sabato, 16 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Una banca, un partito, una città
Pubblicato il 25-01-2013


Non capisco perché solo ora si scopra questo intreccio, ahimè perverso, che ha unito per decenni una banca, la Monte dei Paschi, a un partito, il Pci-PDS-Ds-Pd, a una città, Siena. Era noto e testimoniato da atti pubblici. Pensiamo alle modalità della nomina della sua Fondazione dove sono designati, su 16 componenti del Consiglio, ben 13 membri dal Comune e dalla Provincia di Siena e uno dalla Regione. E non è mai stato un mistero che Siena, forse anche per un rapporto particolare con la sua banca, fosse da sempre nelle mani della sinistra a egemonia comunista e post comunista.

Basterebbe poi verificare i motivi della nomina a presidente di quell’avvocato Giuseppe Mussari, che prima ricopriva incarichi politici all’interno del suo partito e che poi, dopo l’avvento di Alessandro Profumo, è stato anche promosso alla presidenza dell’Abi. La novità è che quella gestione, diciamo così prevalentemente politica, ha generato guasti, con operazioni folli e fallimentari che rischiano di pagare tutti gli italiani.

L’acquisto di Antonveneta, pagata tre miliardi in più di quello che aveva pagato per il suo acquisto, poco prima, la banca spagnola Santander, rappresenta il primo inquietante anello. Poi le convulsioni e i tentativi di riparazione finiti peggio, ultimo dei quali quello dell’acquisto di un pacchetto di derivati chiamato Alexandria che è stato a lungo tenuto segreto e che è venuto alla luce solo il 12 ottobre del 2012 grazie alla nuova gestione di Profumo. La banca era avviata al fallimento, se non fossero arrivati i Monti Bond, l’erogazione di 3,9 miliardi di euro al 9 per cento, che potrebbero anche costituire un buon investimento statale.

Adesso però i dati restano allarmanti. Gli azionisti si sono visti praticamente azzerare il loro capitale, che è diminuito del 90 per cento dal 2008, i risparmiatori tremano e potrebbero a loro volta, con azioni emotive quali il ritiro dei conti correnti, mettere ancora più a rischio la tenuta della banca, gli italiani si vedono costretti, mentre i più soffrono la crisi economica che pare senza fine, ad osservare impotenti uno Stato che si preoccupa non di loro, ma di salvare una banca. E il Pd che pure aveva proposto, lo ha ricordato Morando, una legge bancaria che avrebbe dovuto distinguere tra banca d’investimenti e banca commerciale, si trova al centro di un attacco concentrico in campagna elettorale, perché ha predicato bene e razzolato male.

Siena, che ha vissuto della sua banca, tra sponsorizzazioni milionarie in campo sportivo, soprattutto nel basket pluriscudettato, erogazioni cospicue al suo comune e contributi rilevanti per le sue eccellenti manifestazioni culturali, adesso inizierà il suo declino. D’altronde, chi è causa del suo mal pianga stesso….

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. La moneta ha da sempre un doppio volto. Pensare a ciò che hanno realizzato i grandi pesonaggi che via via, sono emersi, dall’antica Roma ai giorni nostri, ci porta a richiamare il “Principe” di Macchiavelli e ai risultati da Essi prodotti. Quali sono i risultati di questa classe politica? Dal cuore mi nasce spontaneo “EVVIVA BETTINO”.
    SILVIO MINARDI

Lascia un commento