domenica, 22 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Mega, nuova creatura di “Dotcom” erede di Megaupload. La novità è nella cifratura
Pubblicato il 21-01-2013


Megavideo-dot comAll’esatto scadere dell’anno dalla chiusura del noto sito Megaupload, l’imprenditore Kim Dotcom, accusato di pirateria negli Stati Uniti, ha lanciato la nuova piattaforma per lo scambio di dati. La base del nuovo “Mega”, sarà la Nuova Zelanda patria adottiva di Dotcom, originariamente nato in Germania. «Ci sono 250.000 utenti registrati. La capacità del server è al limite», sottolinea Dotcom in un Twitter precisando che il servizio venne usato, nelle ore di punta, da circa 50 milioni di persone al giorno. Le autorità federali statunitensi avevano chiuso Megaupload, accusando Dotcom di pirateria su larga scala. Sulla piattaforma, sostituita ora da “Mega”, venivano scambiati film e musica protetti da copyright causando, secondo le accuse, un danno pari a 500 milioni di dollari.

IL NUOVO FILE SHARING – Dalla Nuova Zelanda, Kim “Dotcom” Schmitz ha annunciato l’apertura dell’indirizzo mega.co.nz alle 6:48 ora locale, le 18:48 di ieri in Italia, esattamente un anno dopo la perquisizione da parte della polizia della sua proprietà di Auckland. «Centomila utilizzatori in meno di due ore, 250.000 iscritti, server al massimo della loro capacità, wow!», ha twittato euforico Dotcom sul suo account. Nonostante gli annunci del creatore, però, l’avvio del sito risulta problematico ed è spesso necessario di riaggiornare la pagina molte volte prima di potervi davvero accedere. Ad ora Chrome sembra essere il browser più adatto per riuscire a raggiungere il sito come, del resto, gli stessi creatori del sito segnalano.

LA DIFFERENZA E’ NELLA CIFRATURA, L’ESCAMOTAGE  – La vera novità del nuovo filesharing sta nella cifratura. Per condividere i file, infatti, sarà necessario per gli utenti che hanno caricato i contenuti, condividere una chiave cifrata che permette, a chi vuole scaricare da server neozelandese, di accedere al contenuto in chiaro. In questa maniera si riesce a garantire l’immunità legale di Mega che, non possedendo la chiave non può essere a conoscenza del contenuto e quindi non responsabile di violazione del copyright che ricadrebbe solo sugli utenti, “messi in guardia” dall’azienda: «Mega rispetta il copyright di terzi e si aspetta che gli utenti dei servizi cloud facciano lo stesso», si legge sul sito. La chiave crittografica esenta dunque Mega da ogni responsabilità rispetto al copyright poiché, non possedendola, l’azienda non può accedere né avere conoscenza del contenuto di ciò che viene caricato sui propri server.

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