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Opinioni e commenti
 

Grillo “mattatore” nel seggio elettorale di Napolitano
Pubblicato il 25-02-2013


Instant Poll-Borriello

Nel seggio di via Panisperna, quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è Grillo a farla da padrone. Nella fredda mattinata di un lunedì romano, gli ultimi ritardatari si affrettano a raggiungere le urne per esprimere il proprio voto. Dalle 12,30 alle 14 gli storici corridoi della scuola “Margherita di Savoia” vengono percorsi da una sessantina di persone. Molte di queste hanno quasi timore a parlare con i cronisti, ma quelle che accettano di farlo ci tengono a sottolineare la loro delusione per la politica e che se anche questa volta hanno votato è stato solo per senso civico.

CON LA SINISTRA PER USCIRE DALLA CRISI – Uno dei pochi intervistati che ha ammesso di essersi recato al seggio per “profonda convinzione” è Paolo, studente di 20 anni, elettore di Pierluigi Bersani: “Dopo vent’anni di berlusconismo bisogna dare la possibilità alla sinistra di farci uscire dalla crisi”. Con il libro di Diritto Civile sotto il braccio si allontana con l’auspicio che “quando avrò finito di studiare, dal web arrivi la notizia che il centrosinistra ha vinto le elezioni, perché è l’unica soluzione possibile per l’Italia”. Grande speranza nella vittoria la esprime anche Carmela, 28 anni. Ma lei ha votato Movimento 5 Stelle: “Sì, ma Zingaretti alla Regione, perché mi piace e perché volevo evitare che salisse ancora la destra”, ci tiene a specificare. “Alla Camera e al Senato, invece, ho voluto dare la possibilità a chi non l’ha mai avuta, di rappresentarmi nelle istituzioni. Inoltre vorrei dare un segnale forte ai partiti ventennali che, però, non hanno fatto granché”.

MICHEL MARTONE SI TRINCERA DIETRO UN NO COMMENT –  Nel cuore della Capitale c’è anche un elettore “orgoglioso” di Berlusconi. È Claudio, impiegato 36enne, che ha votato Pdl “e non me ne vergogno”. “Ho espresso il mio voto per il Cavaliere perché sono convinto che ci farà stare meglio. Speriamo proprio che vinca Silvio”. Tra chi preferisce non dire il proprio orientamento politico e chi fugge senza rilasciare alcuna dichiarazione, dal seggio di via Panisperna esce anche qualche volto noto, come quello del vice ministro al Welfare, Michel Martone, che si trincera dietro il più classico dei “no comment” prima di allontanarsi a gambe levate per evitare di cadere nella tentazione di rilasciare dichiarazioni. Ma a differenza di Martone, tra i cittadini c’è anche chi ha voglia di parlare. Di dire la propria. È il caso di Angelo, impiegato di 34 anni che ha dato la propria preferenza al M5S. “Il mio è un voto per il cambiamento. Perché questa politica non mi piace e credo che un movimento sia necessario per cambiarla e per cambiare la qualità sociale del nostro Paese. Anzi, la mia speranza è che una vittoria di Grillo porterà una buona educazione civica in Italia”.

CHI SPERA IN UNA RIVOLUZIONE – Gli fa eco Paolo, 33 anni, che si definisce “una delle tante partite Iva italiane”. Col sorriso sulle labbra ammette volentieri di aver votato per Grillo perché, spiega, “spero in una rivoluzione. Civile, sia chiaro, ma rivoluzione”. Lascia intendere che la sua scelta è stata ponderata, anche per garantire un futuro ai suoi figli, il primo di due anni e mezzo e il secondo in arrivo. “Sono una gioia immensa, ed è per loro che prendo ogni decisione. Speriamo che questa sia giusta”.

Dario Borriello

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