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Opinioni e commenti
 

Domani si vota, adesso la parola agli elettori
Pubblicato il 23-02-2013


Bersani-Moretti-chiusura campagna

Siamo alle ultime battute. Tra poco scatterà il fatidico “les jeux sont faits et rien ne va plus”: la parola passerà agli elettori che eserciteranno la loro sovranità, nel segreto delle cabine elettorali. Ieri si è chiusa la campagna elettorale con le immagini di piazza San Giovanni occupata dal popolo a cinque stelle. Bersani ha parlato al teatro Ambra Jovinelli: moralità, lavoro, liberalizzazioni. «Civismo e lotta alla corruzione, cittadinanza ai figli degli immigrati e un piano di piccole opere: sistemiamo le scuole» ha detto il leader della coalizione di centrosinistra che vede i socialisti impegnati in prima fila. Berlusconi, ormai parodia di se stesso, ha scelto di non presentarsi a Napoli con la scusa di una congiuntivite. Ora è il momento del silenzio e della riflessione. Senza dubbio è stata una campagna strana quella che stiamo per lasciarci alle spalle: una campagna che promette di consegnare l’Italia alla “Terza repubblica”. Dopo gli anni di stallo del berlusconismo, una nuova era sembra far capolino, con i suoi pregi e difetti.

LA TERZA REPUBBLICA – Con l’incognita Grillo da un lato e il centro del Professore caratterizzato da un atteggiamento ondivago verso il centrosinistra, un Pdl guidato da Berlusconi che affonda nella sua stessa palude, e il “Patto per l’Italia Bene comune” a rappresentare una speranza di consegnare al Paese un futuro diverso, la campagna elettorale che stiamo vivendo e che volge al termine è, sicuramente, la prima della storia italiana ad essersi giocata anche sul web. Tra “twittate” e videochat, tra l’account Youtube aperto da Monti, al ragazzo che scopre online la truffa del curriculum “gonfiato” di Giannino costringendolo alle dimissioni, è un’Italia che scopre il web come veicolo di protagonismo e partecipazione. Partecipazione e nuove forme di democrazia. Lo ricordava dal palco di piazza del Plebiscito il segretario socialista Riccardo Nencini: la sinistra ha il dovere di dare vita a nuove forme di partecipazione. Erano in tanti, questa sera, in piazza San Giovanni; 800mila arringati da Grillo. Una fetta di popolazione rispetto alla quale, lo stesso Bersani ha affermato che bisognerà fare «scouting»: il compito del centrosinistra sarà quello di comprendere e di curare quella ferita lasciata dalla peggiore destra europea negli ultimi venti anni che ha prodotto il movimento a cinque stelle.

LA CACCIATA DEI GIORNALISTI – La nota più preoccupante della performance di Grillo è stata la “cacciata” della stampa, duramente criticata in maniera unanime dalla Fnsi e dal mondo del giornalismo. Già dal pomeriggio i giornalisti si erano visti negare la possibilità di accedere all’area palco, ad eccezione della troupe di Sky Tg24 e della stampa straniera. Durissima la reazione dell’ordine dei giornalisti: «Una vergogna. I giornalisti non hanno diritti speciali, ma doveri da onorare. Il primo, in quel contesto, è raccontare ai cittadini la piazza di San Giovanni e quel che vien detto. La selezione degli amici o presunti tali è un rito deteriore di quella politica che Grillo depreca a parole, ma pratica con le sue scelte», ha affermato il presidente dell’Ordine, Enzo Iacopino.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

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@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Mi ricorda molto una canzone di De Andrè, La Domenica delle Salme, dove,a proposito di giornalisti, Fabrizio cantava : (…)voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
    coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio
    voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
    per l’Amazzonia e per la pecunia
    nei palastilisti
    e dai padri Maristi
    voi avete voci potenti
    lingue allenate a battere il tamburo
    voi avevate voci potenti
    adatte per il vaffanculo (..)

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