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Opinioni e commenti
 

Finmeccanica, il centrosinistra riparta dalle politiche industriali
Pubblicato il 18-02-2013


FinmeccanicaLa vicenda Finmeccanica ha fatto diventare centrale la politica industriale del Paese, tema che era assolutamente fino a ieri assente dalla campagna elettorale. Nonostante che tale tema sia ben presente nella Carta di intenti, e sia da tutti a parole considerato strategico per il Paese. Sembra una coincidenza fortuita, ma tutte  le nostre più grandi aziende industriali e finanziarie sono attraversate a dieci giorni dalle elezioni da  inchieste giudiziarie a forte impatto mediatico. La vicenda Saipem per un verso, la questione Ilva, la vicenda Monte dei paschi, per arrivare all’ultima, solo in ordine di tempo di Finmeccanica sembrano delineare uno scenario di un Paese che non solo è ingovernabile sul piano politico, ma non è neanche in grado di gestire le sue più grandi realtà industriali e finanziarie.

GIU’ LE MANI DA FINMECCANICA – Finmeccanica non è solo una grande azienda italiana che da lavoro a 70.000 dipendenti, ma è anche uno dei più grandi colossi del settore della difesa nel mondo e dei settori tecnologicamente più avanzati, ed è presente con propri stabilimenti in molti altri paesi compreso gli Stati Uniti, è una realtà industriale quotata nelle borse di tutto il pianeta. Non a caso la vicenda ha un impatto mediatico spaventoso, e non vorremmo mai che qualcuno pensasse di confondere i destini del gruppo dirigente con i destini dell’azienda stessa. Noi come socialisti chiediamo o meglio pretendiamo che il governo, ormai quello che scaturirà dalle elezioni, affronti immediatamente come questione prioritaria la politica industriale del Paese, si deve decidere una volta per tutte quali debbano essere i settori strategici sui quali il Paese deve investire, e  si debbono nominare gruppi dirigenti capaci e competenti, che non abbiano solo nei loro cv l’appartenenza a questo o a quel partito. Allo stesso modo, va detto nella maniera più decisa che Finmeccanica è una risorsa vitale del Paese e nessuno deve sognare di raccoglierne i singoli pezzi, ad esempio in terra tedesca. La Siemens deve scordarsi ad esempio di poter comprare Ansaldo Energia e di farla diventare il proprio service industriale, allo stesso modo qualche azienda tedesca e francese nel settore aerospaziale non  deve pensare di poter entrare senza colpo ferire nei mercati internazionali che questa vicenda potrebbe aprirgli.

QUESTIONE LAVORO E POLITICHE INDUSTRIALI – Non solo la destra deve poter alzare il vessillo dell’orgoglio nazionale e la sinistra, se vuole governare davvero questo Paese, deve far capire a tutti che la questione lavoro e politiche industriali è il vero tema su cui si valuterà l’operato del governo, e dovremmo essere capaci con le nostre scelte di far capire agli italiani, che siamo in grado, come sinistra riformista, pur in una situazione di estrema difficoltà, non solo di difendere il nostro apparato industriale, ma anche di tutelarne l’immagine internazionale.

Marco Andreini

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