domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

NENCINI (PSI), SE SONO QUESTI I PRESUPPOSTI DELLE LISTE DEL PD OGNUNO PER CONTO SUO
Pubblicato il 09-01-2013


“Noi non facciamo gli ospiti in casa di nessuno. L’ipotesi di una lista PD-PSI nel nome del Socialismo Europeo era supportata da un orizzonte politico condiviso e da una rappresentanza equilibrata dei territori. Se vengono meno questi presupposti, ognuno per conto proprio”. Ad affermarlo è Riccardo Nencini, segretario nazionale del Partito Socialista italiano, che ha convocato una riunione della segreteria nazionale del partito, insieme con i segretari regionali Psi.

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Commenti all'articolo
  1. Sarebbe stata interessante un competizione elettorale nel rispetto della reciproca visibilità e dignità, nell’accettazione di una comune e articolata concezione della politica, che misurasse le cose che ci univano, sfumando quelle che ci dividono. A quanto pare hanno prevalso le seconde, nella ortodossia del “linguaggio” catto comunista che relega l’Italia al palo della conservazione del settarismo, del giustizialismo di maniera. Le liste socialiste potranno far battere i cuori e riempire le urne se mirate all’accettazione delle diversità, se sapranno cogliere le drammatiche verità del momento che viviamo. Occorre che viviamo la sinistra nei giusti valori e non nelle posizioni di maniere, tanto utili e funzionali ad un tipo di sindacalismo e al PD in modo particolare.

  2. dobbiamo affermare la nostra dignità mostrando di non essere incollati al potere a tutti i costi, ma ritrovando la credibilità nelle proposte giuste per un onesto e vivibile futuro. Il PD deve imparare ancora tante cose da NOI

  3. L’ipotesi di una lista PD-PSI nel nome del Socialismo Europeo supportata da un orizzonte politico condiviso e da una rappresentanza equilibrata dei territori è soltanto Utopia. Ancora non abbiamo capito che il PD ci vuole solo usare? Sveglia!!!!!!! Andare ognuno per conto suo era qualcosa che avresti dovuto dire durante le primarie, non ora!!!! Sveglia!!!!!!!!!

  4. Era ora che il ns segretario si svegliasse non si può svendere una storia per tre posti in una lista che di progressista e riformista non ha niente, è chiara invece la solita logica che prevaleva nel vecchio PCI. Se dobbiamo morire è meglio morire nelle piazze con o senza consensi che in una lista di Massimo Dalema e company.

  5. Come tantissimi compagni avevo salutato con gran piacere il progetto che vedeva insieme PD-PSI e SEL in una coalizione elettorale e di governo, nella consapevolezza che ognuna delle 3 componenti avrebbe portato un contributo fondamentale nella costruzione di una prospettiva di rinascita del paese dalle macerie economiche e morali prodotte da Berlusconi e dal Berlusconismo. Ma se il prezzo che il PSI deve pagare per avere una giusta rappresentanza parlamentare è quello di essere fagocitato dal PD allora ritengo più giusto uscire dalla coalizione. Ho partecipato alle primarie del centro-sinistra come scrutatore (a quasi 62 anni di età) e con spirito di servizio come ho sempre fatto nella mia militanza socialista. Ma non ho mai pensato di rinunciare alla mia identità e non intendo farlo ora. Se il Partito Socialista, quello di Turati, di Nenni, di Pertini, di Craxi e di Nencini, deve sparire lo faccia con dignità, con la sua bandiera. Personalmente preferisco morire da socialista che sopravvivere senza identità. Sono convinto che molti compagni avranno uno scatto di orgoglio e ritroveranno l’entusiasmo perduto, così come sono convinto che, in caso di rottura, se quel che resta della coalizione di centro-sinistra non dovesse vincere le elezioni (magari per quella piccola percentuale di voti socialisti che verrebbero a mancare) allora il PD ed i suoi alleati dovrebbero farsi carico della responsabilità storica di aver riconsegnato il paese in mano al centro-destra guidato da un erotomane che passa alla ex-moglie 200.000 euro al giorno e dai sostenitori delle aberranti farneticazioni secessioniste della Lega. Allora si che ci sarebbe da dire “Povera Italia”.

  6. Quando il PD di VELTRONI non volle il simbolo del Partito Socialista nelle coalizione di centro sinistra del 2008, Enrico BOSELLI non umilio’ né gli iscritti al Partito né i simpatizzanti.
    E ora?

  7. non scherziamo! chi ci crede che solo ora vi accorgete che ci hanno fregato ancora una volta! Siamo socialisti, siamo pochi, ma non proprio tutti fessi! Dopo tante fregature, pensate che sia possibile credere in un vostro improvviso orgoglio socialista? Ma per favore…… …….

  8. Chiudfiamo questo nuovo brutto infortunio nel rapporto Psi-Pd che – ricordiamolo – nel 2008 ebbe un epilogo non degno della storia del Psi come dell’allora nascente Pd.L’esclusione per cinque anni della voce socialista dalle aule parlamentari.Non può e non deve ripetersi oggi,perche le radici e la cultura politica che i socialisti rappresentano sono le fondamenta di un partito che come il Pd vuole essere,oltre tutti i tentennamenti,la versione italiana della socialdemocrazia europea.

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