martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

La ricetta della Cgil: creare lavoro per dare un futuro all’Italia
Pubblicato il 26-01-2013


Camusso-CGILLa Cgil ha presentato a Roma il proprio piano del lavoro, un programma articolato che punta ad aprire una stagione di crescita e sviluppo per l’Italia, ripartendo dal lavoro. L’obiettivo primario è dunque quello di creare nuovi posti di lavoro con un piano in due fasi, da realizzare in un periodo di tempo che va da tre a cinque anni. Nella prima fase, finalizzata ad uscire dall’emergenza, occorre puntare su attività di bonifica e messa in sicurezza del territorio nonché sulla valorizzazione dei beni culturali e la tutela dei beni artistici del nostro Paese. Nella seconda fase, che si sviluppa su di un medio periodo, bisogna affrontare riforme indispensabili ad accrescere l’attrattività dell’Italia, ma anche a ridurre la diseguaglianza ed aumentare l’inclusione sociale. Tra le riforme proposte quella di innalzare l’obbligo scolastico a 18 anni, ma soprattutto quella di un rilancio dell’intervento pubblico nell’economia, ritenuto dalla Cgil non solo necessario, ma essenziale per contrastare il declino e la deindustrializzazione. In pratica nuovi investimenti pubblici da realizzare lungo varie direttrici, dalla politica industriale, passando per le infrastrutture materiali ed immateriali, fino ad arrivare al welfare nazionale e locale. La Cgil propone di destinare risorse per 5 miliardi di euro a progetti e programmi prioritari, per 15 miliardi alla creazione diretta di posti di lavoro, per 10 miliardi al sostegno dell’occupazione e per 15 miliardi di euro alla restituzione fiscale.

RIFORMA FISCALE – In particolare su quest’ultimo punto la Cgil propone di ridurre la prima e la terza aliquota Irpef rispettivamente dal 23% al 20% e dal 38% al 36%. Più in generale il sindacato della Camusso propone di spostare il peso del prelievo dai redditi fissi alle ricchezze improduttive, tassando le grandi ricchezze ma anche le transazioni finanziarie a carattere speculativo.

LA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA – Per realizzare un tale piano sono necessarie risorse per circa 50 miliardi di euro che potranno essere recuperate, oltre che con una maggiore progressività impositiva nel suo complesso, anche tramite il contrasto strutturale all’evasione fiscale, la riduzione dei costi e degli sprechi della politica, l’impiego dei Fondi europei e l’utilizzo dei Fondi pensione per canalizzare flussi di risparmio verso investimenti di lungo periodo.

IL RUOLO DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI – Tra le misure previste dal Piano, anche quella di una diversa missione della Cassa Depositi e Prestiti, sull’esempio della Caisse des Dépots francese. Un ente che, nella visione della Cgil, sarà sempre più centrale per l’innovazione e la riorganizzazione dell’Italia, fungendo da catalizzatore di investimenti infrastrutturali e strategici di lungo termine.

MUTUALIZZAZIONE DEL DEBITO EUROPEO – La Cgil ritiene anche che necessario intervenire a livello europeo per riallineare la situazione economica e finanziaria tra Stati “forti” e Stati “deboli”. A tal fine propone che lo statuto della Banca Centrale Europea sia modificato per consentire a quest’ultima di acquistare e ritirare dal mercato titoli di Stato per quasi 1.900 miliardi di Euro. Allo stesso tempo chiede che gli investimenti pubblici siano scorporati dai criteri di applicazione del Patto di Stabilità e Crescita europeo.

IMPATTO DEL PIANO – L’attivazione del piano elaborato dalla Cgil potrebbe così generare una crescita del Prodotto Interno Lordo del 3,1% nel triennio 2013-2015 e un incremento dell’occupazione del 2,9%, riportando il tasso di disoccupazione nel 2015 al livello pre-crisi. Come altri piani presentati in questi giorni da altre organizzazioni sindacali e datoriali, dalla Uil alla Confindustria, anche quello della Cgil rappresenta uno stimolo per il Governo che verrà. Per alcuni versi, si pensi a quanto proposto sul fronte europeo, appare un piano di difficile attuazione, ma per altri, quando ad esempio affronta il tema del diritto ad un lavoro dignitoso e qualificato, appare ampiamente condivisibile.

Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. Sono i soliti programmi sindacali che riempiono soltanto la pagine di giornale ma di fatto non mettono in moto niente, e purtroppo gli artigiani e i piccoli imprenditori che hanno creato l’economia e la ricchezza in Italia, anche se con qualche difetto, stanno chiudendo tutti i giorni di più, e senza di questi, cari sindacati l’economia in Italia non ha senso.Io non ho sentitio ancora nessuna voce in favore di questa categoria , se non per stigmatizzarli come perenni evasori e una categoria da estirpare.
    Grazie

  2. E’ apprezzabile il tentativo di avanzare proposte volte a dare priorità al fondamentale problema del Lavoro e in primo luogo quello giovanile. Occorre fronteggiare l’emergenza con interventi ad effetto rapido, come la tutela contro il rischio idrogeologico e quello della manutenzione e del fotovoltaico sulle Scuole e sugli edifici pubblici, unitamente ad interventi sulla Ricerca e l’Innovazione del medio periodo. Altri interventi strutturali sono necessari per una visione di lungo periodo.
    Brava la Camusso che si sposta dalle posizioni del solo NO a proposte da valutare in direzione del lavoro.

  3. De Michelis lo diceva 10 anni fa di fare il piano di rilancio con investimenti pubblici. Anche Berlusconi parlava di eliminare gli investimento dal calcolo sul patto di stabilità. Insomma la CGIL è allineata e coperta al PD, fino ad oggi ha solo fatto da freno, ora forse andra al governo e finalmente si potra fare qualcosa.Grazie tante signora Camusso.

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