martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Monti e le mezze verità
Pubblicato il 10-01-2013


Monti dice mezza verità quando afferma che distinguere tra destra e di sinistra ha avuto un significato nel passato, ma che oggi ne ha molto meno. E’ vero che la distinzione è tra chi vuole cambiare e chi invece si oppone al cambiamento. Ed è anche vero che sono uguali per tutti i problemi che richiedono una soluzione, a partire dal lavoro, per passare all’immigrazione fino ad arrivare alla gestione della cosa pubblica. Ma le soluzioni proposte da chi sostiene il cambiamento, a destra e a sinistra, restano ancora alquanto diverse.

IMPORTANTE L’INTONAZIONE POLITICA CON L’EUROPA – Va innanzitutto osservato che ormai le soluzioni di carattere nazionale a problemi di respiro  internazionale sono improponibili. Ad esempio le politiche nei confronti del  fenomeno della immigrazione clandestina, o riguardo la questione energetica, fino al riconoscimento dei diritti fondamentali degli individui risultano sempre più inefficaci se non inserite e condivise in un contesto comunitario. Perciò vanno anche considerate di primaria importanza le modalità con cui le forze politiche nazionali mostrano di saper interagire a livello europeo  e mondiale. Solo che questa interazione, non deve essere intesa in termini burocratici, come sembra emergere dalle posizioni di  Monti, ma sempre più deve assumere un profilo in termini politici. In altre parole, l’orientamento politico di fondo che pervade i principali Paesi europei, e soprattutto la conquista di una visione condivisa, rafforza la loro capacità di amalgamarsi e contribuisce a determinare il successo anche delle politiche nazionali.

CRISI EUROPEA FAVORITA DALLE POLITICHE DI CENTRO DESTRA – Come gli ultimi anni hanno dimostrato, l’incapacità di reagire in modo unitario e tempestivo alla crisi è derivata anche dal fatto che i Paesi europei più potenti erano governati da coalizioni di centro-destra. Questo ha contribuito ad esasperare le posizioni di carattere nazionalistico sostenute dalla Francia di Sarkozy, dall’Italia di Berlusconi, dal Regno Unito di Cameron e dalla Germania della Merkel. In Italia, ma anche nel Regno Unito, a posizioni nazionaliste sia associavano anche forze politiche euroscettiche come ad esempio quelle rappresentate dalla Lega Nord. Negli ultimi mesi, tuttavia, il panorama politico europeo e mondiale ha fatto registrare significativi cambiamenti, in seguito ai risultati delle elezioni presidenziali in Francia e negli Stati Uniti. Mentre altri Paesi, come l’Inghilterra o la Spagna, in cui ancora prevalgono forze conservatrici, hanno visto ridotto o indebolito il loro peso politico a livello europeo, vuoi per un ritorno ad una politica più isolazionista, come nel caso del Regno Unito, vuoi perché indotti a ricorrere all’aiuto dei partners europei come nel caso della Spagna. Di converso, le politiche di sinistra sembra riprendano quota anche  in Germania dove le forze socialdemocratiche sembrano in netta crescita. Insomma l’Europa pian piano riscopre la solidarietà sociale e le politiche comunitarie presenti nella sua storia. In questo contesto un governo di centrosinistra con una componente socialista ha maggiori chances di essere ascoltato e far valere le proprie ragioni, perché la sua voce potrà cantare all’unisono nel quadro  europeo.

ATTENZIONE A NON CONFONDERE PRESTIGIO E FORZA POLITICA – E’ vero che Monti gode all’estero di un indubbio prestigio personale, ma la forza politica di cui ha potuto disporre in Europa derivava anche e soprattutto dal largo consenso parlamentare che aveva in Italia, che gli permetteva di presentarsi in modo credibile in Europa e, come si è detto, con i compiti a casa fatti. Oggi invece Monti è l’esponente di una parte politica, le cui idee difficilmente potranno godere dello stesso e sostegno e consenso goduto nell’ultimo anno. Un esponente di parte, la cui legittimazione sarà sicuramente intaccata dal fatto di aver voluto evitare il confronto elettorale. Un battesimo democratico che dovrebbe essere ricercato e da cui non dovrebbe rifuggire chi propone, ad esempio, la riforma della legge elettorale.

FINI E CASINI CON MONTI PROVANO A FAR DIMENTICARE IL LORO PASSATO – Al tempo stesso Monti si presenta come il paracadute di Fini e Casini, i quali dopo aver occupato un seggio in Parlamento – e non solo – per numerosi lustri, sono stati negli anni scorsi rappresentanti di primo piano delle politiche e dei governi di centrodestra che hanno portato l’Italia sull’orlo del baratro. Sotto l’ombrello del Presidente del Consiglio uscente tentano ora, con questa Lista Monti, di riciclarsi, di far dimenticare il loro passato e apparire come il nuovo che avanza in politica. Ma quali idee nuove, dopo l’occupazione ventennale del potere, quale futuro possono prospettarci questi uomini politici? Si affacciano, è vero, sulla scena politica nazionale forze nuove, come il movimento di Grillo e la lista Ingroia. Ma le loro proposte sembrano prive di concretezza. Una scelta civica, si dice, contro la corruzione politica. Ma queste forze sono pur sempre forze che non offrono prospettive credibili, oltre la retorica delle parole e, perciò, essenzialmente conservatrici.

PSI ALL’INSEGNA DI LAVORO E CRESCITA –  E se Monti accusa il centrosinistra di esprimere posizioni conservatrici lui non è da meno. Almeno le forze socialiste una linea guida chiara ce l’hanno: lavoro e crescita, da accompagnare ad una maggiore equità sociale. Saranno questi principi e uomini che potranno ispirare e rendere concrete in una Europa più sensibile alla giustizia sociale soluzioni moderne, davvero orientate alla salvaguardia del lavoro, dei doveri ma anche dei diritti dei lavoratori. Una politica italiana ed europea ispirata alla difesa del lavoro e della dignità umana partendo dalla difesa dei diritti dei lavoratori, deve misurarsi, dopo la globalizzazione delle merci e dei capitali, con il problema di promuovere la globalizzazione dei diritti. Vuol dire, ad esempio, privilegiare il commercio internazionale con i Paesi che quei diritti li rispettano. Vuol dire rafforzare organismi internazionali come l’International Labour Organization, oggi quasi dimenticati e trascurati dalle cronache. Una linea che non è certo quella di Monti. Ricordiamocene alle prossime elezioni politiche.

Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. Risulta condivisibile nell’articolo l’idea delll’importanza che potrà avere una vittoria della socialdemocrazia riformista alle prosssime elezioni in Italia per il nostro Paese e in tutta l’area europea. Come ha scritto Juncker ” bisogna ritrovare la dimensione sociale dell’unione economica e monetaria” e cioè il senso positivo dello stare insieme . Significa rafforzare il prestigio dell’Europa nel mondo e attivare la partecipazione dei suoi cittadini alla costruzione e alla difesa dei valori europei. Significa rendere orgogliosi di appartenere all’Europa. Questo deve essere ed è l’obiettivo delle forze socialiste.
    e di condividerne i valori.
    ifica rafforzare il prestigio dell’Europa tra i suoi cittadini e nel mondo. Significa promuovere la partecipazione attiva di tutti alla costruzione e alla difesa dei valori europei. Significa rendere orgogliosi di appartenere all’Europa. Questo deve essere ed è l’obiettivo delle forze socialiste.

  2. Pienamente condivisibile la tesi dell’articolo circa l’importanza che può avere la vittoria alle prossime elezioni politiche l’affermazione delle forze socialdemocratiche. Non solo a livello nazionale ma anche per tutta l’area europea.
    Come ha affermato Juncker “Bisogna ritrovare la dimensione sociale dell’unione economica e monetaria”. Bisogna farsi carico dei problemi di tutti i ceti sociali, soprattutto dei giovani e dei disoccupati. E’ necessario riaffermare i valori della tradizione socialista che sola può essere la base di una cittadinanza condivisa e orgogliosa a livello europeo.

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