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Pd, le primarie “rottamano” i renziani e premiano giovani e donne
Pubblicato il 03-01-2013


Il milione e più di persone che nei giorni 29 e 30 dicembre hanno partecipato alle primarie del Pd, hanno dato una forte scossa al partito: è stato come un’onda che ha superato (o quasi) le consolidate logiche di apparato e di corrente. Non è che i candidati fossero ‘figli della luna’ senza cioè un’appartenenza politica o un orientamento di corrente, ma la scelta che è stata fatta ha privilegiato il senso o quanto meno il desiderio di un forte rinnovamento e di ricambio. A imporsi all’attenzione, anche fuori del Pd nel quadro politico generale, è poi il deciso colore rosa presente in questa onda di rinnovamento generazionale. Un rinnovamento comunque che non ha assunto il carattere di una “rottamazione”, di una drastica messa da parte di tutti coloro che avessero superato una “certa” età anagrafica o parlamentare. E’ un fatto che insieme ai tanti giovani sono stati confermati politici ormai di lungo corso come la Bindi, la Finocchiaro, Damiano o la Pollastrini, tanto per ricordarne alcuni.

LE PRIMARIE ROTTAMANO I RENZIANI – Il risultato, in secondo luogo, premia la linea del segretario Bersani che da queste primarie esce indubbiamente rafforzato. In questo panorama un notevole successo è poi quello dei cosiddetti “giovani turchi” (Fassina, Orfini e Andrea Orlando) che sono stati i portatori delle posizioni più decise in tema di lavoro (anche con critiche esplicite alle scelte di Monti e di Fornero) e di giustizia e che hanno aperto la strada all’affermazione di un folto gruppo di giovani. E’ in questo senso che secondo alcuni si può parlare di un rafforzamento della sinistra del partito, ma detto solo così non si raffigura la vicinanza al segretario Bersani che non è certo minacciato dalla loro affermazione. In questo contesto c’è stato un certo arretramento dell’Areadem (che si riconosce in Franceschini) ma tenendo conto dell’insieme dei risultati dei candidati ex popolari si può parlare di una sostanziale tenuta.

I VINCITORI DELLE PRIMARIE – Pippo Civati, consigliere regionale, 37 anni, primo in Lombardia. Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro, deputato uscente, primo in Piemonte. In cima alle preferenze anche Anna Finocchiaro, capogruppo uscente al Senato, a Taranto e Rosy Bindi in Calabria. Nel lazio primo Stefano Fassina, responsabile del dipartimento economico. A Milano, il candidato più votato è Barbara Pollastrini, deputato uscente. Questi alcuni dei nomi eccellenti del Pd che sono riusciti a strappare una vittoria alle primarie per i parlamentari. Dai primi risultati le primarie avrebbero provocato un ridimensionamento della presenza dei parlamentari uscenti e la predilezione per candidati legati al territorio anche se più o meno sconosciuti a livello nazionale. Fortemente penalizzate le componenti del Pd provenienti dai Popolari e dalla Margherita, a fronte del rafforzamento di una area che si riconosce direttamente nel segretario nazionale. Nel Lazio, dove primeggia Fassina, gli altri candidati dovrebbero essere Umberto Marroni, Marco Miccoli, Matteo Orfini, Micaela Campana, Ileana Argentin e Monica Cirinnà. In Puglia primeggerebbe il deputato uscente Francesco Boccia. Giorgio Gori, spin doctor di Matteo Renzi, non ce l’ha fatta a Bergamo. Prima di lui, Elena Carnevali, capogruppo del Pd in comune, e il deputato uscente Giovanni Sanga. In Lombardia, dietro Civati, arriva un altro segnale significativo di rinnovamento. Sono i trenta-quarantenni a vincere le primarie: Veronica Tentori, ventisettenne, a Lecco; Alan Ferrari a Pavia e Chiara Braga a Como. Dietro Pollastrini a Milano, arriva un’atra donna: Lia Quartapelle. In Piemonte, dietro Damiano, si classificano Paola Bragantini e Francesca Bonomo (28 anni). Penalizzati i deputati uscenti, si salverebbero solo Stefano Esposito e Anna Rossomando. Tra le sorprese, i tanti voti ottenuti da Francesca Bonomo, 28 anni, consigliera comunale di Barbania, animatrice parrocchiale. In Liguria, primi in classifica sono Lorenzo Basso, segretario regionale, e Mario Tullo, deputato uscente. La prima delle donne è Roberta Pinotti, senatrice uscente. A Imperia vince Donatella Albano, ex consigliere comunale a Bordighera, la prima a denunciare le infiltrazioni della mafia nel suo comune.

DALLE PRIMARIE ALLA LISTA – Completate le primarie per la scelta degli aspiranti parlamentari, il Pd si prepara a compilare l’elenco completo dei candidati. Il 90 per cento dei circa 950 nomi che saranno messi in lista tra Camera e Senato è stato deciso con la consultazione del 29 e 30 dicembre, ma solo un quarto di loro avrà una collocazione che dia la certezza di un seggio. Il segretario Pier Luigi Bersani deciderà, d’accordo con i vertici del partito, oltre 90 candidati con l’elezione in tasca. Alcuni nomi eccellenti già sono usciti, l’ultimo oggi quello dell’economista Carlo Dell’Aringa. Altri, come quelli dei big del partito o di esponenti delle varie ‘anime’ che non hanno partecipato alle primarie, si danno per scontati. Vanno poi considerati i 47 capilista: alcuni saranno scelti tra i piu’ votati alle primarie altri dal segretario. In totale, si stima che saranno alla fine circa 120 i candidati nominati senza passaggio delle primarie. Per gli altri resteranno come minimo 200 seggi, considerato che alle ultime elezioni il Pd aveva eletto 310 tra deputati e senatori. Ma questa volta il Partito Democratico conta di vincere le elezioni e assicurarsi un numero decisamente maggiore di scranni in parlamento.

SEL: I RISULTATI IN CAMPANIA, LOMBARDIA E TOSCANA – Risultati parziali per le primarie di Sel. Nel collegio relativo ad aggiudicarsi il maggior numero di preferenze sono stati nella circoscrizione della Camera – Campania 1 il coordinatore regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, seguito dalla ex consigliere regionale Antonella Cammardella e dall’ex deputato Salvatore Iacomino. Nel Collegio Campania 2 primo risulta essere l’ex deputato salernitano Michele Ragosta seguito da Giancarlo Giordano e da Rita Marinaro. Al Senato i primi tre sono stati nell’ordine: il coordinatore provinciale napoletano Peppe De Cristofaro, il presidente di Sel Campania Dino Di Palma e Pierina Vittoria Troisi. In Lombardia Daniele Farina, storico portavoce del Leoncavallo, sarebbe il più votato. Seguono Patrizia Quartieri, consigliere comunale, e Valentina Laterza, coordinatrice Arci. In toscana i candidati più votati sono stati Alessia Petraglia, Renzo Ulivieri e Mercedes Frias al Senato, Martina Nardi, Marisa Nicchi e Gabriele Berni alla Camera.

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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