantissimo credo sia la proposta di “bettezzare “Democratici e Socialisti il futuro gruppo parlamentare che potrebbe vederci protagonisti se non dal punto di vista numerico, da quello dell’originalità delle idee e delle proposte.

  4. Bravo Intini e grazie per la tua logica del reale . Oggi bisogna costruire una delegazione in parlamento che sia all’altezza del compito improbo a cui viene demandata con una chiara strategia per dare voce e visibilità a nostri temi peculiari quali: scuola pubblica ed eguaglianza, mobilità sociale,laicità dello stato, allargamento dei diritti, lavoro.

    • Giusto compagno Morgante ma metterei al primi posti anche la questione energetica la crescita e lo sviluppo temi assai cari anche al nostro grande leader del recente passato Bettino Craxi.
      Temi su cui dovremo essere incalzanti e incisivi rispetto alle altre forze della coalizione di sinistra troppo adagiate su un ambientalismo di maniera.
      Si abbia ben presente che la Germania prima di lanciare un vasto programma “verde” è cresciuta più di ogni altra nazione europea alimentando la sua industria anche con le centrali nucleari che si guarda bene dal dismettere, così come sta facendo d’altra parte lo stesso Giappone, nonostante i proclami governativi del dopo Fukushima.

  5. Sono d’accordo con Fantò perchè se questo accordo ha il significato di quello proposto all’epoca da Veltroni: “scioglietevi nel PD”, personalmente non sono d’accordo. Avremmo dovuto avere il “coraggio” di presentarci in collegamento con Bersani con la nostra Lista, possibile con il Porcellum, e non giustificarla con il rischio che la Lista Tabacci/Donati potesse prendere più voti. Anche la presentazione della Lista PSI in alcune Regioni ha il senso degli assurdi e incomprensibili giochetti politici, perchè l’8% è un miraggio. Qualche poltrona per qualcuno in alto, ma tanta delusione e amarezza per i tanti militanti Socialisti di base.

  6. Condivido pienamente l’articolo di Ugo Intini.
    Vorrei fare un’osservazione nel merito sull’età dei candidati al Parlamento e sulla moda di stabilire dei criteri di scelta che oggi vanno molto di moda: ritengo che la rifondazione dei partiti sulla base dell’art.49 della Costituzione e sulla scelta degli elettori sulla base delle preferenze siano i migliori criteri di scelta e mi auguro che i nostri rappresentanti si battano per una nuova legge elettorale.

  7. E’ assolutamente condivisibile l’analisi di Intini;dal 2008 ad oggi sono cambiate tante cose..soprattutto nel PD: Veltroni non è più segretario ed il partito democratico sembra orientato finalmente ad intestarsi una vera svolta socialdemocratica. Quindi avanti! siamo sulla strada giusta!

  8. Io voglio dire al segretario possibile che ci siamo spaventati della pista tabaci. Noi potevamo essere i primi della coalizione e prendevamo cmq i rappresentanti in parlamento , forse anche più di quelli promessi e potevamo in compenso sfoggiare il nostro simbolo orgogliosamente.

  9. Bene ha fatto Nencini e bene fece Boselli con quel vaticanoide di Veltroni (ma non doveva andare in Africa?): Ora però bisogna tenere la schiena dritta e cercare di fare passre le nostre idee che, come la storia ci dimostra, molto spesso sono state quelle vincenti e le più utili per i ceti meno abbienti.

  10. bene l’accordo,ma quali sono le arcane e confessabili ragioni che hanno impedito di considerare una cosa elementare:senza riforma elettorale non è a rischio la governabilità del paese, nella fase delicatissima che viviamo?Non si doveva porre tale riforma come pregiudiziale alla intesa elettorale ora raggiunta?

  11. Ugo, prendo atto che in questa situazione tu non puoi allargare il discorso. Ma conoscendomi saprai che io penso che un partito esiste in quanto compete in proprio ed affronta “la piazza”. Come tante volte hai scritto tu, noi abbiamo una storia da difendere e un percorso per condividerla. Certamente dei socialisti “indipendenti” possono far bene: purché coerenti con decisioni, e congressuali, e degli organi dalle stesse espressi. Ma è la nostra storia che si interrompe, non abbiamo più la nostra casa, ma siamo in affitto! Brutto il simbolo di Garibaldi che suggella l’accordo: ricorda il FRONTE POPOLARE, di cui non abbiamo bisogno. Ciao, a presto. Paolo Mercanzin.

  12. Certo: in campagna elettorale, un dirigente deve “fare quadrato” come diceva Nenni. Resta il fatto che – a livello di rappresentanza – non abbiamo più una casa, ma siamo in affitto. Staremo a vedere quanto i rappresentanti in Parlamento, seguiranno le direttive degli organi congressuali piuttosto che quello del gruppo parlamentare, a meno che non entrino nel gruppo misto. Però va detto che un partito ha l’obbligi di confrontarsi a viso aperto, o al massimo in coalizione. Ma col proprio simbolo,
    Rilevo il cattivo gusto di siglare un accordo sotto il simbolo di Garibaldi. Se la storia e “magistra vitae”, va ricordato che era l’emblema del “Fronte popolare”, che non portò cedrtamente acqua al nostro mulino. Ciao, a presto

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