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Opinioni e commenti
 

Ludopatie, Bucci (Psi) e Touadì (Pd): la legge va riformata al più presto
Pubblicato il 16-02-2013


Ludopatie-Bucci-TouadìOttocentomila sono le persone censite in Italia già colpite da ludopatia, una patologia derivante dalla distorsione dell’approccio al gioco. Sono le conseguenze della legalizzazione, avvenuta circa dieci anni fa sul piano normativo, di alcune forme di gioco d’azzardo, come i gratta e vinci e le slot machine. Regolamentare un’istintuale propensione umana al gioco, sostengono i concessionari, ha avuto la capacità di togliere circa 80 milioni di euro di introiti alla criminalità organizzata (nelle cui mani, però, ne rimangono ancora circa 10). Ma qualcosa nella legge va sicuramente rivista per contrastare le derive di un accesso al gioco compulsivo che si sta trasformando in piaga sociale, responsabile di molte tragedie famigliari.

L’esistenza di una vera e propria patologia è stata riconosciuta anche dallo Stato italiano inserendola, attraverso il decreto Balduzzi, nei livelli di assistenza sanitaria (Lea). Se questo è un fatto positivo, di contro va preso atto che significa aver gravato di ulteriori costi sociali le nostre casse pubbliche. Tra l’altro, pur a fronte di un gettito fiscale generato dai giochi stimato in circa 9 miliardi, nessuna entrata è destinata agli enti locali che erogano i servizi di assistenza garantita. “Le maggiori responsabilità dell’attuale legge – ha dichiarato Claudio Bucci, candidato al Senato per il Psi, da sempre impegnato nel contrasto alle ludopatie – è aver concesso la possibilità dei prestiti all’interno delle sale da gioco, che possono facilmente scantonare in usura; l’aver permesso la distribuzione di gratta vinci in luoghi di troppo facile accesso, come gli sportelli postali e i supermercati, creando un sistema sicuramente incentivante; infine, permesso la pubblicità accattivante e ingannevole, anche in fasce d’ascolto di punta, attraverso testimonial sportivi di successo, che invece rappresentano la parte sana del gioco”.

Le fasce sociali più esposte sono gli anziani, i disoccupati o le persone a basso reddito che ripongono nel gioco le speranze di un riscatto sociale e gli adolescenti, attratti fortemente dal poker on line, purtroppo di appalto di provider internazionali, che più facilmente eludono i nostri controlli. Per questo “Primo Consumo” ha aperto, unica tra l’associazione dei consumatori in Italia,  il centro d’ascolto “Game Over”, gestito da psicoterapeuti specializzati in questa nuova patologia. “E’ importante conoscere a fondo e far conoscere il problema – ha sottolineato l’avvocato Marco Polizzi, presidente dell’associazione dei consumatori “Primo Consumo” – e attraverso l’esperienza formativa del nostro centro di accoglienza possiamo essere di molto aiuto alla sanità pubblica, nel suggerire approcci e soluzioni alle ludopatie. Sarebbe auspicabile che anche nelle sale da gioco fossero presenti degli specialisti, in grado di individuare immediatamente le distorsioni nei comportamenti dei giocatori”.

Anche in Parlamento sono stati fatti diversi tentativi per affrontare fattivamente il problema presentando nelle commissioni parlamentari un testo unico di legge, mai arrivato in Aula. Tra gli onorevoli che si sono particolarmente distinti nella battaglia anche Jean Leonard Touadì, candidato del Pd alla Regione Lazio. “Mi sono reso conto che in questa legislatura – ha dichiarato Touadì – il problema non è sempre stato considerato nella sua giusta dimensione. Vengono, soprattutto, sottovalutate le conseguenze che si generano a catena, a ricasco d’interi nuclei familiari. Credo sia prioritario, innanzitutto, adottare una profonda e capillare azione di prevenzione; in secondo luogo, occorrerebbe rendere maggiormente organico lo stesso decreto Balduzzi e più efficace la regolamentazione della commercializzazione, che allo stato attuale appare piuttosto anarchica”.

Cristina Calzecchi-Onesti

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Commenti all'articolo
  1. Il gioco era gestito dalla criminalità e la soluzione é stata quella di liberalizzare il gioco d’azzardo. Davvero é stata la giusta soluzione? Una cosa é certa: il numero di giocatori é aumentato in modo esponenziale creando problemi. É la tassa sui poveri! Con i giochi elettronici poi la truffa é diventata cosa più certa che possibile. Necessario fare marcia indietro.

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