martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quote latte, le Fiamme gialle perquisiscono le sedi della Lega per corruzione e bancarotta
Pubblicato il 16-01-2013


Lega-blitz-GdF-quote latteLa Gdf di Milano, su ordine del pm Maurizio Ascione, ha perquisito le sedi di Milano e Torino della Lega Nord nell’ambito dell’inchiesta per bancarotta e corruzione con al centro presunte irregolarità sulle quote latte. Da quanto si è saputo, gli uomini della Guardia di finanza di Milano ieri sera sono entrati nella sede di via Bellerio e in quella di Torino del Carroccio con un decreto di perquisizione presso terzi per acquisire materiale informatico e cartaceo. L’inchiesta, coordinata dal pm Ascione, parte dal crack della cooperativa ‘La Lombarda’ fallita con un buco da 80 milioni di euro. Oltre alla bancarotta, gli inquirenti ipotizzano anche la corruzione perché, da quanto si è saputo, si sospetta di presunti versamenti di denaro a funzionari pubblici e politici per interventi sia ministeriali che legislativi a favore degli agricoltori per ritardare i pagamenti sulle quote latte da versare all’Unione Europea.

SENTITI DA PM ANCHE RENZO BOSSI, ZAIA E GALAN – Nelle settimane scorse, il pm di Milano ha sentito anche Renzo Bossi nell’ambito dell’inchiesta sulle quote latte. Sono stati ascoltati anche Giancarlo Galan, Luca Zaia, l’ex senatore leghista Dario Fruscio, Giuseppe Ambrosio, ex capo gabinetto delle Politiche Agricole, già arrestato a Roma per sospette frodi.

SOLLEVATA IMMUNITA’ SU ALCUNI UFFICI SEDI LEGA – Gli uomini della Guardia di Finanza che hanno perquisito, su disposizione del pm di Milano Maurizio Ascione, le sedi della Lega Nord di Milano e Torino nell’ambito dell’inchiesta sulle quote latte, non hanno potuto accedere ad alcuni locali. I rappresentanti della Lega (erano presenti oltre a Roberto Maroni anche Umberto bossi, Roberto Cota e Roberto Calderoli) hanno infatti opposto l’immunità parlamentare in quanto alcuni uffici sono di pertinenza di parlamentari leghisti.

MARONI, LEGA NON C’ENTRA, CASO CHIUSO – “La Lega non c’entra, l’inchiesta riguarda una società che non c’entra niente con la Lega”. “Non hanno trovato nulla”, noi “siamo terzi e quindi la questione è chiusa”. Così il segretario della Lega Roberto Maroni sulle perquisizioni in via Bellerio per l’inchiesta sulle quote latte. “La Lega non c’entra nulla, siamo terzi e quindi la questione è chiusa”. Così il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, da Cernobbio esclude ogni possibile coinvolgimento del Carroccio nell’inchiesta sulle quote latte, avviata dal pm di Milano Maurizio Ascione e che ha portato ad alcune perquisizioni ad opera della Guardia di Finanza nelle sedi del Carroccio di Milano e Torino. “La procura pensava di trovare dei documenti di una dipendente di via Bellerio – ha proseguito Maroni – ma non è stato trovato nulla. Abbiamo fornito alla Guardia di Finanza la totale collaborazione e quindi non è vero, come ha scritto qualcuno, che abbiamo posto la questione dell’immunità perché l’inchiesta riguarda appunto una società estranea alla Lega”.

 

 

 

 

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