martedì, 19 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Altro sangue sull’Ilva di Taranto: un morto e un ferito. La terza vittima in pochi mesi
Pubblicato il 28-02-2013


Ilva-incidente-operaio mortoUn operaio e un altro gravemente ferito. Non si ferma lo stillicidio di vittime dell’Ilva di Taranto. Ormai sembra un bollettino di guerra e le cokerie si tingono di sangue. I due lavoratori sono precipitati da circa dieci metri di altezza, mentre effettuavano un intervento di manutenzione. Ciro Moccia, di 42 anni, manutentore del reparto dell’area a caldo è morto sul colpo, mentre Antonio Liddi, di 46 anni, dipendente della ditta MR è rimasto ferito e verserebbe in gravi condizioni.

LA DINAMICA – Nell’ambito di lavori di rifacimento dell’impianto, in nottata, una squadra di manutentori era intervenuta per ripristinare un binario sul piano di carico della batteria n.9 delle cokerie. Secondo le prime ricostruzioni i lavoratori sarebbero caduti nel vuoto a causa del cedimento di una lamiera utilizzata come copertura provvisoria. Moccia, nativo di Portici, ma residente a Taranto ha perso subito la vita. Liddi è stato, invece, soccorso e condotto in ospedale in gravi condizioni, ma sembra non sia in pericolo di vita.

SOSPESE LE ATTIVITA’ – Dopo la notizia dell’incidente, la direzione della fabbrica ha sospeso tutte le attività.  Quella di questa notte è la terza tragedia che si verifica nello stabilimento siderurgico di Taranto nel giro dei quasi quattro mesi. Un segnale grave dello stato in cui versa la fabbrica. Lo scorso 30 ottobre, nel reparto movimento ferroviario, perse la vita Claudio Marsella, operaio 29enne che rimase schiacciato tra due convogli. Il 29 novembre, invece, il tornado che si è abbattuto sulla città determinò la caduta in mare di una gru, uccidendo Francesco Zaccaria mentre era a lavoro nella zona portuale.

«MORTI INACCETTABILI» – «Dopo alcuni anni in cui non si verificavano incidenti mortali, tre morti nel giro di pochi mesi sono fatti gravi e inaccettabili». A dirlo è Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim Cisl, a proposito dell’ultimo incidente sul lavoro all’Ilva di Taranto. Anche Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm e responsabile per il settore della siderurgia, ha commentato l’incidente mortale: «È inaccettabile che i lavoratori rischino la vita nella prestazione della loro opera in un azienda in funzione; è ancor più assurdo che la perdano nel settore di una fabbrica che è fermo», ha detto il sindacalista.

I SINDACATI PROPORRANNO LO SCIOPERO DI 24 ORE – I sindacati chiedono che si accertino immediatamente le responsabilità di quanto accaduto e proporranno 24 ore di sciopero. Uno «sciopero immediato di 24 ore» è stato chiesto dallo Slai Cobas di Taranto che ha lanciato un appello anche alle altre organizzazioni sindacali per la morte di Ciro Moccia e il ferimento di Antonio Liddi. «In questa fabbrica – affermano i Cobas di Taranto – la morte non si ferma mai, 3 operai morti nel breve arco di pochi mesi. Lo Slai Cobas per il sindacato di classe Ilva Taranto si unisce al dolore della famiglia e dei compagni di lavoro».

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento