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Opinioni e commenti
 

Monti si scopre riformatore, ma fuori tempo massimo
Pubblicato il 02-01-2013


Anno nuovo, nuovo Monti. Ma diffidate dalle apparenze, o peggio dalle imitazioni vista la deriva berlusconiana delle sue ultime battute. Ci ha messo pochissimo il premier uscente a svestirsi degli abiti, sempre sobri, del tecnico per indossare quelli del politico in piena campagna elettorale. Di quelli però che abbiamo già visto promettere tante e belle “cose” e poi, puntualmente disattendere promesse e aspettative. Intervistato da Radio Anch’io su Radio1, Monti ricorda la necessità di ridurre il carico fiscale sul lavoro, ridurre la spesa pubblica, migliorare il sistema sanitario e rendere più equo il sistema fiscale. Bene, anzi benissimo. Peccato che se ne ricordi fuori tempo massimo. Con l’anno nuovo i cittadini saranno ulteriormente tartassati dal fisco, dovranno fare i conti con tre tasse al debutto: Ivia, Tobin Tax e Tares. E come se non bastasse la pressione fiscale, in base alle ultime previsioni del governo, salirà dal 44,7% dell’anno appena concluso al livello record del 45,3%.

BASTA CON LA DEMAGOGIA – Come ha ricordato Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd: “L’Italia non ha bisogno di favole, di false promesse, né tanto meno di demagogia e di antipolitica. Promettere riduzioni sostanziose del carico fiscale, fare di tutta un’erba un fascio, affermando, proprio in questo momento di difficoltà, in cui c’è chi sta peggio di altri, che destra e sinistra sono concetti superati, o addirittura accusare i partiti di arroccarsi nei loro privilegi ci sembra sbagliato e fuorviante”. Promesse ancora meno credibili se ricordiamo che vengono da chi, come ha ricordato il segretario del Psi Nencini: “Per sua stessa ammissione ha tradito gli impegni che aveva assunto nei confronti degli italiani, del Parlamento e del Capo dello Stato. Proprio lui che aveva dichiarato di voler servire l’Italia in questa fase di passaggio. E’ chiaro che abbia cambiato idea”.

I PARTITI NON SONO TUTTI UGUALI – Poi Monti dà per superate tutte quelle posizioni che si dividono tra destra e sinistra, accreditandosi implicitamente come il futuro. Ogni decisione, inevitabilmente, è il frutto di una linea politica ispiratrice fatta di valori nei quali credere e principi dai quali non si può prescindere. E’ fatta di passione e confronto all’interno dei partiti, ma soprattutto all’esterno con i cittadini. I partiti hanno simboli, colore e storia nei quali riconoscersi. Bisogna evitare una campagna elettorale che cavalchi toni e argomenti triti e ritriti, populisti, da politicanti alla riscossa. Insomma una campagna elettorale nuova, che intercetti le reali priorità del Paese, che ascolti le istanze dei cittadini, che ci metta la testa e non solo la faccia, o peggio la pancia.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Monti si vanta di aver combattuto i potenti come maicrosoft, ma non e stato capace di contrastare nessuna lobby dai tassisti ai farmacisti. Ha solo aumentato le tasse e tagliato le pensioni. Adesso dopo aver adottato nuovi aumenti per il 2013 ci prende in giro promettendo un punto di riduzione della pressione fiscale.

  2. Mario Monti ha svolto un incarico di enorme responsabilità quando ha accettato la proposta del nostro ottimo Capo dello Stato. La credibilità che il professore ha restituito al nostro paese a livello internazionale ha consentito la diminuzione degli interessi sul debito riportando l’italia tra i paesi core dell’area Euro. Non era un’operazione facile portare avanti un Governo dovendo districarsi tra i tre maggiori partiti Pdl, Pd e Udc. Oggi di fronte al populismo berlusconiano che vuole irrompere nuovamente sulla scena, Monti rappresenta una sorta di antibiotico in grado di attrarre il voto moderato sottraendolo all’attrazione dell’alleanza Pdl-Lega. Per tale motivo il Centro sinistra non deve sprecare le proprie forze ad attaccare il Professore e la sua agenda, semmai farebbe bene a spiegare il clamoroso inganno dei populisti Maroni e Berlusconi.

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