venerdì, 24 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

NELLA GIORNATA DI “ONE BILLION RISING”, LA TESTIMONIANZA DI CARME CHACON SUI DIRITTI DELLE DONNE
Pubblicato il 15-02-2013


1 Billion Rising

Nella giornata di San Valentino messa da parte la commerciale dose di amore, di cuori e rose, l’attenzione si è concentrata sull’iniziativa One Billion Rising (Un miliardo insorge) che ha raccolto l’adesione di partecipanti da 202 Paesi nel mondo, oltre a 5.000 associazioni, innumerevoli ONG e istituzioni, è ben definita dallo slogan “Un miliardo di donne stuprate sono un’atrocità, un miliardo di donne che ballano sono una rivoluzione”, un flash mob planetario, per dire no alla violenza sulle donne, quella che usando un termine troppo tecnico viene definita, violenza di genere. Mentre tutto il mondo era impegnato nel ballo, spinto dal motore di iniziative e associazioni locali di donne di ogni età ed estrazione culturali che si battono contro stupro, violenza domestica, femminicidio, mutilazione genitale, schiavitù sessuale, cultura della prevaricazione maschile, in Italia la notizia “di genere” è stata quella dell’allontanamento di Roberta Agnoletto, avvocato di professione e assessore allo Sport e all’Ambiente dalla giunta Cinque Stelle di Mira (Venezia).

AGNOLETTO-CHACON: DESTINI PARALLELI? – Si apprende dalla stessa Agnoletto «che mi vogliono sostituire a causa della gravidanza, dalla fine di marzo 2013». «Non la si sostituisce perché è incinta – dichiara la Presidenta del consiglio comunale Serena Giuliano – la motivazione è che è necessario rivedere le deleghe alla luce del carico di lavoro maggiore degli ultimi tempi e la Agnoletto è effettivamente poco presente». Una storia questa della sostituzione a causa della gravidanza e, quindi, dell’imminente parto e degli impegni materni conseguenti, che ha solleticato la memoria neanche troppo remota, di chi ancora ricorda un’altra donna incinta fortemente impegnata nel proprio ruolo istituzionale, Carme Chacòn all’epoca, nell’aprile 2008 al settimo mese di gravidanza era stata definita troppo giovane (37 anni), catalana (elemento che alcuni considerano ancora inconciliabile con la difesa degli interessi nazionali), in una parola, «inadatta» a dare ordini alle forze armate giurava davanti al Re di Spagna come ministra della Difesa del secondo governo socialista di José Luis Rodriguez Zapatero.

ASPETTARE UN FIGLIO NON INABILITA A PENSARE – Un parallelismo azzardato in una Italia dove il licenziamento causa gravidanza dovrebbe rientrare tra le nuove forme di esclusione delle donne, non confessate dai datori di lavoro. Se Carme Chacon deputata dal 2000, a 29 anni, vicepresidente del Congresso dei deputati nel 2004, ministro per la Casa nel 2007 col pancione, in veste di prima ministra della Difesa della storia di Spagna, aveva affrontato le visite alle truppe spagnole dispiegate in Afganistan, in Libano e nei Balcani con ginecologo e pediatra al seguito, la storia della Assessora di Mira ha provocato qualche imbarazzo, riconducibile alle parole dell’editorialista del Pais Soledad Gallego Diaz: «Aspettare un figlio non inabilita a pensare, leggere, parlare o prendere decisioni. Non offusca la capacità di comprensione né pregiudica l’intelligenza. Essere incinta non è una malattia.» Le donne spagnole stavano dalla parte della ministra. Il pancione di Carme Chacòn che passa in rassegna le truppe non era un ritorno a un passato, o a un presente precario, di diritti negati, ma una bel momento di «libera scelta» e un «segnale » per tutte le donne, sia pure, criticavano in pochi con un «po’ di ostentazione» o addirittura di «strumentalizzazione politica». «Libera scelta» era all’epoca della gravidanza della Chacòn e lo è ancora oggi la parola chiave che mette d’accordo tutte le donne, la libera scelta e la dignità di una persona che ha saputo conciliare il suo ruolo con l’essere donna, due diritti forse negati alla assessora di Mira e ancora a troppe donne.

Sara Pasquot

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento