lunedì, 11 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Stop dei bus a Napoli. Di Lello (Psi): «Le responsabilità sono di De Magistris, Caldoro e Berlusconi»
Pubblicato il 31-01-2013


Napoli caos-Di Lello-Psi

Se su Napoli da anni circolano storie sul suo traffico infernale, dopo la giornata di ieri di stop dei bus l’ironia correggerà il tiro: No gasolio? Non parti. Un po’ come la sequela di battute e improperi all’indirizzo del sindaco De Magistris e dell’Anm (Azienda napoletana di mobilità) e postate da decine di napoletani inferociti per il grave disservizio, comunicato tra l’altro con un comunicato stampa e un annuncio sul profilo Facebook dell’Anm. A generare il caos nei trasporti pubblici cittadini è stata la carenza di gasolio necessario a far circolare i mezzi. Troppi i crediti vantati dai fornitori (un milione di euro) che hanno deciso di chiudere i rubinetti dei rifornimenti. L’Azienda napoletana mobilità «ha un’esposizione di 120 milioni a fronte di 300 milioni di crediti vantati verso Comune e Regione», ha spiegato l’amministratore unico dell’azienda, Renzo Brunetti. Per Brunetti la luce si potrà vedere «a inizio marzo quando arriveranno i primi soldi dal Comune». Si tratta di circa 100 milioni di euro, parte sul debito pregresso e parte sul finanziamento corrente, ma fino ad allora «non sarà un percorso facile». A parlarne con l’Avanti! è il coordinatore nazionale del Psi, Marco Di Lello.

Onorevole Di Lello, l’Anm scarica le responsabilità su Comune e Regione che a loro volta chiamano il causa lo Stato. Come stanno realmente le cose?

L’unico che non ha torto è la Anm. Ad avere responsabilità gravi in tutta questa vicenda sono il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e l’ex premier Silvio Berlusconi. Berlusconi perché per i dieci anni con lui al governo i trasferimenti agli enti locali sono stati ridotti al lumicino portando le aziende di trasporto al collasso. Ha responsabilità Caldoro perché non onora i debiti, alcuni dei quali riconosciuti con sentenza della magistratura italiana. Ha responsabilità De Magistris perché non è stato in grado di fronteggiare l’emergenza che certo non è nota dall’oggi al domani. Il sindaco aveva esordito il giorno della vittoria elettorale dicendo “Abbiamo scassato tutto”: beh adesso gli italiani capiscono…strade scassate, giunta scassata e continuando così sarà la pazienza dei napoletani a scassarsi.

Bersani addebita lo stop dei bus a Napoli ad una “distrazione” del Comune di Napoli dovuta alla campagna elettorale. Insomma De Magistris ha la testa altrove?

E’ così. De Magistris, anziché coltivare le sue ambizioni nazionali si preoccupi di amministrare la città di Napoli. E’ per questo che è stato eletto.

Roberto Alesse, Presidente dell’Autorità di garanzia sugli scioperi, definisce inaccettabile il metodo di informazione utilizzato dall’azienda napoletana trasporti per avvisare gli utenti degli imminenti disagi: “Non puo’ certo ritenersi soddisfatta con un semplice comunicato stampa o con una notizia diffusa sui social network”. Cosa ne pensa?

E’ la prova della inefficienza di questa amministrazione comunale. Vorrei sapere da quanti giorni De Magistris sapeva che sarebbe accaduto tutto questo. Il Comune sottoscrive contratti di servizio che poi non onora e questo la dice lunga sulla credibilità della stessa amministrazione.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Sono certo che le responsabilità non sono solo dell’azienda e il comune e la regione hanno le loro gravi colpe.

    Dopo un’intervista con queste affermazioni ci si aspetta dal vertice dell’azienda un atto concreto. Direi le dimissioni.

    Perché al netto dei fatti queste affermazioni andavano formulate con forza prima di lasciare i cittadini a piedi e bisognava comunicare prima questi fatti. Affermando che presto non ci sarebbero stati i soldi per garantire il servizio.

    Di tutti i numerosi disastri provocati dalle politiche di Berlusconi questo e’ uno dei peggiori ma in dieci anni ci si organizza per prevenire il disastro.

    Sono un milanese che ama Napoli e vederla spesso degradare mi ferisce. Il paese cambia se ogni persona si fa carico delle proprie responsabilità. Scaricare il barile e’ un pessimo esempio.

Lascia un commento