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Opinioni e commenti
 

Rubygate, negato il legittimo impedimento al Cav. Ruby non sarà più sentita come teste
Pubblicato il 14-01-2013


ruby“La partecipazione del cittadino all’attività politica” non rappresenta di per sé un motivo per sospendere il processo fino alle elezioni. Così i giudici del processo “Ruby” hanno spiegato il loro “no” al rinvio delle udienze fino al 26 febbraio chiesto dalla difesa di Silvio Berlusconi. In risposta al “no” dei giudici alla sospensione del processo causa elezioni, arriva la decisione dei difensori di Berlusconi di rinunciare alla testimonianza della giovane: Ruby quindi non sarà più sentita come testimone in aula nel processo in cui la ragazza marocchina è parte offesa e Silvio Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile. In questi verbali la ragazza aveva negato di aver avuto rapporti sessuali con Berlusconi. 

IL CASO – Secondo i pm, il Cavaliere avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con Karima El Mahroug, poi soprannominata Ruby, quando lei ancora era minorenne. Ruby si era presentata stamane a Palazzo di Giustizia di Milano, non ha rilasciato dichiarazioni, ma si è lasciata immortalare dai fotografi in compagnia del suo fidanzato e dei suoi legali. Nel frattempo la difesa dell’ex premier aveva richiesto – poi negato dai giudici – il legittimo impedimento, poiché Berlusconi è capo della coalizione del Pdl. Il legale Niccolò Ghedini aveva formalizzato l’istanza, rimarcando il fatto che ieri sono stati depositati tutti i simboli per la prossima tornata elettorale e che per i capi della coalizione a partire da oggi è aperta la campagna elettorale. Il pm Ida Boccassini aveva prontamente respinto la richiesta, sostenendo che Berlusconi non è candidato premier.

L’IRA DI ALFANO – “La Procura di Milano e i giudici di Milano, accomunati dallo stesso strumentale e gravissimo intento, ritengono che l’attività del presidente Silvio Berlusconi, in qualità di capo della coalizione, sia meno importante di partecipare a un’udienza. In questo modo, appare chiara la volontà di entrare a gamba tesa nella campagna elettorale, condizionandone fortemente gli esiti, per arrivare persino a una sentenza definitiva prima della competizione. È inammissibile quanto si delinea all’orizzonte. Come è inammissibile che la giustizia sia utilizzata a fini politici”. È quanto afferma il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano.

LA RICHIESTA DEL LEGALE DEL CAVALIERE – Per motivare la richiesta di legittimo impedimento, la difesa di Berlusconi aveva depositato una lettera a firma di Alfano, relativa alla convocazione di una riunione prevista per questa mattina a Palazzo Grazioli, causa dell’assenza di Berlusconi al processo a Milano. Il difensore del Cavaliere, con la richiesta di bloccare i processi, aveva anche chiesto la sospensione dei termini di prescrizione, ricordando che in una situazione analoga, in passato, il tribunale di Milano aveva già fermato i processi Mediaset, Mills e Sme-Ariosto a carico dell’ex premier. La motivazione della sospensione del processo fino alla data delle elezioni, con contemporanea “sospensione dei termini di prescrizione”, risiedeva nella concomitanza con la campagna elettorale.

BOCCASSINI, NO ALLA SOSPENSIONE – Fermamente contraria è stata Ilda Boccassini, procuratore aggiunto che aveva replicato alla richiesta della difesa del Cavaliere, auspicando che: «Questo processo vada avanti, perché un processo non può essere sospeso per una campagna elettorale». Silvio Berlusconi «non è il segretario politico nazionale del partito, perché è Alfano, e non è nemmeno il candidato premier» ha poi aggiunto il magistrato.

Silvia Sequi

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