martedì, 24 ottobre 2017
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Redditometro, l’altolà della Corte dei Conti: «Cautela e attenzione nell’uso dei dati»
Pubblicato il 17-01-2013


Redditometro-dati personali«Evitare l’uso disinvolto di informazioni disallineate e non verificate». È chiaro il monito lanciato dalla Corte dei conti sul redditometro, il nuovo strumento di accertamento sintetico di tipo induttivo, che sta incendiando la campagna elettorale. Quasi contestualmente all’altolà della magistratura contabile è giunta la replica da parte dell’Agenzia delle Entrate, che ha difeso il nuovo termometro della situazione fiscale dei contribuenti italiani, spiegando che si tratta di uno strumento «utile e idoneo per smascherare i finti poveri».

IL MONITO DELLA CORTE DEI CONTI – Il monito sull’utilizzo del redditometro è stato lanciato dal presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino che ha voluto spiegare che gli strumenti presuntivi, come lo stesso redditometro, «hanno bisogno di cautela per l’efficacia probatoria. È necessario che l’amministrazione verifichi sempre i risultati e proceda all’accertamento». Il numero uno dell’organo statale ha dunque auspicato che gli uffici prestino la «massima attenzione e massima cautela» nell’uso dei dati.

LA REPLICA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE – Prontamente è giunta la replica dal vicedirettore dell’Agenzia delle Entrate, Marco Di Capua che ha sottolineato l’obiettivo dello strumento: «intercettare forme di evasione spudorata, per intercettare i finti poveri». Di Capua ha poi spiegato che il redditometro «non è una panacea, è uno strumento insieme ad altri e importante come altri. Non è uno strumento di accertamento di massa». I controlli che saranno effettuati, ha aggiunto il numero due dell’Agenzia delle Entrate, saranno «inferiori ai 40mila l’anno e non prenderanno in considerazione scostamenti tra spese e reddito dichiarato pari a 1.000 euro al mese».

COSA È IL REDDITOMETRO – Il nuovo strumento, previsto dal decreto 78 del 2010 (articolo 22, aggiornamento dell’accertamento sintetico) sarà applicato a partire dall’anno di imposta 2009 e prenderà in considerazione 100 voci di spesa e della residenza del cittadino. A differenza dei metodi precedenti, che si basavano su ipotesi determinate dall’applicazione di coefficienti, il redditometro poggia su dati certi, come per esempio le spese sostenute, e dovrebbe entrare in funzione a partire dal prossimo marzo.

Silvia Sequi

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