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Opinioni e commenti
 

I cittadini ai seggi: votiamo perchè vogliamo un governo stabile
Pubblicato il 25-02-2013


Elezioni 2013-seggiSotto un cielo grigio, in una giornata dal freddo pungente, i cittadini della Capitale si recano ai seggi. Roma, piazza del Collegio Romano, proprio dietro palazzo Grazioli, la tana del Cavaliere: il liceo Visconti, storico istituto della borghesia capitolina, ospita le sezioni 1702-4-5-6 e 2107. Una giovane donna magra con un volto elegante si avvicina all’entrata: «non ho neanche le idee chiare, non so chi voterò». Il suo volto sorridente rappresenta uno dei volti del Paese, forse proprio quello su cu si giocherà il destino dell’Italia. Quegli indecisi che sceglieranno all’ultimo, diventando l’ago della bilancia del futuro del Belpaese.

LA PAURA DELL’INSTABILITA’ – Perché una cosa emerge chiaramente dal Collegio Romano: l’Italia ha paura dell’instabilità. Forse per questo molti sfidano il freddo per recarsi alle urne. Come Beatrice e Raffaele, giovane coppia, lei 35 anni e lui alla soglia dei 40: escono dal seggio, Raffaele ha in braccio un bimbo di un anno e mezzo, loro figlio. «Sono preoccupato, non mi aspetto grandi cose. Il vero problema è la legge elettorale che alcuni partiti hanno cercato di mitigare con le primarie». Dopo pochi minuti una signora anziana scende le scale a fatica, reggendosi su una stampella: «certo che ho votato, mi aspetto che prevalga un po’ di buon senso». Ha 81 anni e non vuole dire il suo nome. «Dopo aver finito la pensione ho dovuto chiedere aiuto per pagare l’Imu. Ho vissuto la guerra, patito la fame e dopo tanti sacrifici ci ritroviamo all’elemosina, è una vergogna. Questi ultimi mesi ci hanno messo KO. Io ho una figlia e due nipotini, suo marito non lavora, vivono anche grazie alla mia pensione».

RIDARE DIGNITA’ AL PAESE – Dopo di lei una madre e due figlie giovanissime al primo voto si fermano sulle scale del Collegio: mentre le figlie chiacchierano con delle amiche mentre commentando foto scattate con i loro iphone, la signora Claudia si dice preoccupata della governabilità: «spero che il nuovo governo riesca a dare ai cittadini un Paese più decente, in linea con quanto si era iniziato a fare in questi mesi, ma mi preoccupa molto una eventuale situazione di ingovernabilità». Le fa eco un giovane vestito alla moda che entra nel seggio con il suo cagnolino al guinzaglio e un grande cappello a falde a riparargli la testa dalla pioggerellina: «chissà quanto durerà questo governo, voterò con la paura che non duri molto».

LA SPERANZA DEGLI ITALIANI – Stessa opinione per Giorgio, che, appena uscito dalla sezione, mentre mette a posto il documento nel portafoglio dice: «spero che lunedì sera non sia una casino, con una situazione difficile da gestire e un governo che ha davanti a sé pochi mesi di vita». Son paure che gli elettori vogliono esorcizzare, forse per questo i romani sfidano il freddo e la giornata uggiosa per andare in massa ai seggi. La speranza di Giorgio è la stessa di milioni di italiani.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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