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Opinioni e commenti
 

Studenti interrompono la “lectio” di Visco a Firenze. Il Governatore, «L’economia italiana è ancora in recessione»
Pubblicato il 18-01-2013


Visco contestato studenti FirenzeSono stati i Collettivi universitari ad interrompere la “lectio” del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. L’azione di protesta è iniziata con l’esposizione di uno striscione proprio contro l’istituzione presieduta da Visco fuori dall’Aula Magna. Gli studenti si sono poi diretti verso il luogo dove il Governatore stava tenendo la lezione provando a irrompere nell’aula. Attimi di tensione con gli agenti della Digos intervenuti per cercare di fermare il corteo: sono volati spintoni che hanno coinvolto anche il rettore Alberto Tesi arrivato sul posto. Gli studenti sono alla fine riusciti ad entrare in aula, interrompendo la “ lectio magistralis” di Visco.

L’INTERVENTO DI VISCO – «L’economia italiana è ancora in recessione». Anche «quest’anno sarà un anno difficile. Stimiamo che il prodotto possa ridursi in media dell’1,0 per cento. La recessione potrebbe avere fine nella seconda parte del 2013». Così il governatore della Banca d’Italia ha presentato la situazione del Paese nella lectio magistralis “Ruolo, responsabilità, azioni della Banca Centrale nella lunga crisi” tenuta all’Università degli studi di Firenze. Quanto alla questione del differenziale con i bond tedeschi, Visco ha sottolineato che «ulteriori riduzioni» dello spread «potranno derivare dal pieno dispiegarsi delle riforme nazionali».

«L’ITALIA DEVE TROVARE LE MOTIVAZIONI» – «Ma, al di là della congiuntura sfavorevole il nostro paese deve saper trovare le motivazioni e gli incentivi per affrontare con decisione il problema della crescita. Guadagni di competitività possono essere solo il risultato di un impegnativo ma imprescindibile disegno organico di riforma», ha sottolineato Visco. I suoi punti fondanti, continua il numero uno di via Nazionale, «sono da tempo oggetto di attenzione: dalle liberalizzazioni nell’accesso ai mercati al loro migliore funzionamento e al sostegno dell’accumulazione di capitale umano e fisico, dal miglioramento della qualità dei servizi pubblici alla riduzione degli ostacoli burocratici, dal contrasto all’evasione fiscale e alla corruzione a una maggiore efficienza della giustizia civile. La crescita della produttività dipende da un progresso netto in tutte queste componenti».

L’USCITA DALLA CRISI DELLA ZONA EURO NON AVVIENE CON AZIONI ISOLATE – «L’uscita dalla crisi nell’area dell’euro non potrà derivare da azioni isolate di singole autorità di politica economica», ha sottolineato Visco ribadendo che «la politica monetaria non potrà da sola garantire la stabilità finanziaria dell’area in mancanza di soluzioni, a livello nazionale ed europeo, ai problemi all’origine della crisi dei debiti sovrani».

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