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Opinioni e commenti
 

La sinistra delle riforme e l’aristomontismo
Pubblicato il 03-01-2013


Se si invoca l’Europa come modello politico di riferimento bisogna poi rispettarne i fondamentali. Il primo: destra e sinistra esistono. Chiedere alla Merkel e a Hollande, oppure a Obama, che europeo non è, e al suo antagonista sconfitto. Il secondo: il bipolarismo esiste, e obbliga gli elettori a schierarsi e a scegliere tra due visioni alternative e due soluzioni diverse. Il terzo: in Europa, i leader di destra e di sinistra si mettono a rischio chiedendo il consenso agli elettori.  E’ in contraddizione chi a questa Europa fa continui richiami e un minuto dopo considera superato lo schema bipolare, proponendo agli italiani di stare nel mezzo.

Noi  non subiamo il fascino di poteri mai eletti dai cittadini e anche questa è una differenza sostanziale tra la sinistra delle riforme e l’aristocrazia della tecnica, l’aristomontismo. Monti segua fino in fondo l’esempio della Merkel: rinunci allo scranno di senatore a vita e si candidi. Questa sì che sarebbe una scelta europea, in giusta continuità con il ruolo autorevole che si è conquistato in questi mesi di governo.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. A me pare che il problema di ogni elettore sia riformista che moderato, nonchè europeista, non sia di certo Monti e la sua agenda. Semmai il vero avversario è colui che con slogan intrisi di rozza demagogia-populista, cerca in continuazione di scatenare lo scontro su ogni tema, strumentalizzando qualsiasi riflessione sui temi cruciali per il nostro paese. Per il bene dell’Italia in futuro potrebbe essere utile un dialogo costruttivo tra riformisti progressisti e moderati, ciò in antitesi al populismo.

  2. L’importante è che il prossimo governo di “centro-sinistra” sia davvero tale e non ricalchi un aristomontismo che ha imposto ingentissimi sacrifici alle classi meno abbienti. Bersani deve smarcarsi da Monti e dalle destre finanziarie per restituire al paese maggior equità sociale e un dialogo con la base interrotto in questo ultimo anno di austerità e soprattutto di dittatura strisciante.
    Si comincia a parlare per davvero di cose di sinistra e non più di rigore, di austerità e di assalto alla diligenza. Damiano ha detto che modificherà la riforma Fornero per renderla più morbida. Vedremo se lo schiramento di “centro-sinistra” starà ai patti.

    • Ho già commentato con considerazioni critiche, ma non è stato pubblicato. Il Direttore Marrazzo mi ha detto che si possono recuperare, ma sono passate un paio di ore e non lo vedo riportato.

  3. Ritengo preferibile avere una linea di coerenza e non ondivaga. Il nostro Segretario in questi ultimi anni ha puntato sin troppo su Casini, contro Vendola ed ora assume delle posizioni di attacco verso la “salita” in politica di Monti. Penso che sia giusto l’impegno di Monti basato su delle proposte-agenda per dare continuità ai provvedimenti adottati. Condivido anche le decise risposte date sia a Berlusconi, che voleva persino candidarlo a guida del Centro-Destra, che a Vendola che alla accusa di essere liberale e conservatore, ha risposto di riconoscersi nell’essere liberale e rimettendo a Vendola il termine conservatore. Sul bipolarismo mi sorprende la novità di dichiararci a favore, quando l’abbiamo definito di tipo “bastardo” e volevamo un sistema elettorale proporzionale di tipo Tedesco.
    Non sono d’accordo di adeguarci passivamente per qualche posticino alle posizioni del PD, il quale ha all’interno una parte molto consistente che chiede di condividere l’agenda Monti e che sarà presente in Parlamento. La dignità e l’autonomia politica del PSI vanno ribaditi e salvaguardati.

  4. Caro Riccardo, ho participato con entusiasmo alle primarie perchè ero convinto che Bersani fosse uomo credibile e di parola. Ho ascoltato, pochi giorni fa la tua bella intervista su Rai News e ho pensato che questa mattina ci sarebbe stato un atto congiunto Bersani-Nencini per comunicare i candidati socialisti presenti nelle liste del PD. Mi sembrava questa l’ipotesi avanzata nel tuo intervento. Ora colgo un silenzio assordante. Non è che Bersani abbia cambiato idea e sposato le scelte del 2008 di Veltroni che ci hanno visto esclusi dal Parlamento? Allora ci fu chiesto di subire i candidati scelti dal PD per nostro conto. Si sta ripetendo la stessa cosa di cinque anni fa per cercare di occupare lo spazio politico tenuto dai socialisti, senza aver maturato le condizioni e le convinzioni necessarie? E’ sempre la solita storia che si ripete? Se le cose stanno così perchè non si torna a parlare con il PSE come già fatto per le primarie, per le quali ci siamo tanto spesi? Ma che fine ha fatto il patto firmato a tre prima di Natale? Ho difeso Bersani, ora mi chiedo se ho fatto la scelta giusta. Ancora una volta si vuole umiliare il PSI. Che delusione. Quanta amarezza. Giancarlo Moschin

  5. Sono intervenuto sul tema nel pomeriggio di oggi ma non vedo pubblicato il mio intervento. Voglio riconfermare il mio giudizio negativo circa l’offerta, prendere o lasciare, avanzata dal PD che trovo sprezzante e offensiva nei nostri confronti. Tutto quanto detto viene ritrattato. Passate le primarie e la paura di perdere nulla vale più. Raccomando, con altri compagni, al gruppo dirigente di assumere atteggiamenti dignitosi e composti nonostante tutto. Non deve prestarsi al gioco della dirigenza del PD. A Riccardo, stanco e amareggiato dai fatti invio un fraterno saluto e uno sprone a combattere fino in fondo.Spero ancora che Bersani trovi il coraggio, la forza e la dignità di rispettare la nostra storia, la lealtà e l’impegno profuso nella costruzione dell’alleanza. Giancarlo Moschin

  6. Trovo incredibilmente originale il modo di chiudere una discussione avviata attorno all’ipotesi di correre da soli. E’ stata tolta di mezzo una pagina e censurati i commenti. Credo proprio che tale comportamento non rientri nel patrimonio di libertà dei socialisti. Giancarlo Moschin

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