martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Monti fa dietrofront sull’Imu. Quando la coerenza è un optional
Pubblicato il 06-01-2013


Un’ora di intervista a Sky per confermare che lui, Mario Monti, è in campo per tornare a palazzo Chigi questa volta da politico rampante e non più da tecnico sobrio. L’aria di campagna elettorale la si fiuta dalle prime battute del Professore che, finalmente libero dai “freni” di Pd e Pdl, si dice pronto ad affrontare le principali emergenze del Paese: congelare l’iva, tagliare le tasse e non per ultimo modificare l’Imu, con la maggior parte del gettito ai Comuni. Tutto possibile, dice “sornione” l’ex tecnico, se il suo nuovo, eventuale governo avrà l’autonomia per un taglio della spesa pubblica che la “strana” maggioranza non ha consentito. A questo punto c’è da chiedersi perché il presidente del Consiglio non è intervenuto sull’Imu che ha impoverito le famiglie quando governava, invece di usare la tassa sulla casa come argomento in campagna elettorale? Perché invece di aggravare le già precarie condizioni nelle quali versano le famiglie, i precari e i pensionati non ha chiesto un sacrificio ai più ricchi con una tassazione sui grandi patrimoni?

ALLA FACCIA DELLA COERENZA – L’ascesa in campo di Monti non sembra essere cominciata nel segno della coerenza. Dopo esser stato promotore dell’Imu in questa versione ed essersi manifestato particolarmente “affezionato” a questa tassa, da politico oramai navigato fa dietrofront e si gioca la carta della modifica dell’Imu e, come se non bastasse, della diminuzione delle tasse dopo essere stato colui che più di tutti le ha aumentate. Se poi alla scarsa coerenza sommiamo la poca originalità il risultato non è dei migliori. Il Professore infatti sembra stia inseguendo l’esempio del Cavaliere. L’uno dice che abolirà l’Imu, l’altro che la vuole modificare: entrambi ricorrono al populismo più sfrenato, quello che mira alla pancia dell’elettore. O almeno a quei pochi che hanno la memoria corta e che non hanno patito una tassa iniqua e ingiusta, che ha colpito soprattutto le fasce sociali più deboli.

QUANTO E’ COSTATO UN ANNO DI MONTI – Basta ricordare qualche cifra. Secondo Codacons i provvedimenti adottati dall’esecutivo Monti, da novembre 2011 ad oggi, sono costati 907 euro ad ogni famiglia. L’Imu nel 2012 ha pesato mediamente per 276 euro ad abitazione (principale); ci sono inoltre gli aumenti delle accise con ripercussioni su base annua, per i soli effetti diretti, pari a 352 euro a famiglia, considerando un nucleo con due auto, una a benzina e una a gasolio. L’aumento dell’Iva dal 21 al 22% deciso da Monti, in vigore il prossimo luglio, costerà poi, a regime, 279 euro (per una famiglia di 4 persone). La democratica Anna Finocchiaro avverte Monti di smetterla, perché a vestire i “panni del propagandista non fa un buon servizio alla politica e al Paese”. Per fortuna che a rincuorare l’elettorato ci sono i sondaggi che al momento non confortano certo le ambizioni di Monti di tornare a palazzo Chigi. La coalizione centrista per ora è in terza posizione attorno al 15 per cento, dietro al centrodestra che viaggia tra il 26 il 28 e il centrosinistra che sfiora il 40 per cento.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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