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Opinioni e commenti
 

Monti contestato dai terremotati nel modenese. «Abbia la decenza di non venire in campagna elettorale a promettere quello che non ha fatto»
Pubblicato il 28-01-2013


Monti contestato-terremotatiLa parola Concordia non è solo il nome della nave da crociera, protagonista del disastroso nubifragio consumatosi un anno fa. Concordia è anche il nome di un comune in provincia di Modena, tra i più colpiti dal terremoto che ha fatto tremare l’Emilia Romagna la scorsa primavera. Ieri, la cittadina modenese di Concordia ha visto la visita del premier uscente Mario Monti, senza però gradirla. Giunto nella “zona rossa” della cittadina, il candidato alle prossime elezioni è stato infatti accolto frasi di indubbia protesta come “buffone”, “vergognati” e “vieni qui solo per la campagna elettorale”.

CONTRO MONTI NON SOLO FRASI – Monti è stato anche bersaglio, seppur mancato, del lancio di alcune uova. A essere colpita a un occhio è stata il sindaco di Camposanto, Antonella Baldini che accompagnava il candidato politico con una delegazione di amministratori delle zone terremotate. La donna è dovuta ricorrere alle cure dei sanitari.

CONTESTAZIONI ANCHE A MIRANDOLA – Concordia non è stato l’unico comune a non gradire la visita di Monti: anche Mirandola, cittadina modenese colpita dal terremoto, non ha apprezzato la visita del premier uscente. Due le manifestazioni di protesta che lo attendevano: da una parte circa venti consiglieri del Pdl dei comuni terremotati con lo striscione “Alla banca sì, ai terremotati, no”; dall’altra alcuni esponenti del comitato “Sisma 12”, l’organizzazione nata dall’esigenza dei cittadini del “cratere” di dotarsi uno strumento che li rappresenti in tutto il territorio coinvolto dal sisma.

IL VOLANTINO DEL COMITATO “SISMA 12” – Gli esponenti del comitato hanno diffuso un volantino in cui chiedevano al «primo ministro dimissionario Mario Monti di scusarsi della insensibilità con la quale il suo governo ha trattato questo territorio» e al «candidato Mario Monti di avere la decenza di non venire in campagna elettorale a promettere quello che, quando ne aveva l’opportunità, non ha fatto». «Giù le mani dalle nostre case. Rimborso dei danni al cento per cento», recitava uno degli slogan del comitato. Monti non ha attraversato il “fronte caldo”, non ha quindi incontrato i contestatori, ma è entrato da un ingresso secondario del palazzetto della città in cui si teneva una manifestazione elettorale per promuovere la sua “Lista civica”. Qualche attimo di tensione tra i manifestanti. In particolare gli esponenti del comitato non hanno gradito l’esposizione di bandiere da parte dei consiglieri del Partito della libertà.

Silvia Sequi

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