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Opinioni e commenti
 

Monti? E che scelta! Peccato che il web ne ha fatte altre
Pubblicato il 07-01-2013


Ha tenuto col fiato sospeso l’Italia per diverse settimane, ma alla fine Mario Monti è sceso in politica. Pardon, in politica si sale. Parola del Professore. Anche se Roberto Saviano ha prontamente rivendicato la paternità dell’espressione. Ora però del Professore gli è rimasto solo l’abito severo e la capigliatura canuta. L’approccio è fatto di numerose apparizioni mediatiche, tipiche di un politico in piena campagna elettorale. Pochi giorni fa ha presentato il suo simbolo e le sue liste: “Scelta Civica – Con Monti per l’Italia”. Immediati i commenti e gli sfottò della Rete. Roberto D’Agostino – oltre ad appellare da tempo Monti “Mortimer”, in riferimento alla sobrietà e al rigore – battezza il simbolo come “scelta cinica”, mentre in Rete circola una fotografia satirica che illustra la vasta “scelta” che gli italiani avranno a disposizione nelle prossime elezioni nazionali.

Con diverse denominazioni, la foto rappresenta il logo della lista Monti declinato in mille versioni a simboleggiare, appunto, un parallelo tra “montismo” e “gattopardismo”. L’oggetto è sempre la “scelta” che diventa “chiavica con Monti per la Merkel”, per sottolineare la sua attitudine ad accontentare le iniziative europee del Cancelliere tedesco. Poi può essere interpretata “con Monti per i tagli”, per ricordare la sua politica di governo fatta di tagli e austerity. La scelta diventa anche “cinica con Monti per le banche e la chiesa”, essendo oramai nota la sua predilizione per le banche e i gruppi finanziari, e la sua simpatia nei confronti del Vaticano. La scelta si trasforma poi in “comica” quando si parla di Berlusconi che, per la sesta volta intende scendere in campo. Sapore “nordico” per l’opzione “con Roberto Maroni, prima il Nord”, che ricorda la precedenza accordata alla “Padania” dal Carroccio rispetto agli altri problemi nazionali.

Il simbolo potrebbe anche essere utilizzato dal leader dell’Idv, Antonio di Pietro, che, sempre più isolato politicamente, esprime una sgrammaticata “scIelta Grammatica per l’ItaGlia”. Tra le novità politiche nel panorama italiano come non segnalare il comico Beppe Grillo, a capo del Movimento5Stelle, che partorisce una “scelta critica” per il nostro Paese, accompagnata da un immancabile “va’ a quel paese”. La fresca candidatura dell’ex magistrato antimafia, Antonio Ingroia profuma di “scelta giuridica con Ingroia per le toghe”. Il governatore della Puglia Nichi Vendola, in corsa con il Pd, non può che proporre una “felta di finiftra”, un’onomatopea che richiama le sue note difficoltà nel pronunciare la lettera “esse”. Per i politici navigati, presenti e candidati da decenni, il leader dei democratici Pier Luigi Bersani è associato a un logo in bianco e nero, colore già utilizzato per raffigurarlo in un programma televisivo di satira politica che mette in scena, in modo caricaturale, i nostri governanti. In tal caso, la scelta sarebbe “grigia con Bersani per le banche”.

Per il numero uno di Fli, Gianfranco Fini invece la scelta non può che divenire “opportunistica con Fini per Montecarlo”, tanto per ricordare lo scandalo relativo all’abitazione monegasca, presuntamente acquistata dal presidente della Camera con i soldi dell’ex partito Alleanza Nazionale. Vuoi votare Pierferdinando Casini? Va bene, allora la tua sarà una “scelta viscida” con il leader dell’Udc per l’Italia, insinuando un’attitudine del politico bolognese a vendersi al “miglior offerente”. Infine, la vignetta satirica rispolvera dalla naftalina anche Romano Prodi per inserirlo all’interno di una “scelta mortadellica con Prodi per il Quirinale”, recente ambizione del Professore reggiano.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. La rappresentazione della satira è piacevole, ma la “salita” di Monti è a mio parere un atto di coraggio a tutela della propria dignità politica contro gli assurdi attacchi di Berlusconi in termini offensivi e del PD per “difendere” il bipolarismo muscolare che in questo momento lo favorisce. Basterebbe aver seguito i passaggi Parlamentari delle Leggi per comprendere quali impedimenti e condizionamenti ha dovuto subire, in gran parte dal Centro-Destra e anche, su alcuni problemi dal PD. Basta vedere i comportamenti sulla lotta all’evasione, sulla Spending Rewieu, sull’accorpamento delle 31 Province, sulla Legge anti-corruzione e in altre Leggi dove i tentativi di svuotamento e di sbarramento accompagnate spesso da aperte minacce di non votarla. Per ultima la Legge di stabilità, dove il Governo aveva proposto la riduzione di un punto delle aliquote più basse e che i relatori Brunetta (PDL) e Baretta (PD) hanno “cancellato” per non farlo presentare come un Governo che ha provato a ridurre le Tasse. Fa comodo presentarlo amico dei Banchieri, però è stato l’unico che ha stabilito per Legge l’incompatibilità di far parte dei diversi Consigli di Amministrazione delle Banche e delle Assicurazioni.
    Essere più obiettivi dei fatti reali non guasta. Per me è un coerente Liberale e non mi potevo aspettare provvedimenti ispirati al Socialismo.

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