giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Cecchi Gori, condannato a 6 anni per il crac della Safin Cinematografica
Pubblicato il 01-02-2013


Cecchi Gori-bancarottaSei anni di carcere per Vittorio Cecchi Gori. Il noto produttore cinematografico è stato condannato a 6 anni per il crac da 24 milioni di euro della Safin Cinematografica, società del gruppo fallita nel febbraio 2008. Inflitte altre 5 condanne ed una assoluzione. Il tribunale di Roma ha condannato gli imputati al pagamento di una provvisionale di 11 milioni e mezzo. Per Cecchi Gori il pm Stefano Rocco Fava aveva sollecitato una condanna a 7 anni. La I sezione penale, presieduta da Giuseppe Mezzofiore, ha inoltre inflitto cinque anni di reclusione a Luigi Barone, collaboratore di Cecchi Gori, e tre anni a Edoardo De Memme, liquidatore della società. Quattro anni e sei mesi per Giorgio Ghini, ex presidente del collegio sindacale della Safin.

LE CONDANNE – Tre anni e mezzo sono stati inflitti a Vittorio Micocci e Alessandro Mattioli, ex componenti del collegio sindacale della stessa Safin. Assolto l’altro liquidatore, Ettore Parlato. La I sezione ha inoltre stabilito la confisca del capitale sociale delle società “Cecchi Gori, cinema e spettacolo” e New Fair Film. Confermato il sequestro delle quote delle società Adriano Entertainment T e Vip 1997. I reati contestati, a seconda delle singole posizioni, sono quelle di bancarotta per distrazione o dissipazione e omesso controllo sulla gestione della società. In particolare, per l’accusa, il dissesto sarebbe avvenuto attraverso lo spostamento dei beni, specie quote azionarie di alcune multisale romane, dalla Safin ad altre società del gruppo Cecchi Gori.

DIFENSORE, SENTENZA DOVEVA ESSERE PIU’ MITE – “Prendiamo atto di questa sentenza. Prima di esprimere un’opinione sull’esito di oggi dobbiamo leggere le motivazioni e quindi dovremo attendere 90 giorni. Peraltro devo dire da subito che la pena di sei anni, trattandosi di una bancarotta dove i soldi sono finiti in altre societa’ del gruppo, doveva essere piu’ mite”. Ad affermarlo è Massimo Biffa, difensore del produttore cinematografico, Vittorio Cecchi Gori. Dal canto suo l’avvocato Cesare Piratino, parte civile nel processo, afferma che “la condanna degli imputati dispiace dal punto di vista umano, ma va incontro alla realta’ processuale”. Il penalista ha poi aggiunto: “I crediti vantati dall’erario e dagli enti previdenziali ammontano ad oltre 20 milioni. La provvisionale di 11,5 milioni che e’ stata disposta permettera’ almeno in parte il rientro nella casse della societa’ di quanto e’ stato distratto”.

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