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Opinioni e commenti
 

L’Italia riparte dai saperi: Nencini e Bucci incontrano gli esperti del settore cultura
Pubblicato il 12-02-2013


Bucci-Nencini-Italia-riparte-dai-saperi“L’Italia riparte dai saperi, la cultura come volano di sviluppo socio-economico e innovazione tecnologica”: questo il titolo del convegno organizzato a Roma dal Partito Socialista italiano. Moderata dal direttore dell’Avanti! Giampiero Marrazzo, l’iniziativa ha visto la partecipazione del segretario Riccardo Nencini, del candidato socialista Claudio Bucci, produttore cinematografico e relatore della legge a sostegno del settore audiovisivo nella regione Lazio, oltre che di ospiti di punta come il maestro Maurizio Scaparro, del regista Renzo Rosselini, di Pietro Innocenzi, membro dell’assemblea dell’Anica, del produttore Alessandro Verdecchi, dell’atleta e docente universitario Daniele Masala, del presidente della Uil, unione teatrale scrittori e artisti, Natale Antonio Rossi e di Paolo Santilli coreografo del Balletto di Roma. I rappresentanti di vari settori della cultura sono intervenuti per rivolgere le loro petizioni al segretario Psi come futuro membro del probabile governo di centrosinistra.

CLAUDIO BUCCI – Claudio Bucci, come relatore della legge “interventi a sostegno del settore audiovisivo” ha ricordato l’importanza dell’industria culturale come risorsa strategica della regione Lazio. Il settore dell’audiovisivo e del cinema rappresentano un perno centrale che contribuisce al 5,4% del Pil regionale. Il candidato Psi ha ricordato come, in questa campagna elettorale, la parola cultura sia pericolosamente assente dal dibattito politico. Una realtà triste da accettare per un Paese che, ha ricordato Bucci, ospita l’85% del patrimonio artistico e culturale mondiale. Proprio quella cultura che rappresenta il volano dell’innovazione e della ripresa, insieme con il turismo, e sulla quale, Bucci denuncia una mancata definizione di politiche di accesso al credito e di riduzione fiscale.

LE PETIZIONI – Il primo degli ospiti ad intervenire è stato il maestro Scaparro che si è definito «un socialista antico e moderno». In quest’ottica, il regista e critico teatrale si è rammaricato di come il sogno dell’Europa della cultura si sia tramutato nell’incubo di un’Europa delle banche. Un modello al quale i socialisti hanno il dovere di opporsi rilanciando il binomio giovani-cultura che Scaparro ricorda essere sinonimo di lavoro e sviluppo. Il maestro ha concluso il suo intervento con la citazione di una massima del poeta spagnolo Garcia Lorca perseguitato e ucciso dai fascisti del generale Franco: «La cultura costa, ma l’incultura costa molto di piu’». Daniele Masala ha ricordato l’importanza dello sport come parte del processo culturale di una società, sottolineando il ruolo svolto nella storia dalle olimpiadi come veicolo di dialogo e sinonimo del rispetto per le regole. Renzo Rossellini ha parlato del sapere e della conoscenza che la cultura genera come elementi essenziali per la costruzione di cittadinanza attiva basata sulla capacità di scegliere. Il ballerino Paolo Santilli ha descritto, invece, il settore della danza come una realtà «in fin di vita». Infine, Alessandro Verdecchi  ha chiesto a Nencini un impegno per contrastare l’invasione culturale del cinema nordamericano che, controllando la distribuzione, strangola il cinema indipendente italiano e la sua ricchezza culturale.

NENCINI, L’ITALIA HA BISOGNO DI UN NUOVO RINASCIMENTO CULTURALE – Il segretario Nencini non ha dubbi: è la conoscenza a fare la differenza e a dettare il solco del progresso. Ricorda il segretario Psi che la vera risorsa della civiltà fiorentina non furono ne’ le miniere, ne’ il mare, ne’ l’impero ma le sue migliaia di bambini in grado di leggere, scrivere e contare. Per far risollevare l’Italia, il piano culturale diviene dunque un punto centrale sul quale puntare. Ma, ricorda Nencini, in un momento così difficile, dove i bilanci sono ridotti all’osso e le risorse a disposizione destinate ai servizi essenziali, è necessario aprire agli investimenti privati per iniettare, da subito, una svolta alla quale poi affiancare interventi legislativi di piu’ ampio respiro, tra i quali necessario, per Nencini, è la ristrutturazione delle funzioni del ministero della Cultura come veicolo per rilanciare la cultura italiana nella sua contemporaneità.

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Commenti all'articolo
  1. L’intervento del compagno Nencini è troppo vago e per nulla esustivo le problematiche che riguardano il settore dei beni culturali,dello spettacolo dal vivo,dello spettacolo registrato.Se anche noi diamo risposte da aria fritta è difficile che la nostra azione politica in ambito culturale e in senso più ampio possa avere un riscontro e credibilità.Lelio Lagorio che a Riccardo qualcosa dovrebbe dire,aveva creato il FUS con un meccanismo che se fosse stato rispettato lo spettacolo italiano non sarebbe con la canna del gas.Questa è l’attuale realtà senza dimenticare l’abbandono del sistema dei beni culturali.
    Il patrimonio culturale italiano, dal colosseo al melodramma, al circo, alla commedia goldoniana ,è un patrimonio di valenza universale e di grande valore economico .Una seria pianificazione fatta con idee concrete e coraggio può rivitalizzare l’economia ,creare occupazione e rendere meno ignorante questo Paese ad incominciare dalla cosidetta classe dirigente.

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