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Opinioni e commenti
 

Shoah, Pacifici: «La comunità ebraica romana commossa dalle parole di Napolitano»
Pubblicato il 30-01-2013


Napolitano-antisemitismo

Alla presenza del Capo dello Stato, nella mattinata di ieri, la Comunità ebraica romana è salita al Colle per partecipare alla cerimonia di celebrazione del “Giorno della Memoria”. A rappresentare Roma ebraica c’era il presidente della Comunità Riccardo Pacifici. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso parole di dura condanna, rispondendo indirettamente alle recenti affermazioni di Silvio Berlusconi, che aveva parlato del Ventennio in termini giustificatori, affermando che «l’Italia non ha le stesse responsabilità della Germania, perché ci fu una connivenza che all’inizio non fu completamente consapevole». Napolitano ha, invece, ribadito senza indugi che «l’antisemitismo» introdotto «in Italia dal fascismo» fu «un’aberrazione», definendo «un’infamia» le  leggi razziali del 1938.

IL PESIDENTE DELLA COMUNITA’ EBRAICA ROMANA, COMMOSSO DALLA PAROLE DI NAPOLITANO – «Sono commosso dalla parole del nostro presidente, Giorgio Napolitano. Il suo discorso, l’ultimo da capo dello Stato in una giornata così importante per il popolo ebraico, ha toccato le più profonde emozioni che noi tutti, ebrei romani e italiani, proviamo in questi giorni e io mi identifico totalmente nel suo pensiero. Ha saputo far vibrare le corde dell’orrore, ricordando cosa è stata la Shoah, e allo stesso tempo ha interpretato le nostre preoccupazioni per i pericoli che la nostra società corre oggi in Italia e in Europa». Ad affermarlo è stato lo stesso Pacifici ricordando che il Presidente «si è fatto in questi anni capofila della battaglia in onore delle libertà che un tempo furono negate all’ebraismo italiano».

ANTISEMITISMO SI TRAVESTE DA ANTISIONISMO – «Mi ha particolarmente colpito come abbia colto nella totalità il pericolo dell’avanzata dell’antisionismo travestito da antisemitismo: il rifiuto di ciò, ha detto Napolitano, deve essere intransigente e totale, un punto fermo nella nostra democrazia». Secondo Pacifici, infatti, «troppo spesso l’accanimento contro Israele nasconde un odio anti-ebraico: alle parole del presidente, dunque, va da parte mia e di tutto l’ebraismo romano il massimo ringraziamento». Il capo dello Stato, ha aggiunto Pacifici, «ha inoltre centrato le differenze che percepiamo, da ebrei romani e italiani, tra un antisemitismo travestito da antisionismo e l’estremismo islamico che mina la convivenza tra popoli».

L’ANTIFASCISMO DEVE VIGILARE SULLE MINACCE DEL PRESENTE – Pacifici ritorna anche sul tema del neofascismo, al quale lo stesso Napolitano ha fatto riferimento, commentando i recenti arresti avvenuti a Napoli nei confronti di esponenti di movimenti neofascisti. «Oltre alle parole che ci ricordano l’importanza dell’antifascismo, affinché la democrazia sia per sempre tutelata, sono felice di sapere che Napolitano condivide con noi la preoccupazione per il proliferare di gruppi che esprimono posizioni estreme e preoccupanti, gli stessi gruppi che saranno presenti alle prossime elezioni Politiche e Amministrative». Il riferimento di Pacifici è a Emanuela, figlia di un ex senatore di Msn e poi di An, esponente di spicco a Napoli del movimento Casapound, candidata alla Camera per le prossime elezioni. Ed è con queste premesse che, ha concluso Pacifici, «come rappresentante dell’ebraismo romano chiedo alle istituzioni di studiare le condizioni affinché con lo strumento legislativo tali pericoli siano tempestivamente abortiti. Dotarci di una legge più forte aiuterà il Paese a perseguire la strada indicata dal Presidente della Repubblica: vigilare contro le nuove insidie e il negazionismo».

 Roberto Capocelli

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