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Opinioni e commenti
 

Popolari spagnoli travolti dallo scandalo-corruzione. Il leader socialista Rubalcaba: «Dimissioni per Rajoy»
Pubblicato il 04-02-2013


Rubalcaba-dimissioni-RajoyParole dure quelle del segretario del Partito socialista spagnolo (Psoe) Alfredo Perez Rubalcaba dopo lo scandalo che sta travolgendo il premier popolare Mariano Rajoy per un presunto giro di corruzione. «Una zavorra» per il Paese, un leader che, in questo momento «non è in grado» di guidare la Spagna che attraversa una delle peggiori crisi della sua storia post-franchista. Così Rubalcaba ha chiesto ufficialmente le dimissioni di Rajoy per la vicenda dei fondi neri al Partito popolare (Pp). E lo scandalo, nonostante le secche smentite del primo ministro, non accenna ad attenuarsi rischiando di deflagrare in una vera e propria crisi politica.

IL LEADER SOCIALISTA SPAGNOLO: «RAJOY SI DIMETTA» – A tre giorni dalla “bomba” rivelata dal quotidiano El Pais, che lo scorso giovedì aveva pubblicato i presunti conti in nero tenuti da due ex tesorieri del Pp, Alvaro Lapuerta e Luis Barcenas, Rubalcaba è così sceso in campo chiedendo, senza mezzi termini, la testa del premier conservatore. «Il signor Rajoy è una zavorra, non può portare avanti questo Paese e deve abbandonare la presidenza», ha tuonato il leader socialista cavalcando l’ondata di indignazione levatasi in tutta la Spagna e rispedendo al mittente le parole con cui ieri Rajoy si è smarcato dallo “scandalo Barcenas”: «Ha negato tutto. Non ha spiegato, ha solo formulato accuse».

LA RETORICA D’ALTRI TEMPI DEI POPOLARI: «RUBALCABA NEMICO DELLA PATRIA» – Pronta è arrivata la risposta dei popolari che, per bocca del vicesegretario per gli Studi e i Programmi Gonzalez Pons, hanno rigettato le affermazioni di quello che definiscono il «provocatore» Rubalcaba, «esperto di bugie» e teso a «dividere gli spagnoli» in un momento in cui gli elettori chiedono «unità» e «buon senso». E a stretto giro, è sceso in trincea anche Javier Arenas, uno dei “big” del partito coinvolto nello scandalo, reiterando la tesi sostenuta finora da tutto il Pp: la totale falsità delle carte pubblicate dal quotidiano madrileno di area socialista.

I FONDI NERI DEL PP – Carte che documenterebbero l’erogazione di migliaia di euro versati dal 1997 al 2008 a diversi notabili del Pp sulla base di fondi neri ricevuti dal partito da alcune imprese iberiche, soprattutto edili. E sebbene la magistratura non abbia ancora verificato la veridicità dei documenti, lo scandalo ha già prodotto i suoi effetti. Secondo un sondaggio di Metroscopia, il 77% degli spagnoli boccia il governo Rajoy e l’85% ha poca o nessuna fede nel proprio premier. Il Pp in un mese ha perso sei punti di gradimento crollando al 23,9%, ormai quasi raggiunto dal partito socialista (al 23,5%). Mentre, sull’onda di quella “vergogna” urlata dai manifestanti che da tre giorni presidiano la sede del Pp, in quasi 800mila hanno ormai firmato la petizione della piattaforma web Change.org, che ha chiesto le dimissioni dell’intero esecutivo.

MENTRE LA SPAGNA E’ STRANGOLATA DALLA DISOCCUPAZIONE C’E’ CHI RIDE E BRINDA CON CHAMPAGNE – Del resto, in un Paese dove la disoccupazione viaggia al 26% e che non appare ancora in grado di gettarsi la crisi alle spalle, il “caso Barcenas” si presenta come un prezioso alleato delle piazze che hanno visto la nascita del movimento degli “Indignados”. Mentre l’uomo dello scandalo, quel Luis Barcenas già incriminato nell’inchiesta Gurtel e risultato titolare di conti in Svizzera per 22 milioni di euro, ieri è stato “pizzicato” dal quotidiano El Mundo a cena in un lussuoso hotel di Carcassonne, in Francia. E secondo il giornale iberico l’ex senatore rideva e chiacchierava con tre commensali «come se non fosse accaduto nulla», accompagnando la sua cena con raffinato champagne.

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