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Mafie, ecco come cambiano “pelle”: quella cinese in “evoluzione”, quella russa punta sul mattone
Pubblicato il 24-01-2013


Mafia cinese ItaliaPaese che vai, mafia che trovi. Con la naturale evoluzione dell’Italia anche le mafie straniere presenti sul nostro territorio cambiano “pelle”, interessi e modus operandi. Secondo la Direzione nazionale antimafia l’organizzazione criminale cinese sta attraversando una fase di “evoluzione” legata anche alla crescita, negli ultimi anni, della popolazione immigrata arrivata nel nostro Paese mentre la criminalità russa è molto attiva sul fronte della acquisizione immobiliari in un momento di forte crisi economica anche per il settore del mattone. La presenza della criminalità cinese in Italia è stimata oltre le duencentomila unità. I settori “storici” dei traffici illeciti restano quelli della contraffazione, del contrabbando e della prostituzione. Le attività investigative, infatti, – secondo i dati resi noti dalla Dna – continuano a far emergere l`operatività di sodalizi criminali di origine cinese di particolare caratura, in grado di far affluire nei circuiti commerciali occidentali ingenti quantità di prodotti contraffatti e/o di contrabbando, nonché di condizionare i flussi migratori per il conseguente sfruttamento (sessuale e/o quale forza lavoro) dei clandestini una volta giunti nei Paesi di destinazione.

ECCO COME LE AZIENDE CINESI IN ODORE DI MAFIA SFUGGONO AI CONTROLLI – Cinesi sono presenti su larga parte del territorio nazionale, le maggiori concentrazioni si registrano a Milano, Roma ed anche in Toscana dove sono subentrati ai locali nelle fabbriche tessili. La Dna sottolinea la diffusa instabilità di fondo delle imprese cinesi, che presentano un turn over annuale molto alto. Apparentemente, questo dato stride con la progressiva crescita numerica delle attività gestite da cittadini cinesi. Di fatto, il fenomeno è da ricondurre a due cause principali: una delle principali strategie messe in atto dagli imprenditori cinesi per evitare i controlli fiscali, consiste proprio nel chiudere la propria posizione entro due anni dall`inizio dell`attività, confidando sul fatto che in tale lasso di tempo è molto bassa la possibilità di subire una verifica fiscale; il dinamismo imprenditoriale che li caratterizza fa sì che i cinesi, più degli italiani e più degli altri imprenditori stranieri, non tardino a modificare tipologia di attività e/o luogo ove essa viene svolta, qualora scorgano in tale mutamento la possibilità di maggiori profitti. Grazie ad un sistema di impresa a costi altamente concorrenziali, dovuti ai bassi costi della manodopera e delle materie prime, l`imprenditoria cinese è riuscita a proporsi quale soluzione alle necessità dei committenti italiani, soprattutto nei settori dell’abbigliamento, tessile e pelletteria che, insieme, rappresentano oltre il 31 % delle imprese cinesi. Le risultanze investigative hanno fatto registrare una crescente acquisizione di aziende manifatturiere da parte di cittadini cinesi nelle quali vengono spesso realizzati prodotti con marchi contraffatti o comunque non rispondenti alle norme di produzione vigenti.

LA MAFIA RUSSA PUNTA TUTTO SUL MATTONE – Meno visibile rispetto ai decenni passati e più interessata a settori come l’immobiliare o tutti quei segmenti del mercato dove poter riciclare capitali, anche la mafuia russa nel nostro Paese ha cambiato faccia. Mentre negli anni ‘90 la criminalità di matrice russa tendeva a costituire una base operativa in Italia, dedicandosi anche ad attività ostentatamente criminali, negli anni successivi ha mantenuto un atteggiamento defilato, dedicandosi soprattutto agli investimenti immobiliari in un momento di forte crisi economica anche per il settore del mattone e al reimpiego dei capitali illeciti nei vari settori imprenditoriali, evitando espliciti atteggiamenti criminali.

Lucio Filipponio

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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