martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

A Roma i cittadini al voto tra protesta e voglia di cambiamento
Pubblicato il 25-02-2013


Instant Poll-Bianchi

Nelle ultime ore utili per esercitare il diritto di voto sono molti i cittadini romani che si alternano alle urne con la speranza che la loro preferenza contribuisca ad una svolta nella gestione politica del Paese. Abbiamo raccolto gli umori di alcuni elettori che, sfidando pioggia e freddo pungente della Capitale, si sono recati al seggio nella centralissima via Gesù e Maria, a due passi da piazza di Spagna.  Fra i molti cittadini che si fermano alle porte del seggio, nella vecchia scuola Ruspoli, per chiedere indicazioni su come esprimere correttamente il voto sulle diverse schede elettorali, abbiamo ascoltato le prime impressioni di una giovane coppia: Alessia, 30 anni, ricercatrice universitaria e Fabio, coetaneo impiegato nel settore servizi. Mentre lei, gentile e graziosa, esprime ottimismo per l’auspicabile nascita di un governo stabile e di responsabilità politica e istituzionale, lui si dice rassegnato ad un nuovo scempio politico sulla falsariga della vecchia tecnocrazia avida di potere e totalmente disinteressata alla sorte di giovani e meno giovani italiani.

VOTO DI PROTESTA – Adirato, sarcastico e profondamente indignato Fabrizio, 49 anni, commerciante, che risponde perentoriamente alla domanda sul proprio umore elettorale. E tuona: «Sa che le dico, fosse per me ai soliti politici italiani imporrei i tre gradi di giudizio per come ci hanno ridotto e in più sequestrerei loro il passaporto!». C’è poi Amedeo, avvocato di mezza età, che ha rinunciato al voto: «Probabilmente avrei votato Bebbe Grillo per esprimere un voto di protesta e – prosegue – sono matematicamente sicuro che per l’ennesima volta la legislatura si misurerà con il problema dell’ingovernabilità del Paese causata dai soliti walzer per l’assegnazione delle poltrone in virtù degli abituali interessi clientelari». Andrea, 38 anni impiegato in un call center è convinto che anche in questa tornata elettorale per gli italiani non cambierà nulla. «Sarebbe opportuno fare tabula rasa dei partiti esistenti piazzando alle Camere gente sconosciuta alla solita tribuna politica, proveniente per lo più dall’ambiente popolare piuttosto che dalle organizzazioni politiche. Se passerà la sinistra temo i risultati di un secondo governo Prodi. Piuttosto che votare scheda nulla vedo di buon occhio le novità Monti e Grillo».

CENTROSINISTRA PER CAMBIARE L’ITALIA – Contrastanti anche le dichiarazioni di due cittadini ultrasettantenni: Vincenzo, 74 anni, si dice sicuro che nel giro di tre o quattro mesi gli italiani saranno chiamati nuovamente alle urne, questa volta confortati dall’attesa nuova legge elettorale. Più ottimista il signor Tonino, ottantenne: «Sono fiducioso che l’Italia cambi in meglio in quanto l’alleanza Bersani-Vendola e dell’intera coalizione a sinistra, rappresenta un’opportunità, da cogliere al volo per la cultura riformista italiana». È evidente il prevalere di un sentimento di sfiducia nella politica italiana. Per molti  però potrebbe essere l’occasione di un riscatto imposto dalla crisi economica e di valori che ha investito il popolo italiano.

Emanuele Bianchi

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