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Opinioni e commenti
 

Lo spread scende sotto i 260 punti, il differenziale ai minimi da luglio 2011
Pubblicato il 11-01-2013


EVIDENZA-Spread al minimo

Prima i risultati positivi dell’asta spagnola, poi l’esito di quella italiana, infine le rassicurazioni del presidente della Bce, Mario Draghi. Una di seguito all’altra nella stessa giornata, le notizie in arrivo da Madrid, Roma e Francoforte hanno rassicurato i mercati, facendo scendere lo spread tra Btp e Bund di 20 punti nella sola giornata di ieri, da 280 a sotto quota 260 punti base. La Spagna ha venduto più dell’importo previsto, l’Italia ha quasi dimezzato il tasso di rendimento sui bot decennali, scendendo sotto l’1% (allo 0,86%, minimo dal 2010) e Draghi ha assicurato che la Bce non ha intenzione di abbandonare le misure straordinarie messe in atto finora. Il differenziale è così arrivato ai minimi da luglio 2011, all’inizio cioè della tempesta perfetta che si è abbattuta sui titoli di Stato italiani. Nell’ultimo anno e mezzo lo spread ha fatto segnare variazioni “importanti” rispecchiando l’andamento altalenate della crisi economica internazionale.

2011: SPREAD DA 200 A 530 PUNTI CON BERLUSCONI E POI MONTI – Nel giugno 2011 lo spread inizia a salire oltre i 200 punti. Nei primi giorni del mese parte l’attacco sui titoli dei Paesi euro a elevato indebitamento: l’11 si arriva a 290 punti base, ma già il 18 la volata è a 337. A inizio agosto S&P taglia la tripla A Usa, le Borse tracollano, lo spread che corre fino a 388. Ma è in autunno che inizia la vera resa dei conti contro i Piigs. Lo spread corre oltre i 500 punti e il 9 novembre tocca il record di 574 punti, con il rendimento del Btp che schizza al 7,47%. A metà mese Berlusconi cede il timone a Monti. Il differenziale rimane a quota 530 punti.

LA SVOLTA: INTERVIENE LA BCE – La svolta arriva il 30 novembre con l’intervento delle banche centrali di mezzo mondo e in particolare della Bce, che immettono e promettono liquidità, lo spread innesta la retromarcia e scende fino a quota 474. La corsa verso il basso (370 punti) prosegue a inizio dicembre, all’indomani del varo della manovra. A fine dicembre torna la tempesta sui mercati e lo spread vola di nuovo sopra 500.

LA LUNGA DISCESA DEL DIFFERENZIALE – A fine gennaio 2012 inizia una lunga discesa del differenziale, che il 19 marzo tocca brevemente il suo minimo dell’ultimo periodo a quota 276. E’ il 24 luglio: per i timori sulla Spagna, lo spread torna rapidamente a salire e si arriva fino a quota 528. Mentre il 26 luglio scende in campo Draghi che promette di fare tutto il necessario per salvare la moneta unica e assicura che “basterà”. Sui mercati torna il sereno. Le Borse si riprendono e il differenziale si raffredda progressivamente. La svolta vera della Bce arriva il 6 settembre. Il consiglio annuncia il piano anti-spread Omt che prevede acquisti illimitati di titoli di Stato. Lo spread precipita sotto i 400 punti a 370. All’indomani del nuovo round di stimoli varato questa volta dalla Fed, lo spread cala ancora a 327 punti. Il rendimento Btp scende al 4,96%, prima volta da marzo. E’ 17 ottobre quando arriva la schiarita sul possibile salvataggio della Spagna, lo spread va giù a 313 punti. Altro giro di boa lo si ha il 3 dicembre quando la Grecia annuncia il buyback di titoli di Stato, la Spagna formalizza la richiesta di aiuti per le sue banche e il differenziale scivola fino a toccare i 292 punti, per poi risalire e oscillare sopra quota 300. Anno nuovo, spread tra Btp e Bund archivia la prima seduta dell’anno sotto la ‘soglia Monti’ di 287 a 283 punti col tasso al 4,27%. Nella giornata di ieri infine il differenziale scende sotto 260 punti, minimi da luglio 2011.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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