lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Papa, le dimissioni del Pontefice attirano l’ironia dei social
Pubblicato il 12-02-2013


Dimissioni Papa-socialnetworkSe Internet è il mare magnum della democrazia, Facebook e Twitter ne sono la sua propaggine digitale ma soprattutto social. Se allora per i due più diffusi network la parola d’ordine è “condividere” informazioni personali e private, commenti e critiche d’ogni genere, non c’è notizia che tenga a freno l’ironia e il sarcasmo che troppo spesso sconfinano nel cattivo gusto. E’ il caso della storica decisione del Papa di lasciare il Pontificato. Su Twitter, il Papa e tutte le parole o espressioni collegate – come dimissioni; 28 febbraio, cioè la data in cui lascerà; padre Lombardi, il portavoce della Santa Sede – sono diventati trend mondiali in pochissimi secondi. I commenti alla notizia sono in tutte le lingue, gli utenti di tutto il mondo seguono in tempo reale le notizie, le commentano e postano aggiornamenti. In pochi secondi anche Facebook si popola di post con foto e commenti spot. La notizia fa inevitabilmente esplodere la Rete e non sono mancate frasi cariche di sorpresa, rammarico ma anche di ironia spiacevole, fine a se stessa, di pessimo gusto.

SU FACEBOOK E TWITTER SI SCATENA L’IRONIA – “Il Papa lascia il Pontificato e non c’è più religione”. “Il posto fisso è noioso. Così il Papa ha annunciato le sue dimissioni”. Ironia, un pizzico di sarcasmo e soprattutto tanto stupore. Anche il “popolo di Facebook” dice la sua sulle dimissioni di Papa Benedetto XVI e lo fa con post che hanno il sapore della politica: “La Riforma Fornero fa strage anche in Vaticano” o, ancora “Il Papa ci salva da qualche giorno di campagna elettorale. Lode a te”. Qualcuno azzarda anche a delle ipotesi: c’è chi scrive, infatti, che il Papa “si è dimesso perché su Twitter non se lo filava nessuno”. “Il Papa molla. Beato lui che può” scrive infine un altro amante del social network e sempre da Facebook qualcuno si chiede: “Ma quando un Papa si dimette che succede? Entra il primo dei non eletti?”. Ironici anche gli internauti di Twitter. C’è chi condivide online l’annuncio ufficiale, chi mette in rilievo il lato umano della decisione (‘L’ultima parola che mi viene in mente per definire uno che è ricoperto dall’oro – e lo sarà anche dopo le dimissioni – è UMILTA’, scrive @Ale_Tredici); chi quello storico (‘Un atto ultramoderno di un #papa tradizionalista, dice @fanreggi; ‘un esempio che molti dovrebbero seguire’, scrive invece @erapisardi).

ATTENZIONE A NON SBAGLIARE BERSAGLIO – Va bene l’ironia, la sagacia, il sarcasmo ma sta ad ogni internauta non sbagliare bersaglio delle proprie freddure. Perché come lo stesso Papa Ratzinger ha detto nell’annuncio delle dimissioni: «Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino». Insomma anche il più laico dei frequentatori di social avrebbe dovuto avere più rispetto per la scelta coraggiosa di chi preferisce lasciare il proprio incarico ammettendo i limiti sopravvenuti per l’età avanzata e le forze che vengono a mancare. L’ultimo tweet del Papa sul suo profilo @Pontifex è del 10 febbraio: “Dobbiamo avere fiducia nella potenza della misericordia di Dio. Noi siamo tutti peccatori, ma la Sua grazia ci trasforma e ci rende nuovi” ha scritto Benedetto XVI.

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