lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

G20 di Mosca: molti buoni propositi, ma nessuna reale soluzione
Pubblicato il 19-02-2013


Mosca-G20Si è concluso a Mosca l’incontro dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali dei Paesi del G20, un consesso che porta intorno ad un unico tavolo economie mature ed economie emergenti, con l’obiettivo di confrontarsi e coordinarsi sulle grandi questioni economiche globali. Molte le tematiche discusse, dai tassi di cambio agli stimoli alla crescita, dal consolidamento fiscale alle nuove regole per la finanza. Vediamole nel dettaglio.

TASSI DI CAMBIO A VALORI DI MERCATOPur non facendo alcun espresso riferimento alle recenti svalutazioni competitive di Stati Uniti e Giappone, il gruppo del G20 ha richiamato il principio che i tassi di cambio devono essere determinati dagli scambi commerciali e riflettere i fondamentali delle sottostanti economie. Allo stesso tempo i cambi devono essere sufficientemente flessibili da agire quali strumenti di riequilibrio fra le diverse economie. I Paesi del G20 dovranno dunque astenersi da politiche monetarie tali da dar luogo a svalutazioni competitive, resistendo ad ogni forma di protezionismo e mantenendo i mercati aperti ai flussi commerciali e di investimento.

STIMOLARE GLI INVESTIMENTI PER LA CRESCITA – Nonostante i timidi progressi registrati negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone e nonostante la resilienza della Cina, l’economia mondiale resta debole, con livelli di disoccupazione inaccettabili in molti Paesi. I finanziamenti a lungo termine sono fondamentali per realizzare gli investimenti necessari a produrre crescita e posti di lavoro, quali ad esempio possono essere nuove infrastrutture. Occorre dunque attivare tutte le possibili fonti di finanziamento, anche quelle private, per realizzare questo tipo di investimenti. In tal senso è stato dato mandato alla Banca Mondiale e alle altre banche multilaterali, di attivarsi per catalizzare le maggiori risorse finanziarie possibili, anche ricorrendo più frequentemente a forme di partenariato pubblico privato. Inoltre, è stato posto l’accento sulla necessità di sviluppare nei Paesi emergenti i mercati finanziari domestici, soprattutto al fine di reperire sviluppare le emissioni obbligazionarie quale strumento per reperire risorse dai fondi pensione.

PROSEGUIRE NEL CONSOLIDAMENTO FISCALE – Le economie avanzate del G20 si impegnano dal canto loro a porre in essere strategie di consolidamento fiscale credibili, con l’obiettivo di aumentare la sostenibilità dei debiti sovrani e ridurre la volatilità sui mercati finanziari. Le politiche monetarie saranno finalizzate a mantenere stabili i prezzi e, dove consentito, a supportare la crescita.

ATTUARE UNA NUOVA GOVERNANCE ECONOMICA – E’ stata ricordata la necessità di riformare il Fondo Monetario Internazionale. Secondo i Paesi emergenti, la distribuzione delle quote del Fondo, e quindi la governance dello stesso, dovrebbe riflettere meglio il loro maggior peso nell’economia globale, conquistato negli ultimi anni grazie a forti dinamiche di crescita dei PIL, a fronte della recessione delle economie mature.

PIU’ REGOLE PER LA FINANZA GLOBALE – Il Financial Stability Board vede crescere il suo ruolo, diventando una vera e proria entità giuridica. Questa nuova configurazione dovrebbe consentire più autonomia ed una maggiore capacità di coordinamento delle nuove regole della finanza globale. Nuove regole che però stentano a decollare: si va da uno standard mondiale per la contabilità e i bilanci delle imprese, ad una maggiore comparabilità degli attivi delle banche. Dalla necessità di implementare al più presto a livello globale le nuove regole del credito, che vanno sotto il nome di Basilea III, alla necessità di regolamentare gli scambi di strumenti derivati che avvengono al di fuori dei mercati regolamentati. Dalla necessità di trovare una soluzione al problema delle banche troppo grandi per fallire, alla necessità di ridimensionare il ruolo delle agenzie di rating, sui cui giudizi le banche dovranno in futuro far sempre meno affidamento.

Nonostante i numerosi temi trattati, il principale merito del G20 resta al momento quello di riunire gli esponenti delle principali economie del mondo ed identificare i temi di rilevanza comune. Come era lecito aspettarsi, data anche la diversità dei Paesi in gioco, il G20 non riesce ad andare al di là di vaghi e generici propositi e per il momento non trova una sintesi condivisa ed una proposta efficace per superare la crisi.

Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. Queste istituzioni internazionali, come il G 20, o riescono a dotarsi di strumenti che permettano di prendere decisioni concrete e tangibili o appaiono insignificanti. Per quanto anche solo individuare i problemi rilevanti dell’economia mondiale è di per sè importante. Ma non basta.

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