domenica, 24 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

IL CENTROSINISTRA STRAPPA UNA MAGGIORANZA RISICATA SOLO ALLA CAMERA, MA IL PDL NON CI STA. CAOS AL SENATO
Pubblicato il 26-02-2013


Elezioni-risultati

Boom di Grillo, centrosinistra avanti nelle percentuali e con in mano la golden share del premio di maggioranza a Montecitorio, anche se al fotofinish, Bersani che rivendica una vittoria alla Camera seppur risicata e il centrodestra che con il segretario Pdl contesta il risultato e si appella alla Cancellieri: i dati del Viminale, rivendica Alfano, sono “solo ufficiosi” e visto “lo scarto irrisorio” invita il ministro a non ufficializzare i risultati. Molti si dicono vincitori di queste elezioni ma il primo partito è quasi ovunque il Movimento Cinque Stelle che ha terremotato il quadro politico. E il dato centrale e’ che nessuna coalizione ha al Senato i numeri per governare da sola. Sul fronte Palazzo Madama infatti il centrosinistra conquista il premio di maggioranza in 11 regioni; il centrodestra in 7. In Molise c’e’ il pareggio. Il seggio della Valle d’Aosta e’ andato alla lista Vallee d’Aoste. Il centrosinistra vince in Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Basilicata, Sardegna. Il centrodestra vince in Lombardia, Veneto, Abruzzo, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia. Anche Grillo e Monti hanno conquistato seggi.

TESTA A TESTA ALLA CAMERA – I dati ufficiali affluiti finora al Viminale da 61.368 sessioni scrutinate sulle 61.446 totali pari al 98% danno il leader della coalizione di centrosinistra al 29,55% e il capo della coalizione di centrodestra al 29,18%. Beppe Grillo con il Movimento 5 Stelle e’ al 25,54% e la coalizione centrista guidata da Mario Monti al 10,56% mentre la Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia con il 2,24% e’ esclusa dalla Camera. Per quanto riguarda il risultato finora conseguito dai singoli partiti, la prima formazione politica e’ M5S con il 25,54% mentre il Pd ottiene finora il 25,41% e il Pdl il 21,56%. Seguono nell’ordine Scelta Civica di Monti con 8,30, Lega Nord con 4,09, Sel con 3,20, Fratelli d’Italia con 1,95 e Udc con 1,78% mentre non superano la soglia di sbarramento La Destra di Storace con 0,64 e il Fli di Fini con lo 0,46%.

L’ANASI AMARA DI BERSANI – La coalizione di Pierluigi Bersani ha la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera. Quando restano da scrutinare solo 134 sezioni, il vantaggio della coalizione di Bersani e’ incolmabile (124.899 voti sul centrodestra). Il segretario dei democratici: “Il centrosinistra ha vinto alla Camera e per numero di voti anche al Senato. E’ evidente a tutti che si apre una situazione delicatissima per il paese. Gestiremo le responsabilita’ che queste elezioni ci hanno dato nell’interesse dell’Italia”. Pier Luigi Bersani dopo una intera giornata di silenzio interviene e avverte: ‘gestiremo il risultato nell’interesse dell’Italia’. Il segretario del Pd mette quindi un paletto sul ruolo dei democrats detentori, insieme ai Psi di Nencini e Sel, della maggioranza assoluta a Montecitorio. Un concetto ripreso, sia pure con diverse sfumature, dal partito di Nichi Vendola che, insieme al Pd, fa una netta apertura a Beppe Grillo, portando ad ipotizzare scenari di governo totalmente inediti. Un risultato inferiore alle attese per il Pd ma soprattutto un exploit, solo in parte previsto, di Beppe Grillo e un recupero oltre le aspettative di Silvio Berlusconi. E’ un’analisi amara per Pier Luigi Bersani che sperava di ‘smacchiare il giaguaro’ ed invece ora si trovera’ a dover discutere proprio con il Cavaliere per uscire dal cul de sac dell’esito elettorale.

NENCINI, DESIDERIO CAMBIAMENTO SARA’ INGOVERNABILITA – “C’e’ la conferma del desiderio di un forte cambiamento, ma questo generera’ ingovernabilita”. E’ il commento di Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, ai dati parziali dei risultati delle elezioni politiche. ‘Da socialisti dovremmo gioire: noi torniamo in Parlamento, Di Pietro e’ fuori- continua. Da italiani siamo preoccupati. C’era bisogno di stabilita’, gli italiani hanno scelto ingovernabilita”, conclude.

DI LELLO “DARE RISPOSTE ALLA PIAZZA DI GRILLO” – “Non si possono eludere le domande che arrivano dalla piazza di Grillo se non vogliamo ritrovarci a combattere contro una nuova forma di demagogia populista”. E’ il commento di Marco Di Lello, coordinatore della segreteria del Psi. “Dobbiamo dare – prosegue – delle risposte serie e credibili anche a quegli elettori che hanno votato Cinque Stelle. Questo non vuol dire prendere per buone tutte le proposte di Grillo, ma discuterle si’, e quando e’ giusto anche condividerle e portarle avanti. Se saremo maggioranza terremo conto di quanto chiedono gli elettori del movimento, altrimenti si dovra’ tornare al voto e domandare nuovamente la fiducia agli elettori”.

GRILLO COL BOTTO – Il risultato piu’ eclatante e’ certamente quello di Beppe Grillo. Gli elettori hanno premiato il movimento cinque stelle che registra un boom che va oltre ogni aspettativa. L’M5S e’ primo alla Camera ballando attorno al 25% con un infinitesimale vantaggio rispetto al Pd (dati ancora parziali del Viminale). Il centrosinistra arrivera’ al premio di maggioranza alla Camera solo grazie all’alleanza con Vendola, che gli porta un altro 3,2 e ritorna in parlamento dopo l’assenza di una legislatura. Sia il Pd che Sel cominciano a mettere i loro paletti avvertendo che la prima mossa deve spettare a chi ottiene il premio di maggioranza alla Camera. Berlusconi, va detto, e’ autore di una netta rimonta; partito da sondaggi che due mesi fa assegnavano al Pdl percentuali inferiori al 20%, oggi grazie alla campagna elettorale giocata su temi caldi come la restituzione dell’Imu, al Senato e’ sopra il 21 e con la Lega e gli altri alleati si avvicina al 30% strappando al Pd i premi di maggioranza in Lombardia, Campania e Sicilia e Veneto, impedendo cosi’ a Bersani di vincere a Palazzo Madama. Il suo alleato leghista sconta l’attivismo del Cav fermandosi sotto il 4 per cento.

MONTI AMARI – Le urne hanno un sapore amaro per Mario Monti, che non raggiunge il 10 per cento alla Camera: i suoi alleati centristi Udc e Fli escono con le ossa rotte dalla prova elettorale. Fini restera’ fuori dal Parlamento mentre Casini, che ammette la sconfitta, dovrebbe invece farcela al Senato. Con questo risultato (appena migliore al Senato) il progetto centrista non puo’ nemmeno giocare il ruolo di ago della bilancia: i voti del professore non danno la maggioranza ne’ al centrosinistra ne’ al centrodestra. Fallimentare l’esperimento di Rivoluzione Civile: la lista messa insieme da Antonio Ingroia non raggiunge il quorum, e l’insuccesso trascina fuori dal Parlamento anche Antonio Di Pietro. Con questi risultati l’incertezza sul nuovo governo e’ totale. Dal Pd, dopo la doccia fredda che ha gelato le speranze di Bersani alimentate dai primi instant poll, sono immediatamente arrivate una serie di precisazioni per escludere la possibilita’ delle larghe intese e di ‘inciuci’ con il pdl.

MAL DI PANCIA DEMOCRATICI – Per Stefano Fassina l’unica strada da percorrere e’ quella che porta a nuove elezioni dopo l’approvazione di una nuova legge elettorale. Enrico Letta in un primo momento si era pronunciato per il ritorno alle urne, poi si e’ corretto. Ma nel Pd c’e’ anche chi pensa che sarebbe il caso di avviare un dialogo con il Movimento cinque stelle. Nel Partito democratico sotto choc per una vittoria sfuggita sul filo di lana, tace Matteo Renzi, lo sfidante di Bersani alle primarie: sono in molti oggi a pensare che con lui alla guida del centrosinistra il risultato sarebbe stato diverso. Il Pdl non sembra disposto ad avallare la richiesta di nuove elezioni : un’idea ‘irresponsabile’ sostiene il Fabrizio Cicchitto. Angelino Alfano rinvia il momento delle proposte a dopo lo spoglio completo della Camera e intanto parla del ‘risultato straordinario’ ottenuto da Berlusconi contro tutte le aspettative.

GRILLO RIDENS – A ridersela sotto i baffi e’ Beppe Grillo. Il leader delle cinque stelle, che ha spettato i risultati elettorali nel suo orto, si gode il successo e festeggia l’exploit con un tweet: ‘L’onesta’ andra’ di moda’. Niente altro. E avverte, comunque niente ‘inciuci’. Tutti gli occhi sono puntati sulle decine di suoi deputati che sbarcheranno a Montecitorio, per capire come si muoveranno. Rabbiosa, invece, l’amarezza di Ingroia che ha accusato Bersani di aver ‘consegnato il paese alla destra’ rifiutando ogni accordo con Rivoluzione Civile.

Lucio Filipponio

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Il risultato delle elezioni, conferma una mia convinzione maturata in un trentennio di attività politica-sindacale, della difficoltà, in particolare con il ridimensionamento dei partiti che nonostante i difetti della natura umana, erano e possono essere tuttora, il supporto alla conoscenza dei problemi del paese. Coniugare il voto alla protesta e non al governo del paese, segna il profondo declino dell’ITALIA

  2. Con Renzi avremo avuto una nazione deberlusconizzata e soprattutto governata dalla Sinistra. Invece…

    Complimenti a chi ha votato Bersani alle primarie!
    Si stancherà mai la sinistra di commettere sempre gli stessi errori?

Lascia un commento