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Opinioni e commenti
 

Al via la campagna elettorale in Campania. Larizza (Psi): «Ripartire dal lavoro, dalla lotta alla criminalità e dalla cultura»
Pubblicato il 02-02-2013


Larizza-DiLello-Nencini-Psi

Una candidatura forte, capace di incarnare i valori fondanti del Partito socialista, tutta orientata a risollevare il Paese dal baratro della crisi ridando nuova linfa al tessuto industriale. L’ex segretario generale della Uil Pietro Larizza, capolista al Senato in Campania presenterà questo pomeriggio a Napoli (ore 15.30 presso l’hotel Ramada) la propria candidatura nelle fila del Psi. A dare il via alla campagna elettorale in Campania saranno, al fianco di Larizza, il segretario e il coordinatore nazionale del Psi Riccardo Nencini e Marco Di Lello. Ad anticipare all’Avanti! alcuni temi cardine del dibattito di questo pomeriggio e  della campagna elettorale è stato lo stesso Larizza sottolineando che le priorità in una regione affascinante quanto difficile come la Campania siano la lotta al precariato, alla legalità e agli scarsi investimenti in cultura.

Larizza oggi presenterà la sua candidatura come capolista al Senato in Campania. Su quali argomenti punterà?

Va premesso che la mia è una candidatura “concordata” con la coalizione nel senso che dovrebbe offrire un punto di forza aggiuntivo in una regione difficile sul piano dello scontro tra coalizioni. Occorre uno sforzo in più e la lista socialista deve garantire il superamento della soglia prevista. Il tema politico? E’ vero che Monti ha tamponato la caduta nel baratro dell’azienda Italia, ma le modalità con le quali ha operato il suo salvataggio sono contraddistinte da poca equità. I contenuti dell’azione di governo Monti lasciano molto a desiderare. Tutte tasse e tagli inconsistenti, per di più tasse che gravano quasi solo sulle famiglie, sui pensionati e sui lavoratori dipendenti: cioè soltanto sul reddito fisso e questo è profondamente iniquo. Se c’è da fare un sacrificio per rimettere in moto l’azienda Italia è giusto che gravi su tutti. L’Imu è la parte più pesante, ma ci sono anche l’Iva e le accise a far soffrire le famiglie. Il cosiddetto ceto medio è diventato medio-povero.

Da dove occorre ripartire in Campania?

Sicuramente dal far fronte all’emergenza lavoro, soprattutto per i giovani. E su questo tema purtroppo la Campania vive una fase acuta. In più da anni si avverte un declino costante del tessuto industriale della regione. Oggi il più grande insediamento industriale in Campania è quello della Fiat di Pomigliano intorno al quale gravitano le maggiori preoccupazioni. Lo Stato e le realtà locali devono creare le condizioni per facilitare gli investimenti dall’estero e le attività produttive già esistenti, snellire la burocrazia che purtroppo rallenta il processo di rilancio dell’economia della regione. Dopo la lotta al precariato, occorre continuare in quella per la legalità in maniera dura così da eliminare un forte limite agli investimenti in regione. La Campania non può essere considerata la regione della criminalità. Lotta alla legalità che va portata avanti con inchieste mirate tali da colpire con sequestri irreversibili il patrimonio dei boss. Altra leva dalla quale ripartire per rimettere in modo l’economia campana è il sapere: va riorganizzata e promossa l’organizzazione degli investimenti in Università, ricerca e formazione. Il governo deve tornare a considerare il sapere come la parte centrale del nostro futuro, bisogna investire in cultura perché rappresenta il futuro di tutti: basta con visioni miopi di chi non investe in cultura perché non ne vede un ritorno immediato.

Cosa ha portato con sé adesso che è candidato socialista della sua lunga storia di sindacalista Uil?

L’esperienza acquisita nella mia vita sindacale la porto sempre con me. Vi è inoltre una forte coincidenza tra alcuni principi cardine del mio sindacato con quelli del partito socialista: in primis l’equità fiscale, la giustizia sociale e la solidarietà.

Lucio Filipponio

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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