martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Muos, una storia lunga più di vent’anni
Pubblicato il 01-02-2013


Muos-Go out

Mobile User Objective System. “Muos”, quattro lettere e una lunga storia. Si era parlato molto negli ultimi anni della perdita di centralità del Mediterraneo dopo la fine della Guerra Fredda. E, invece, sembra proprio che il “Mare Nostrum” continui a rappresentare uno snodo di importanza strategica fondamentale per il sistema della Difesa degli Stati Uniti e dei loro alleati.  Tutta la vicenda comincia proprio dopo la fine della Guerra Fredda: più di vent’anni fa, infatti, la Marina militare Usa aveva scelto il paesino di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, per installare un nodo del suo sistema di comunicazione Nrtf.

NISCEMI – Niscemi è un paese di 26 mila abitanti, che ospita una riserva naturale denominata la “Sughereta”. Proprio la riserva accoglie, al suo interno, una stazione radio della Marina militare Usa che ha installato il Nrtf (Naval Radio Transmitter Facility), sistema integrato da 41 antenne per le comunicazioni tra unità navali di superficie e subacquee. Si tratta di una delle più grandi centrali di telecomunicazioni della Marina Usa nel Mar Mediterraneo che collega virtualmente il Mediterraneo con l’Asia sud-occidentale, l’Oceano Indiano e l’Oceano Atlantico.

IL PROTOCOLLO DI LA RUSSA E LOMBARDO – Una presenza “ingombrante” per i cittadini niscemesi quella del Nrtf che, dal luglio del 2011, rischia di tramutarsi in un possibile incubo. È in quella data, infatti, che l’allora ministro della Difesa, Ignazio La Russa e l’ex governatore dell’Assemblea Regionale Siciliana, Raffaele Lombardo, firmano, a Roma, un protocollo d’intesa in cui Lombardo s’impegna a “concludere positivamente” l’iter di approvazione e il dirigente dell’assessorato regionale al territorio e ambiente, Giovanni Arnone, firma l’autorizzazione ambientale. È l’ultimo atto di una storia iniziata nel 2007, anno d’inizio dell’iter di autorizzazione del progetto Muos.

IL MUOS – Il  Muos è un sistema per le comunicazioni satellitari capace di integrare e coordinare il flusso di informazioni tra forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo. Il progetto finale, che vanta un budget di più di 2000 miliardi di dollari, prevede una “costellazione” composta da quattro satelliti operativi e uno di riserva in orbita intorno alla Terra. La data finale per la messa in opera è il 2013. Sono già 3 le “stazioni” terresti esistenti che dovranno raccogliere e ritrasmettere le comunicazioni grazie ad enormi antenne: in Australia, sulle isole Hawaii e in Virginia. L’unico sistema a non essere realizzato in una zona desertica, bensì dentro una riserva naturale, dunque, è proprio quello siciliano, che dovrebbe sorgere addirittura a pochi chilometri da un centro abitato.

L’ARPA SEGNALA PROBLEMI GIA’ NEL 2008 – I primi sospetti di incompatibilità ambientale, relativi all’enorme emissione di onde elettromagnetiche che la stazione determinerebbe, sorgono nel 2009, quando l’Arpa presenta una relazione definendo la valutazione del progetto Muos approvato dalle autorità come «incompleta e di scarsa attendibilità» e con una documentazione allegata «discordante, insufficiente e inadeguata». Dopo un mese e mezzo, sulla scia di questa relazione, l’amministrazione comunale decide di annullare l’autorizzazione rilasciata in precedenza.

LE PROTESTE DEI CITTADINI – Nonostante l’iter tormentato, i primi lavori partono nel 2009 quando vengono avviate le operazioni di movimentazione della terra e la costruzione delle piattaforme per l’installazione dell’infrastruttura tra le proteste dei cittadini. I sindaci delle zone colpite danno vita ad una conferenza permanente con l’intento di bloccare le operazioni. Intanto parte anche un’interrogazione all’Ars.

IL POLITECNICO DI TORINO BOCCIA IL PROGETTO – Il Comune di Niscemi si era rivolto a due tecnici del Politecnico di Torino perché redigessero una relazione sui rischi associati alla realizzazione della stazione di telecomunicazione. Il documento, redatto da Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu, datato 4 novembre 2011 ha evidenziato gravi rischi per la popolazione e per l’ambiente, tali da impedirne la realizzazione in aree densamente popolate, come quella adiacente la cittadina di Niscemi. Nonostante questo, sono stati vani i ricorsi al Tar da parte del Comune.

CROCETTA INTIMA L’ALT – La vicenda giunge alla fine di gennaio del 2013 quando la Regione siciliana annuncia che, in ottemperanza ad una richiesta dei giorni precedenti, si sarebbe rivolta ai magistrati per chiedere l’applicazione della sospensione dei lavori del Muos. Ad annunciarlo è stato il presidente Rosario Crocetta «in considerazione del fatto che, nonostante la giunta abbia intimato alla Marina militare degli Stati Uniti di sospendere i lavori di istallazione del Muos, si registra che tali lavori proseguono in dispregio delle decisioni, assunte ex legis, dal governo regionale».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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