martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Draghi: ancora debole l’economia nei primi mesi del 2013
Pubblicato il 20-02-2013


Draghi-BCE-crisi non risoltaIntervenuto in un’audizione al Parlamento Europeo, il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha confermato che l’economia dell’Eurozona si è contratta negli ultimi tre trimestri, soprattutto a causa della flessione di consumi ed investimenti, che sono stati limitati  in vista di aggiustamenti nei bilanci pubblici e privati. In altre parole, la paura di nuove imposte, necessarie a ridurre l’indebitamento sovrano, di fatto ha disincentivato i consumi e gli investimenti, contribuendo al prolungarsi della recessione.

RECUPERO A FINE ANNO – Un graduale recupero dell’economia europea è però previsto a partire dagli ultimi mesi del 2013, anche grazie ad un progressivo miglioramento della fiducia sui mercati finanziari. Il cambiamento di clima è segnalato anche da rimborsi, superiori alle attese, dei prestiti triennali concessi dalla BCE alle banche. Il rimborso anticipato indica, infatti, che le istituzioni creditizie sono più fiduciose di potersi finanziare sui mercati dei capitali e sul mercato interbancario rispetto a quanto non avvenisse in passato.

IL TASSO DI CAMBIO NON E’ UN OBIETTIVO – In merito al tasso di cambio dell’euro rispetto alle altre principali valute, oggetto anche di discussione nel recente G20 di Mosca, Draghi ha ricordato che tra gli obiettivi della Banca Centrale non vi è quello del cambio, che sarà tuttavia monitorato visto che ha riflessi importanti per la crescita e la stabilità dei prezzi nell’eurozona. La stabilità dei prezzi ed il controllo dell’inflazione resta il principale obiettivo della Banca Centrale Europea. Il tasso di inflazione nell’eurozona si è ridotto negli ultimi mesi, passando dal 2,5% dello scorso ottobre al 2% di gennaio. E le aspettative per i prossimi mesi sono per un’inflazione poco al di sotto del 2%, in linea con l’obiettivo della BCE.

LE AUTORITA’ NAZIONALI VIGILINO SUGLI EFFETTI COLLATERALI DELLA POLITICA MONETARIA ESPANSIVA – Draghi si è poi soffermato sull’impatto della politica monetaria espansiva praticata dalla BCE sull’economia europea. Da alcuni mesi la Banca Centrale ha  ridotto il costo del denaro allo 0,75%, dando al contempo alle banche ampia disponibilità di liquidità, in modo da evitare un improvviso collasso del mercato del credito. Alla lunga però una politica monetaria troppo espansiva, con bassi tassi di interesse, rischia di avere ripercussioni negative. Si pensi alla impossibilità per i grandi risparmiatori istituzionali, quali i fondi pensione, di generare sufficienti ritorni per erogare le proprie prestazioni. O ancora, al rischio di alimentare una bolla speculativa sul mercato immobiliare o finanziare imprese non meritevoli dal punto di vista creditizio. Sta però alle autorità nazionali, con gli strumenti fiscali e di vigilanza a loro disposizione, evitare gli effetti collaterali della liquidità a basso costo. La politica monetaria – ha poi ricordato Draghi – non è lo strumento per riequilibrare le finanze pubbliche.

NUOVO MECCANISMO DI RISOLUZIONE DELLE CRISI BANCARIE – Infine la BCE chiede che venga approvata quanto prima la direttiva sulle crisi bancarie, che costituirà la premessa per istituire una nuova autorità europea in grado di gestire le banche in difficoltà. Questa nuova autorità, nella proposta di Draghi, sarebbe affiancata alla BCE responsabile della supervisione unica sulle banche dell’eurozona. In caso di crisi bancaria, potrebbe intervenire in modo imparziale e tempestivo, evitando dispute di tipo nazionalistico e, soprattutto, scongiurando di addossare il costo delle crisi sui cittadini, come avvenuto negli scorsi mesi in molti Paesi europei. La nuova autorità dovrebbe essere anche dotata di un proprio fondo di intervento, che sarebbe alimentato ex-ante proprio dal settore privato e dalle banche, in funzione del loro grado di rischio. Su questo punto la parola passa ora alla Commissione Europea, che dovrà presentare una proposta al Consiglio nel corso del 2013.

Alfonso Siano

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