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Opinioni e commenti
 

Liberato l’imprenditore Andrea Calevo, per 15 giorni incatenato in una cantina
Pubblicato il 01-01-2013


Il nuovo anno potrà iniziare con una buona notizia, di quelle che mettono d’accordo tutti e riscaldano il cuore: è finalmente terminata l’agonia lunga 15 giorni di Andrea Calevo, l’imprenditore di 31 anni sequestrato da un gruppo di banditi armati la sera del 16 dicembre nella sua villa di Lerici (La Spezia) e tenuto incatenato fino a ieri in una cantina senza finestre a Sarzana, a pochi chilometri da casa. Calevo è stato liberato a grazie a un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Arma dei carabinieri, coordinati dalla procura distrettuale antimafia di Genova, e seguita personalmente dal prefetto Gaetano Chiusolo, direttore della Dac (Direzione centrale anticrimine). L’operazione ha portato al fermo di due spezzini, nonno e nipote di Ameglia, e di un albanese e alla liberazione dell’ostaggio in buona salute come riscontrato da visita medica. Otto milioni di euro. E’ questo il ‘prezzo’ che i sequestratori di Andrea Calevo avevano fissato per la liberazione del giovane imprenditore. “Naturalmente non è stato pagato nulla”, ha dichiarato il procuratore capo di Genova Michele di Lecce. Poco dopo la sua liberazione, l’imprenditore è stato riaccompagnato a casa dai funzionari della questura di La Spezia.

IL BLITZ DELLA LIBERAZIONE – “L’operazione per la liberazione di Andrea Calevo è stata decisa ieri sera, quando abbiamo avuto la ragionevole certezza che il quadro informativo era completo”. Lo ha detto il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce, nella conferenza stampa in procura. “Il nostro obiettivo principale non era l’arresto dei sequestratori ma la liberazione del sequestrato”. Non c’è stato scontro tra le forze di polizia che hanno liberato Andrea Calevo. Carabinieri e polizia per fare irruzione nella cantina di via del Corso 35, a Sarzana, dove il giovane era segregato, hanno aspettato che i sequestratori non fossero presenti. I tre arrestati sono finiti in manette in un secondo tempo. Sono in corso le ricerche di altre persone eventualmente coinvolte nel sequestro. I sequestratori di Andrea Calevo sono “stati traditi da una telefonata”. Ha sottolineato il procuratore capo di Genova. La chiamata è “arrivata il giorno dopo il sequestro e fatta da Pisa: Chiamata tracciata da telecamere ambientali che ha portato a individuare i responsabili”.

LE TAPPE DEL RAPIMENTO – E’ la sera di domenica 16 dicembre quando inizia il calvario per l’imprenditore e la sua famiglia. Il giovane arriva intorno alle 22 nella villa di famiglia, a Lerici, braccato da tre uomini mascherati. In casa è presente soltanto la madre, 65enne. La donna viene imbavagliata e legata a un divano con del nastro adesivo. Secondo gli inquirenti i sequestratori, con il volto coperto e armati di pistole, attendono l’arrivo di Calevo fuori della sua abitazione e quando il giovane entra nella villa entrano con lui. I tre prelevano denaro da una cassaforte. Poi fuggono portando con loro l’imprenditore, a bordo della sua automobile, una Audi 3. Il veicolo nella notte viene ritrovato semisommerso nel fiume Magra, al confine tra Liguria e Toscana, ma di Calevo non c’e’ traccia. Decine di perquisizioni vengono effettuate in abitazioni di extracomunitari e pregiudicati italiani e stranieri a Sarzana, altre perquisizioni in campi rom e in abitazioni di pregiudicati italiani e stranieri nella zona di Massa. Nel giardino della villa vengono trovati il cellulare di Calevo e il cordless dell’abitazione. Tra gli indizi forniti dalla madre dell’imprenditore agli investigatori, la donna ricorda di avere sentito parlare soltanto uno dei tre uomini mascherati, in una lingua straniera. Intanto si assiste ad una mobilitazione della comunità che esprime solidarietà alla famiglia dell’imprenditore. Una veglia di preghiera viene organizzata nella chiesa dell’Immacolata Concezione di Romito Magra (La Spezia) dal parroco, don Paolo Vegini, che si offre ai sequestratori in ostaggio al posto di Andrea Calevo.

LE INDAGINI – Le indagini vengono coordinate dal procuratore della Dda del capoluogo ligure Michele Di Lecce. Dopo giorni di silenzio, una speranza per i famigliari dell’imprenditore si accende il 21 dicembre, quando proprio Di Lecce dirà che c’è la possibilità che Andrea Calevo sia ancora vivo. A dieci giorni dal rapimento, il 26 dicembre arriva l’appello accorato di Laura Calevo: “Dateci un segno. Abbiamo bisogno di sapere come sta Andrea, se e’ vivo. E’ una preghiera che vi facciamo”. In lacrime, la sorella dell’imprenditore rompe il silenzio, presentandosi davanti alle telecamere per parlare direttamente ai sequestratori. La donna si rivolge anche direttamente al fratello. “Andrea non avere paura – ha detto – devi essere coraggioso. Noi ti aspettiamo presto a casa”. Sono stati perquisiti casolari, campi nomadi, altre abitazioni. Una attività che ha permesso a carabinieri e polizia di trovare tracce per poter arrivare a chiudere il cerchio intorno ai banditi. Ieri finalmente i famigliari hanno potuto riabbracciarlo.

LE PRIME PAROLE DELL’OSTAGGIO – “Sto bene, grazie a tutti. Ora voglio rivedere mia madre. Pensavo fosse il primo gennaio e credevo di essere in un posto molto isolato, perché non sentivo i fuochi d’artificio. Mi muovevo poco, non riuscivo a leggere i giornali, non vedevo la tv, non avevo l’orologio non sapevo se fosse giorno o notte. Mi svegliavo la mattina, quando la mattina mi alzavo facevo qualche flessione e poi camminavo per la stanza”. Sono state queste le prime parole di Andrea Calevo nel raccontare un’agonia durata 15 giorni.

CANCELLIERI SI CONGRATULA CON VERTICI POLIZIA E CARABINIERI – Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, si è congratulata con il Capo della Polizia, Antonio Manganelli, e il Comandante Generale dell’ Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, per la brillante operazione, eseguita in piena sinergia tra Polizia di Stato e Carabinieri e coordinata dalla Procura Distrettuale di Genova, che ha portato alla liberazione di Andrea Calevo. “E’ una grande soddisfazione la liberazione di Andrea Calevo – commenta il ministro – portata a termine a conclusione di una operazione complessa e congiunta tra Polizia e Carabinieri che testimonia ancora una volta la grande capacità e professionalità delle nostre Forze dell’Ordine e come la loro sinergia risulti vincente. In questo momento – conclude Cancellieri – un augurio speciale di buon anno desidero rivolgerlo ad Andrea Calevo ed alla sua famiglia”. Mentre il capo della Polizia Antonio Manganelli ha commentato la liberazione dell’imprenditore Andrea Calevo: “Trionfa ancora la sinergia tra polizia, carabinieri e magistratura. Il lavoro di intelligence investigativa e’ e rimane una delle eccellenze del nostro paese”. Laura Calevo, sorella dell’imprenditore Andrea liberato oggi a Sarzana, è uscita dal cancello della villa di Lerici per salutare la piccola folla di amici del ragazzo riunita davanti a casa “grazie a tutti, ringrazio i giornalisti, anche se hanno rotto un po’ ci hanno aiutato”.

Lucio Filipponio

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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