domenica, 17 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Rete Imprese Italia, ecco le priorità per la prossima legislatura
Pubblicato il 30-01-2013


piccole impreseAnche Rete Imprese Italia, l’associazione che riunisce le piccole e medie imprese italiane legate al territorio, ha recentemente presentato, al pari di altri organizzazioni sindacali e datoriali, le proprie proposte per il Governo che verrà. Le priorità indicate da Rete Imprese Italia per la prossima legislatura si declinano lungo cinque assi: meno pressione fiscale, più credito alle imprese, più semplificazione, più imprese, più investimenti in infrastrutture ed energia.

MENO PRESSIONE FISCALE – L’analisi di Rete Imprese Italia constata che la messa in ordine dei conti da parte del Governo Monti con maggiori tasse ha contribuito a ridurre lo spread rispetto ai titoli tedeschi, ma al prezzo di produrre effetti recessivi ed indebolire, in maniera forse strutturale, il potenziale di crescita del nostro Paese. Il prossimo Parlamento dovrà impegnarsi verso una vera azione di spending review, affinché, senza tagli lineari, ma con la precisione e la profondità di una chirurgia ricostruttiva, avanzino il controllo, la ristrutturazione e la riqualificazione della spesa pubblica, recidendo inefficienze, improduttività e sprechi. Al contempo Rete Imprese Italia propone di semplificare il rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuenti, che rappresenta ormai un vero e proprio onere improprio per le imprese. Tra le priorità, soprattutto quella di ridurre la pressione fiscale complessiva, da un lato scongiurando l’ulteriore innalzamento dell’aliquota IVA prevista per il primo luglio 2013, che deprimerebbe ancora di più i consumi, e dall’altro escludendo dall’IMU gli immobili strumentali all’attività d’impresa.

PIU’ CREDITO ALLE IMPRESE – Per facilitare il credito alle piccole e medie imprese, si propone di potenziare lo strumento dei Confidi. Si tratta dei consorzi, espressione delle associazioni di categoria, che prestano garanzia alle banche per agevolare l’accesso al credito da parte delle imprese associate. Rete Imprese Italia propone che il Governo ne incentivi la maggiore patrimonializzazione, anche attraverso processi di aggregazione. In parallelo, propone che siano resi pienamente operativi gli accordi relativi alla smobilizzo dei crediti che le imprese vantano verso la Pubblica Amministrazione.

PIU’ SEMPLIFICAZIONE – Continuare nel processo di semplificazione normativa e di snellimento burocratico è un’azione necessaria per riavviare l’economia. A questo proposito Rete Imprese Italia propone di modernizzare la Pubblica Amministrazione, utilizzando sempre più procedure telematiche che consentano la velocizzazione dei procedimenti in cui le imprese sono coinvolte. Per poi ovviare alla lentezza della giustizia ordinaria, Rete Imprese Italia suggerisce che siano favoriti i sistemi “privati” di risoluzione delle dispute, come l’arbitrato e la conciliazione.

PIU’ IMPRESE – Il 99,4% delle imprese italiane è costituito da realtà fino a 50 addetti. E’ qui che risiede il cuore produttivo e di conoscenza del Made in Italy, con il suo mix di gusto, creatività, innovazione e cultura. Occorre dunque favorire l’innovazione, non solo tecnologica, ma anche organizzativa delle piccole e medie imprese. Cioè favorire quelle misure che modifichino l’approccio al mercato ed il modello di business delle PMI, anche sostenendone i processi di internazionalizzazione. In cima alla lista anche la revisione dell’attuale cuneo fiscale e contributivo, per diminuire il costo del lavoro sostenuto dalle imprese ed aumentare la competitività del sistema produttivo.

PIU’ INVESTIMENTI IN INFRASTRUTTURE ED ENERGIA – L’Italia deve recuperare lo svantaggio competitivo che deriva da infrastrutture di trasporto carenti e mal collegate fra loro. Secondo Rete Imprese Italia la priorità è quella di integrare meglio le reti di trasporto urbano con porti ed aeroporti, ma anche promuovere una effettiva liberalizzazione del mercato del trasporto ferroviario. In termini di energia, occorre ridurre il costo dell’energia alle imprese e sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili, senza riversare i costi sui consumatori finali. Un programma, quello di Rete Imprese Italia, che indica alcune condivisibili proposte a favore dello sviluppo delle imprese, ma che sembra peccare di una visione parziale, non ponendosi il problema di come reperire le risorse necessarie per attuare le misure proposte e di come conciliare le proprie istanze con quelle delle altri parti sociali.

Alfonso Siano

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. In Italia ognuno coltiva il proprio orto. Questo è normale per una categoria come le PMI. E’ la politica, i partiti,, il Parlamento,il Governo che, ciascuno per la propria parte deve perseguire e curare l’interesse generale. Proprio quello che oggi manca.

Lascia un commento