martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La Corte dei Conti lancia l’allarme sulla corruzione in Italia e definisce «fuori linea» la pressione fiscale
Pubblicato il 06-02-2013


Giampaolino-Corte dei ContiIn Italia il fenomeno della corruzione ha assunto una «natura sistemica» che «oltre al prestigio, all’imparzialità e al buon andamento della pubblica amministrazione pregiudica l’economia della nazione». A lanciare il monito è stato il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Sul fronte della pressione fiscale, Giampaolino ha avvisato sugli «effetti recessivi» legati all’aumento del prelievo tributario. Queste sue parole devono valere anche per chi verrà dopo l’esecutivo dimissionario di Mario Monti. Il numero uno della Corte dei Conti ha infatti ricordato che il compito che spetta al nuovo Parlamento e al nuovo governo è quello di «esplorare le azioni in grado di generare una più equilibrata composizione di entrate e spese», pur sempre restando «sul sentiero di risanamento che conduce al pareggio di bilancio».

PRESSIONE FISCALE FUORI LINEA – Sulla pressione fiscale Giampaolino ha dichiarato che: «I margini limitati di riqualificazione della spesa pubblica hanno reso necessario un ricorso ad aumenti del prelievo tributario, forzando una pressione fiscale già fuori linea nel confronto europeo e favorendo le condizioni per ulteriori effetti recessivi».

IL PG, LA CORRUZIONE È UNA PIAGA – Sul tema della corruzione è intervenuto anche il procuratore generale, Salvatore Nottola che l’ha definita una «piaga che si annida in tutte le pieghe della pubblica amministrazione». Il modo in cui si insinua è così profondo che non è facile stabilire «a quanto ammonta e fin dove si spinge». La corruzione è un fenomeno che tende ad annidarsi soprattutto «nelle aree di coesistenza di capitali pubblici e privati che gestiscono i servizi pubblici» ha spiegato il Procuratore generale.

AZIENDE LOCALI 34 MILIARDI DI DEBITO – Nottola ha poi aggiunto che sono «5.000 gli organismi costituiti e partecipati dagli enti locali e il loro indebitamento è valutato in oltre 34 miliardi di euro». Inoltre, secondo il Pg «la gestione degli enti partecipati spesso sfugge al controllo dell’ente, e comunque sullo stesso gravano le conseguenze dannose di una gestione disavveduta o di comportamenti illeciti, a volte anche delittuosi».

IL CONDONO HA RAGIONI FONDATE – Alla domanda sulla proposta di Silvio Berlusconi di attuare il condono fiscale, Nottola ha precisato di non voler entrare nel dibattito politico, ma ha rilevato che l’iniziativa ha le sue ragioni: «Deflazionare il contenzioso e realizzare introiti in tempi rapidi. Si tratta di motivazioni intuitive e fondate».

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